Nova Polemos è una città all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, eppure ancora schiava di particolarismi, intolleranze mai sopite che affondano le loro radici nelle pieghe del tempo.

Palermo
16:25 del 02/08/2019
Scritto da Alberto

RECENSIONE DRY DROWNING - L'anno è il 2066. Nova Polemos è una città all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, eppure ancora schiava di particolarismi, intolleranze mai sopite che affondano le loro radici nelle pieghe del tempo. È anche una realtà dove il controllo delle istituzioni governative, delle grosse corporazioni, ha silenziosamente messo un cappio al collo all'opinione pubblica, sempre più soggiogata da manipolazioni, dalla ricerca di capri espiatori sacrificabili. Un luogo in cui le menzogne prosperano sotto forma di apparenti buone intenzioni, mentre personaggi dalla dubbia moralità tramano nell'ombra per raggiungere i propri scopi. In questo mare magnum di odio, affilato quanto la lama di un rasoio, naviga a vista Mordred Foley, investigatore privato caduto in disgrazia a causa di una torbida vicenda che non ha mai smesso di alimentare le cronache cittadine. A fianco della sua fidata assistente Hera Kairis, l'uomo si porta appresso il fardello di un passato difficile da dimenticare. Sono trascorsi quattro lunghi anni da quando le sue apparentemente brillanti attività d'indagine hanno finito per mandare sulla sedia elettrica due innocenti.

RECENSIONE DRY DROWNING - L'occasione di risalire la corrente, di ritrovare riscatto, si presenta quando nel suo ufficio fa capolino l'assistente personale del leader politico che ha in mano le redini della città. Il partito delle Bande Nere è tristemente noto per le sue idee estreme e nostalgiche, soprattutto in materia di immigrazione. L'organizzazione lavora dietro le quinte nel tentativo di scagionare il suo uomo di punta dalle accuse che lo vedono implicato in un brutale caso di omicidio, ed è proprio qui entra in gioco il protagonista interpretato dal giocatore.


Sì perché la nuova vicenda sembra in qualche modo collegata a quella che lo ha screditato agli occhi dell'opinione pubblica quattro anni or sono. È il cosiddetto caso Pandora, nel quale è implicato un pericoloso serial killer che ama uccidere le proprie vittime rievocando miti greci. Dopo essere apparentemente svanito nel nulla, il mostro sembra essere improvvisamente tornato agli onori della cronaca, e spetterà proprio al protagonista darsi da fare per provare a risolvere un rebus che nemmeno la polizia di Nova Polemos sembra riuscire a districare.

RECENSIONE DRY DROWNING - In Dry Drowning ogni scelta ha delle pesanti conseguenze sia nell’immediato sia nel futuro; i ragazzi di Studio V hanno realizzato un titolo dalle forte natura investigativa a tinte noir dove ogni momento è propizio per far sentire sulle spalle dei videogiocatori tutto il peso di una decisione, fondamentale per tessere rapporti tra i personaggi e soprattutto decretare chi vive e chi muore. Il team italiano ha enfatizzato e fatto proprio il concetto di “Butterfly effect” in ambito videoludico, creando numerosi bivi narrativi e una storia incalzante fin dai primi minuti. Sensazioni già provate, insomma, nella demo passata, ma che qui hanno trovato più di un positivo riscontro definitivo.


Nel corso delle otto ore necessarie per completare la prima run risulta impossibile non immedesimarsi nella frustrazione psicologica del detective davanti a situazioni dove le responsabilità delle proprie scelte gravano sul futuro di persone, partiti politici e intere nazioni. La sensazione è proprio quella di avere una Spada di Damocle fluttuante poco sopra la testa pronta a cadere in ogni momento e destabilizzarci psicologicamente alla prima insicurezza. Arrivati ai titoli di coda, il gioco presenta già dal lancio anche una saggia funzione NG+ che, riprendendo gli avvenimenti dalla fine del primo capitolo, ci permette di cambiare l’intera storia e sbloccare altri due finali che stravolgono completamente le forze in gioco e gli avvenimenti, valorizzando la longevità finale per un totale di anche 20 ore ed oltre per i più impavidi, intenzionati a scoprire tutti i segreti celati nel mondo di gioco. Un risultato niente male considerando il genere.

Indagini al chiar di Luna

Il gameplay  della versione finale di Dry Drowng conferma le buone sensazioni dell’anteprima: scovare la verità, risolvendo i vari casi, necessita di un meticoloso lavoro di ricostruzione, con sequenze suddivise tra la raccolta di indizi e l’effettivo smascheramento dell’accusato di turno.  La prima fase è quella forse un po’ più semplice e lineare, forse troppo se non per qualche indovinello qua e là ben più stratificato andando oltre la raccolta di prove con il semplice click di oggetti in bella vista, mentre le seconde rappresentano il fiore all’occhiello dell’intera produzione; in queste bisogna ricostruire l’intera vicenda ribattendo sulle vacillanti difese dell’indiziato e facendo leva sulle visibili paure.

Le sessioni appena citate risultano estremamente incalzanti; il detective Mordred riesce per qualche strano motivo a capire subito chi tra i vari personaggi incontrati ha qualcosa da nascondere, e, a causa del proprio passato che lo ha destabilizzato psicologicamente, vede comparire sul volto del personaggio bugiardo di turno una vera e propria maschera della vergogna a forma di animale, senza disdegnare qualche leggera tinta horror. Smascherare un criminale o un bugiardo in Dry Drowningassume quindi una doppia connotazione psicologica e visivamente cupa che da un forte senso di coinvolgimento al videogiocatore che riesce subito ad apprezzarne la meccanica man mano che si prosegue con la storia, differenziandola positivamente dalle analoghe sessioni di titoli simili.


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Categorie: , Videogames


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