Partiamo con una nota dolente, avendo dalla nostra la sicurezza che la qualità del gameplay di Dragon Ball FighterZ è di altissima fattura.

Roma
12:00 del 23/01/2018
Scritto da Alberto

Alla scoperta di Androide 21
Partiamo con una nota dolente, avendo dalla nostra la sicurezza che la qualità del gameplay di Dragon Ball FighterZ è di altissima fattura. Tale nota suona nella modalità storia, che al di là della dubbia qualità realizzativa dello scenario e dei dialoghi in sé si presenta con una struttura molto ridondante e inutilmente prolissa. Le vicende ci metteranno dinanzi all'invasione di cloni ombra che hanno preso le sembianze di tutti i più noti combattenti di Dragon Ball: tra questi vi saranno anche i ritorni di alcuni antagonisti che davamo per sconfitti, come Freezer e Cell, o anche Kid Buu e l'Androide numero 16. A guidare l'assalto alla Terra ci sarà un nuovo personaggio malvagio, un inedito autorizzato da Akira Toriyama, padre della saga: si tratta dell'Androide numero 21, un'evoluzione del dottor Gelo, intenzionata a raggiungere la forma perfetta, così come d'altronde Cell, ossessionato da tale scopo per l'intero arco narrativo che lo vede antagonista. Per contrastare tale forza, annunciata come sovrumana, Goku, Crilin, Piccolo e gli altri Guerrieri Z si affideranno a una strana forza che riesce a parlare con loro e allo stesso tempo restituire loro la forza che è stata sottratta dai cloni: quella forza non siete altri che voi, dando vita a un'espediente ludico attraverso il quale sarete voi a comandare gli eroi in battaglia, creando una connessione e giustificando, così, il battle system. Una soluzione, purtroppo, leggermente banale ed eccessivamente pretestuosa. Sul nostro cammino, quindi, ci ritroveremo a dover liberare i nostri vari compagni di battaglia salvandoli da alcune situazioni spiacevoli, ma allo stesso tempo saremo chiamati a numerose battaglie contro i cloni di cui sopra, tutte pesantemente prolisse. Tutti gli scontri sono catalogati in tre diverse categorie: avrete le battaglie tutorial, che come suggerisce lo stesso nome vi accompagneranno attraverso delle mosse guidate che vi permetteranno di apprendere al meglio le meccaniche del titolo, le battaglie normali, che vi permetteranno di ottenere soltanto punti esperienza in più, e infine le battaglie boss, che saranno i fondamentali bivi per procedere verso il capitolo successivo. La criticità della proposta è che la mappa ha numerosi snodi che vi conducono attraverso battaglie che col tempo diventano sempre più ripetitive e che rappresenteranno soltanto un intralcio al boss di quel determinato capitolo. Farmare potrà anche essere una soluzione, ma Dragon Ball FighterZ è un picchiaduro che vi permetterà di fronteggiare l'ostacolo a prescindere da quanti punti vita abbiate. Inoltre la difficoltà iniziale rappresentata dal mancato recover dei punti salute dopo una battaglia viene facilmente aggirata da quelli che sono i punti abilità, sbloccati casualmente dopo una sfida, e che vi daranno dei perk passivi che colmeranno ogni possibile gap con i vostri avversari, di livello superiore. Gli archi narrativi sono tre in totale: ognuno di essi vi terrà impegnati per circa 3 ore, con un totale di 9 ore di single player, che per quanto possano sembrare molte, risulteranno decisamente ripetitive, come già ampiamente detto.


Nel corso dei vari archi andrete ad aggiungere vari dettagli allo scenario, con i tre archi che però non si intrecceranno mai, fino a scoprire tutto ciò che si nasconde dietro l'Androide numero 21 e chiaramente perfezionando l'utilizzo di gran parte dei personaggi del roster. Tutto ciò che vi verrà svelato, al termine delle vostre dieci ore di single player, sarebbe potuto accadere in molto meno tempo, in maniera molto più concisa e stringata, senza doverci costringere a un farming di ore contro quelli che, purtroppo, sono sempre gli stessi avversari e che, in aggiunta, tengono il mondo di Dragon Ball Super separato dal resto.

Come in altri classici sviluppati dagli Arc System Works, abbiamo quattro attacchi base: veloce, medio, forte e speciale. I tasti dorsali del pad sono deputati all'aiuto dei comprimari, le sostituzioni al volo e le Super. In linea di massima, per essere gestito, ogni lottatore presenta la medesima struttura, con le varie mosse che non vanno oltre le classiche "mezze lune", e le combo attivabili con la semplice pressione di un tasto. La differenziazione avviene secondo lo stile del singolo lottatore, con proiettili a cascata, teletrasporti veloci e attacchi a distanza. Gli assalti fulminei sono quindi lo scheletro del combat system e approcciarsi al titolo in maniera troppo compassata può dare più di un grattacapo.
Accostabile, a grandi linee, a Marvel vs Capcom Infinite e agli altri esponenti della saga, Dragon Ball FighterZ è votato all'istinto e alla velocità, e richiede degli ottimi riflessi. Tra le feature, un buon numero di colpi ci consente di ricevere in premio una Sfera del Drago. A metà strada tra il fan service e un'opportunità ancora tutta da approfondire, l'accumulo delle Sette Sfere ci permette di evocare Shenron e vedere esaudito uno dei desideri a disposizione (la resurrezione di un compagno, ad esempio). Prematuro saggiarne la portata strategica, è comunque una piacevole aggiunta.

Pad alla mano, le sensazioni restituite da Dragon Ball FighterZ sono proprio esaltanti: vedere onde energetiche riempire lo schermo e spazzare via l'avversario, con annessa distruzione dello scenario, è a dir poco appagante. Le varie combinazioni si attivano automaticamente tramite la pressione veloce e ripetuta di un singolo tasto, dando il via a diverse esecuzioni a seconda del pulsante utilizzato (veloce, medio e forte, come abbiamo già avuto modo di anticipare). La semplicità con cui è possibile fiondarsi sul nemico e colpirlo ripetutamente è disarmante: in questo senso, Dragon Ball FighterZ è assai clemente con i neofiti, a discapito dei giocatori più tecnici, che potrebbero storcere il naso di fronte all'impostazione scelta dagli sviluppatori.


Il bilanciamento del roster è un altro elemento scottante, con i Super Sayan terribilmente efficaci e alcuni personaggi più tecnici (come Krillin, Piccolo e Kid Buu) davvero letali. Fortunatamente, diverse componenti tattiche volte a gestire le situazioni più complesse, tendono a premiare il giocatore allenato. La profonda conoscenza dei singoli combattenti e l'utilizzo di manovre evasive o di recupero, riescono a fare la differenza tra chi pigia ossessivamente i tasti e chi si è allenato duramente con il proprio team. L'aura, ricaricabile in qualsiasi momento, è la chiave per questo tipo di strategia: per le mosse avanzate, difatti, come le schivate al volo o il teletrasporto alle spalle del nemico, vengono consumate una o più barre della suddetta aura. Prodursi in maniera scomposta in combo ripetute all'infinito non dà i frutti sperati contro chi conosce bene i propri combattenti e pianifica attentamente gli assalti.
Nonostante ciò, è chiara l'intenzione degli sviluppatori nel voler porre l'accento sull'immediatezza e la spettacolarità. Del resto è facile lasciarsi tentare dalle combo più accessibili e letali, soprattutto contro i giocatori alle prime armi o la CPU ai livelli più bassi. Questo delicato equilibrio, offuscato anche da un roster leggermente sbilanciato, non fa decollare appieno l'ultima creatura degli Arc System Works, anche se il risultato finale è certamente degno di nota. Come vi avevo anticipato, il titolo offre una modalità storia assai sfiziosa, con la possibilità di potenziare i propri combattenti, dotarli di abilità passive e muoverli lungo una sorta di scacchiera, che delinea i vari scontri. L'ottimo doppiaggio giapponese (preferibile a quello americano, comunque presente e ben realizzato) e le varie cut-scene, sono quanto di più fedele all'anime si sia mai visto in un videogioco, con una narrazione leggera ma accattivante e un buon ritmo, soprattutto dopo le lunghe fasi di tutorial. La storia inedita offre anche un combattente nuovo, l'ormai nota Androide 21, il cui design è stato supervisionato dallo stesso Toriyama


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Categorie: , Videogames


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