Un colpo durissimo per Sergio Marchionne e per Fiat Chrysler: su 104mila vetture diesel Fca vendute negli Stati Uniti avrebbe montato un software che consentiva di denunciare livelli di emissioni inquinanti inferiori a quelli reali.

Bologna
10:00 del 14/01/2017
Scritto da Luca

100MILA VETTURE FUORILEGGE”: DOPO VOLKSWAGEN HANNO BECCATO ANCHE MARCHIONNE

Un colpo durissimo per Sergio Marchionne e per Fiat Chrysler: su 104mila vetture diesel Fca vendute negli Stati Uniti avrebbe montato un software che consentiva di denunciare livelli di emissioni inquinanti inferiori a quelli reali.

È l’accusa pubblicata sul sito dell’Environment Protection Agency (Epa), l’agenzia del governo Usa per la protezione ambientale. Di fatto un nuovo caso Dieselgate che, dopo Volkswagen, colpisce anche il gruppo italo-americano. E in Borsa i riflessi negativi ci sono già: il titolo di Fca è sempre più in ribasso. Dopo un’ulteriore sospensione i titoli sono stati riammessi e ora trattano con un ribasso del 17,2% a 8,66 euro. In difficoltà anche Ferrari, che perde il 2,4% ed Exor, che segnava un -6% ed
è stata sospesa.


Fca è stata raggiunta da una notifica di violazione del Clean Air Act. Nel mirino ci sarebbero i modelli di Jeep Grand Cherokee e di pickup Dodge Ram 1500 con motori diesel da 3 litri prodotti negli anni dal 2014 al 2016. L’indagine dell’Epa si affianca a una analoga, e giunta alle stesse conclusioni, del California Air Resources Board (Carb). “Continuiamo a investigare la natura e l’impatto di questi dispositivi”, dichiara Cynthia Giles dell’ufficio compliance dell’Epa, “tutti i costruttori devono giocare secondo le stesse regole e continueremo a ritenere responsabili le compagnie che guadagnano un iniquo e illegale vantaggio competitivo”. “Ancora una volta, una grande compagnia automobilistica ha preso la decisione imprenditoriale di eludere le regole e venir colta sul fatto”, afferma invece la presidente del Carb, Mary Nichols, “il Carb e l’Epa hanno preso l’impegno di aumentare i controlli in seguito agli sviluppi del caso Volkswagen è questo è il risultato di questa collaborazione”. L’Epa sostiene di aver rilevato nei motori delle vetture in oggetto almeno otto elementi software non dichiarati che potrebbero aver portato alla rilevazione di livelli di emissione inferiori a quelli reali durante i test per il rilascio della certificazione di conformità degli autoveicoli alle norme ambientali.

È però ancora da stabilire se i “dispositivi ausiliari di controllo delle emissioni” riscontrati nei motori possano essere considerati “defeat devices” illegali, ovvero se siano stati inseriti con l’apposito intento di frodare le autorità, come quelli presenti nei motori delle auto Volkswagen.

Da: Libero


Articolo letto: 831 volte
Categorie: , Denunce, Economia


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Risposte - Commenti

Carmen

16/01/2017 10:08:25
ma secondo voi con quella faccia può far mai cose in regola...
6

Angelo

14/01/2017 11:06:49
Puoi sfuggire ai controlli pubblici ma non ai benchmark dei tuoi concorrenti. Ergo, lo faceva VW e se gli altri concorrenti stavano zitti, voleva dire che sapevano e lo facevano anche loro. Ci sono tutti dentro fino al collo.
6

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