Il governo svedese ha iniziato ad inviare a tutte le 4,8 milioni di famiglie del paese un opuscolo per informare la popolazione, per la prima volta in oltre mezzo secolo, su cosa fare in caso di guerra.

Bologna
07:30 del 24/05/2018
Scritto da Sasha

Il governo svedese ha iniziato ad inviare a tutte le 4,8 milioni di famiglie del paese un opuscolo per informare la popolazione, per la prima volta in oltre mezzo secolo, su cosa fare in caso di guerra.

Om krisen eller kriget kommer (Se arriva la crisi o la guerra) spiega come garantirsi bisogni di base come cibo, acqua e calore, il significato dei segnali d’allarme, dove trovare rifugi antiatomici e come contribuire alla “difesa totale” della Svezia.

L’opuscolo di 20 pagine, illustrato con immagini di sirene, aerei da guerra e famiglie in fuga dalle proprie case, prepara anche la popolazione a pericoli quali attacchi informatici e terroristici e cambiamenti climatici, oltre ad una pagina sull’identificazione di notizie false.


“Sebbene la Svezia  sia più sicura di molti altri paesi, ci sono ancora minacce alla nostra sicurezza ed indipendenza”, afferma l’opuscolo. “Se sei preparato, contribuisci a migliorare la capacità del paese di far fronte ad una grave tensione”.

Depliant simili furono per la prima volta distribuiti nella neutrale Svezia del 1943, al culmine della seconda guerra mondiale. Degli aggiornamenti vennero regolarmente forniti al pubblico fino al ’61, e poi ai funzionari governativi locali e nazionali fino al ’91.

“La società è vulnerabile, dobbiamo prepararci come individui”, ha detto Dan Eliassondell’agenzia svedese per le evenienze civili, responsabile del progetto. “C’è anche un deficit di informazioni in termini di consulenza concreta, che miriamo a fornire”.

A Swedish cold-war era defence leaflet.

La pubblicazione arriva quando in Svezia il dibattito sulla sicurezza – e la possibilità di unirsi alla NATO – si è intensificato, a séguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e delle recenti incursioni nello spazio aereo e nelle acque territoriali svedesi da parte di aerei e sottomarini russi.

Il paese ha iniziato ad invertire i tagli alle spese militari. L’anno scorso ha organizzato le sue più grandi esercitazioni militari in quasi un quarto di secolo, ha reintrodotto il reclutamento militare ed ha  svelato piani congiunti con la Danimarca per contrastare gli attacchi informatici e la disinformazione russi.

Il volantino consiglia alle persone di pensare a come affrontare il problema della mancanza di riscaldamento, cibo, acqua, bancomat, cellulari ed internet.

Si consiglia anche di verificare sempre la fonte delle informazioni, avvertendo che “stati ed organizzazioni stanno già cercando di influenzare i nostri valori ed il nostro modo di agire… e di ridurre la nostra capacità di recupero e volontà di difenderci”.

Una pagina dettagliata di “consigli casalinghi” esorta la popolazione a fare scorta di bottiglie d’acqua, indumenti caldi, sacchi a pelo e “cibo non deperibile, che possa essere preparato rapidamente e richieda poca acqua”.

In caso di conflitto armato, dice che “tutti sono obbligati a contribuire e tutti sono necessari” alla “difesa totale” della Svezia: chiunque tra i 16 ed i 70 anni “può essere chiamato a prestare assistenza in caso di minaccia di guerra o di guerra vera e propria”.

La Svezia non è in guerra da più di 200 anni. Dovesse essere attaccata, il volantino dice “non ci arrenderemo mai. Tutte le informazioni che dicono che la resistenza deve cessare sono false”.

Da: QUI


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Esteri


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