Dopo circa un anno dall'ultima iterazione della serie, Codemasters torna a deliziare gli amanti del rally con DiRT 4, una simulazione che tenta di aprire le porte anche ai neofiti grazie a moltissime modalità inedite, al ritorno di qualche vecchia conoscenza e a tutta una serie di idee completamente originali nel mondo dei racing game su sterrato.

Torino
11:00 del 28/01/2017
Scritto da Carmine

Dopo circa un anno dall'ultima iterazione della serie, Codemasters torna a deliziare gli amanti del rally con DiRT 4, una simulazione che tenta di aprire le porte anche ai neofiti grazie a moltissime modalità inedite, al ritorno di qualche vecchia conoscenza e a tutta una serie di idee completamente originali nel mondo dei racing game su sterrato. L'annuncio è arrivato quasi a sorpresa nella giornata di ieri e noi non potevamo certo perdere l'occasione di toccare con mano in anteprima assoluta tutte le novità. Le sensazioni che DiRT 4 ci ha lasciato sono state sicuramente positive e abbiamo letto soprattutto nella modalità FreeRide tanta voglia di sperimentare, coraggio che forse era mancato ai titoli precedenti. Vediamo insieme nel dettaglio allora cosa possiamo aspettarci dalla nuova produzione dei ragazzi di Southam.

Dopo l’arrivo di Dirt Rally sul mercato e con esso la riscossa di Codemasters come uno dei pilastri della produzione di giochi automibilistici, si pensava che per un po’ di tempo il trono dei rally games avesse trovato finalmente il suo proprio e duraturo sovrintendente. Non abbiamo fatto in tempo a cominciare il 2017 e siamo stati subito smentiti, non tanto per l’arrivo di un rivale in grado di spodestarlo, ma perché la stessa software house ha deciso, con una mossa che ancora non riusciamo appieno a decifrare, di recuperare la serie canonica del brand e ripartire così da un nuovo, quarto, capitolo. Dopo una breve ed efficace prova, frutto di una trasferta londinese, abbiamo riordinato le idee e siamo quindi pronti a fornirvi un nostro parere sul nuovo arrivato della serie Dirt.

Qualche considerazione
Prima di proporvi le sensazioni derivate dalla prova, peraltro non molto lunga, è doveroso analizzare il contesto in cui è stata collocata la presentazione e quindi l’uscita di questo gioco. Data la distanza così ravvicinata dall’ultimo Dirt e vista la qualità raggiunta dal modello di guida, ci è sembrato immediato supporre che il nuovo arrivato si allontanasse ben poco dal seminato, e l’innovazione dovesse concentrarsi sull’ampliare a dismisura i contenuti, riprendendo invece tutto ciò che di buono era riuscito a sviluppare Dirt 3, con la sua impronta fortemente arcade. A favore di questa tesi sono testimoni da una parte il titolo che cita Dirt 4, rievocando le atmosfere dell’ultimo capitolo numerato, e dall’altra una presentazione incentrata con forza sull’esperienza rallystica più classica, con la presenza addirittura di piloti professionisti a suffragare il realismo dell’esperienza. Ovviamente questa ambivalenza di un gioco di guida, arcade e simulativa, da sempre rischia di lasciare scettici i puristi del genere, ma è anche vero che questi due mondi, come già ci ha insegnato la serie Forza, a fronte di un’esperienza nel settore come quella di codemasters accumulata in anni e anni, possono nel 2017 trovare un punto di incontro che non scomodi nessuno.


Un'esperienza su misura

A ovviare a quest’ultima considerazione è giunta chiarificatrice la prima scelta che il gioco ci mette davanti, tra Modalità Normale o Simulativa. Ancor prima di settare gli aiuti che, come oramai sappiamo bene, possono tarare verso l’alto o verso il basso la difficoltà di un gioco di guida, saremo chiamati a scegliere tra due modelli di guida strutturalmente diversi. Selezionando il primo, il gioco si è sembrato letteralmente facile, improntato su divertimento immediato e godibile che predilige come sistema di controllo il pad, al contrario scegliendo il secondo, si avrà a che fare con un modello simile a quello visto in Dirt Rally, arduo da padroneggiare e tale da richiedere impegno e dedizione per essere goduto appieno, apprezzabile principalmente con volante e pedaliera. Una volta fatta questa scelta, siamo passati agli aiuti, tanti e tutti completamente personalizzabili secondo la tradizione, per aggiustare ogni singolo parametro e adattarlo alle nostre esigente. Durante la prova abbiamo testato entrambi i sistemi di controllo nella modalità freeplay e abbiamo optato per un livello difficoltà medio che ci permetteva di guadagnare un buon 30% di crediti aggiuntivi sul 100% disponibile


It's a Freeeeplay
Inedita per la serie, Freeplay può essere considerata la novità principale di questo capitolo. Consiste sostanzialmente nel gareggiare su percorsi creati proceduralmente a partire dall’ambientazione e da due slider rappresentanti il diverso grado di lunghezza e di complessità del circuito. L'unica location disponibile in questa pre-alpha era quella australiana di Fitzroy e l'abbiamo potuta affrontare in infinite combinazioni, con sezioni predefinite che si componevano in maniera diversa ogni volta che generavamo il percorso. La creazione originata è rimasta poi attiva fino alla chiusura della competizione così da poter sfidare i nostri amici sullo stesso tracciato e confrontarne i tempi. 
A partire da questi percorsi è possibile creare dei campionati unendone più fra loro per goderci così un’intera competizione totalmente personalizzata. Purtroppo non siamo rimasti molto colpiti dalla creazione procedurale dei tracciati, perché personalmente non crediamo sia la strada migliore da battere per i giochi di Rally; studiare il tracciato e valutarne le insidie sono indubbiamente fra gli aspetti più affascinanti di questo sport, e così sembra che vadano un po’ a perdersi.

Un sacco di modalità
Nel menù principale hanno fatto la loro comparsa le seguenti voci: Carriera, Multigiocatore, Joyride (raccoglitore di modalità meno realistiche e più esaltanti come lap time e smash), Competitivo (punto di accesso per accedere a sfide continuamente aggiornate, create dagli sviluppatori), Freeplay e Dirt Academy (dove imparare tutti i trucchi per diventare un gran pilota di rally).

Il parco auto di Dirt 4 è stato comunicato vanterà più veicoli dei precedenti capitoli, e di questi 50 mai realizzati prima d’ora. Tra le categorie disponibili avremo non solo quelle classiche, ma anche buggie e pro truck, a darsi battaglia nelle più folli sfide. 
A partire da Freeplay, nel menù di selezione erano disponibili le modalità Rally, Rally Storico, Rally Cross e Land Rush (dedicata alle buggie). Anche quest’ultima era disponibile nella prova e dobbiamo ammettere che sia stata molto più divertente giocata con il pad piuttosto che con il volante a causa di una difficoltà di fondo a tenere sia il controllo del veicolo che l’acceleratore schiacciato per non rimanere tra le ultime posizioni.

Sul versante tecnico riscontriamo una qualità generale propria di una pre-alpha, che predilige quindi una maggiore solidità lato fps che però lascia spazio a un’immagine a schermo poco pulita, texture assenti o in bassa risoluzione, tearing e aliasing. Speriamo ovviamente di aver giocato su una build già datata, che possa farci sperare in uno stato attuale dei lavori più avanzato in vista della finestra di lancio sul mercato programmata a giugno.


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Categorie: , Videogames


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