Dinosauri Carnivori, cosa sapere. Sarà che, essendo così distanti nel tempo, li possiamo guardare come si fa con gli alieni nei film o come le catastrofi naturali nei quadri dell’Ottocento, cioè provando un piccolo brivido di terrore

Milano
09:30 del 02/03/2016
Scritto da Luca

Dinosauri Carnivori

Sarà che, essendo così distanti nel tempo, li possiamo guardare come si fa con gli alieni nei film o come le catastrofi naturali nei quadri dell’Ottocento, cioè provando un piccolo brivido di terrore ben sapendo però che si è al sicuro, ma i dinosauri hanno da sempre un certo fascino su di noi e in particolare sui bambini, che tradizionalmente ne vogliono conoscere nomi e caratteristiche.

Dinosauri Carnivori

A incuterci più timore sono, ovviamente, i carnivori, i più grandi predatori che il nostro pianeta abbia mai visto: dal celeberrimo Tyrannosaurus Rex, capace di raggiungere anche 13 metri di lunghezza, fino al Velociraptor reso famoso da Jurassic Park, questi grandi rettili hanno ormai una fama superiore perfino a quella di molti animali attuali, segno di un interesse verso di loro che sembra non tramontare.

Quali furono, però, i dinosauri più grandi mai vissuti? E, in particolare, quali i carnivori? Scopriamolo assieme, basandoci sulle ultime ricerche dei paleontologi.

Dinosauri Carnivori - Lo Spinosauro

(in foto sopra)

Un gigantesco antenato del coccodrillo?

Il più grande carnivoro conosciuto non ha forse le caratteristiche che i film d’avventura ci hanno portato in questi anni a sperare: lo Spinosauro, infatti, era prevalentemente un dinosauro di fiume che andava a caccia di pesci o di piccole prede, e attaccava i dinosauri di medie dimensioni solo in condizioni particolarmente favorevoli, disdegnano lo scontro diretto con animali della sua stazza.

Gli studiosi, che comunque agiscono in questo caso in un campo ancora piuttosto aperto e suscettibile di variazioni a seconda delle scoperte che vengono di volta in volta effettuate, ritengono infatti che lo Spinosauro fosse simile al moderno coccodrillo, anche se notevolmente più grande: le stime parlano di una lunghezza variabile tra i 14 e i 18 metri e un peso che potrebbe oscillare tra le 7 e addirittura le 20 tonnellate; al contrario di altri dinosauri, però, qui le zampe posteriori sembravano più adatte al nuoto che al sollevamento, segno che raramente l’animale si aggirava lontano dai corsi d’acqua, ed invece erano molto lunghe (in rapporto ad altri carnivori delle sue dimensioni) quelle anteriori, che venivano usate – assieme a una mascella allungata ma molto forte – per “acchiappare” letteralmente le prede più sguscianti.

Di per sé esistono due specie di Spinosauro: lo Spinosaurus aegyptiacus, rinvenuto per la prima volta nel 1911 in Egitto dal paleontologo tedesco Ernst Stromer (i resti di questo ritrovamento andarono distrutti durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale), e lo Spinosaurus maroccanus, scoperto invece in Marocco in tempi notevolmente più recenti, nel 1996.

Entrambe le specie vissero nel Cretaceo, circa 98-95 milioni di anni fa, in un periodo in cui la zona dell’attuale nord Africa era equatoriale e dall’habitat simile a quello di una foresta pluviale. Molto caratteristica era infine la vela dorsale, alta da sola quanto un uomo, che gli permetteva di immagazzinare calore per la notte ma anche, se rivolta controvento, di disperderlo per non andare in ipertermia.

Dinosauri Carnivori - L’Oxalaia


Il “cugino brasiliano” dello Spinosauro

Molto simile, probabilmente, allo Spinosauro era anche l’Oxalaia, appartenente anch’esso alla famiglia degli spinosauridi. Diciamo “probabilmente”, perché in realtà di questo dinosauro si sa ancora ben poco e i ritrovamenti sono così modesti che bisogna usare tutte le cautele del caso quando se ne voglia parlare.

La premascella dell’Oxalaia fotografata da Nekarius via Wikimedia Commons

Il suo primo ritrovamento risale infatti al 2004 (anche se l’annuncio alla comunità internazionale e la sua classificazione avvennero nel 2011), durante una serie di scavi effettuati in Brasile, nello stato di Maranhao: qui furono rinvenute due premascelle fuse e un frammento di mascella sinistra, che hanno permesso agli studiosi di fare tutta una serie di rilievi e di ipotesi, che però necessitano di ulteriori conferme.

A quanto pare l’Oxalaia doveva essere in qualche modo imparentato con lo Spinosauro ritrovato in Africa, del quale però non dovrebbe avere le stesse dimensioni: le stime parlano infatti di una lunghezza compresa tra i 12 e i 14 metri e di un peso che si dovrebbe aggirare tra le 5 e le 7 tonnellate; i denti erano comunque simili a quelli del “cugino”, cioè a sezione arrotondata, privi di carena dentellata e lievemente ricurvi. Inoltre si ritiene che anche l’Oxalaia dovesse probabilmente avere una sorta di vela sulla schiena.

IL SIGNIFICATO DEL NOME

Un’ultima curiosità, infine, sul nome: la scelta di chiamarlo Oxalaia quilombensis, infatti, deriva da un lato dalla divinità africana Oxalà, dall’altro dai quilimbos, cioè le comunità brasiliane di schiavi africani che un tempo scappavano dalle piantagioni; il doppio nome attribuito dai paleontologi, quindi, non faceva altro che sottolineare il legame che sembrava e sembra tuttora esserci tra il nuovo dinosauro ritrovato in Brasile e lo Spinosauro dell’Africa.

Dinosauri Carnivori - Il Giganotosauro

Un corpo enorme ma un cervello minuscolo

Terzo in classifica è il Giganotosaurus carolinii, più celebre semplicemente come Giganotosauro, un animale che per qualche anno è stato considerato il più grande dinosauro carnivoro mai esistito, prima che i ritrovamenti relativi allo Spinosauro e alla sua famiglia non lo facessero scivolare in una posizione lievemente più arretrata.

Le cifre di questo dinosauro sono comunque di tutto rispetto: la lunghezza stimata è compresa tra i 12.2 e i 13 metri, dei quali quasi due erano riservati al cranio; l’altezza era circa di 4 metri al garrese e il peso oscillava tra le 6 e le 13 tonnellate. L’unica dimensione veramente imbarazzante, però, è quella che riguarda il cervello: gli studiosi hanno infatti trovato una scatola cranica molto più piccola anche di quella del Tyrannosaurus Rex, cioè approssimativamente delle dimensioni di una banana.

IL PALEONTOLOGO DILETTANTE

Il suo primo ritrovamento è avvenuto nel 1993, mentre risale al 1995 la sua presentazione tramite un articolo sulla rivista Nature; in ogni caso il ritrovamento fu abbastanza casuale, visto che i resti furono scoperti da un paleontologo dilettante, Ruben Carolini, che viene infatti ricordato anche nel nome scientifico dell’animale. In seguito i fossili rinvenuti nella parte argentina della Patagonia sono stati presi in custodia dagli studiosi Rodolfo Coria, Jorge Orlando Calvo e Leonardo Salgado.

Il nome Giganotosauro, che a volte viene confuso con gigantosauro a causa anche delle dimensioni del rettile, deriva dalle parole greche gigas, che significa in effetti “gigante”, enotos, cioè “vento del sud”, a sottolineare il ritrovamento avvenuto in una delle zone più meridionali del mondo.

Dinosauri Carnivori - Il Carcharodontosauro


Il superpredatore dai denti di squalo

Finora abbiamo trovato animali sì giganteschi e impressionanti, ma non famosi per essere predatori tra i più terribili; certo erano carnivori, ma – come detto per lo Spinosauro –spesso si cibavano di animali medio-piccoli o di prede già morte.

Il Carcharodontosauro fotografato da Yoshikazu Takada via Wikimedia Commons

Diverso è il discorso per quanto riguarda il Carcharodontosauro, o, per essere più precisi, ilCarcharodontosaurus, del quale esistono due specie, il Carcharodontosaurus saharicus e il Carcharodontosaurus iguidensis: questo dinosauro, infatti, era un vero e proprio superpredatore che, nonostante una mole imponente, poteva contare su una grande velocità e che probabilmente si nutriva di sauropodi, cioè i dinosauri erbivori più grandi mai esistiti, che potevano arrivare fino a 50 metri di lunghezza anche se quelli di cui si cibava lui si aggiravano probabilmente attorno ai 20 metri.

Dinosauri Carnivori - MASTODONTICO MA SNELLO

Le stime, per il Carcharodontosauro, parlano quindi di circa 13 metri di lunghezza, tra i 3 e i 4 mesi di altezza alla spalla e più di 5 metri di altezza alla testa; il peso si aggirava attorno alle 8 tonnellate, anche se la corporatura era snella, con coda e collo abbastanza lunghi. Interessanti, inoltre, le dimensioni dei reperti ritrovati: i denti misuravano anche 12 centimetri, mentre un cranio ritrovato dal celebre paleontologo statunitense Paul Sereno nel 1995 misura 1.66 metri.

Anche qui, infine, è interessante annotare l’origine del nome di questo dinosauro: Carcharodontosaurus significa infatti “rettile dai denti di squalo”, e sottolinea l’importanza della sua dentatura che, secondo alcuni, fu la più feroce della sua era.

Dinosauri Carnivori - Il Chilantaisauro

Il più grande dinosauro carnivoro cinese

L’ultimo dinosauro della nostra lista esula per una volta dal continente africano e da quello sudamericano, ma deriva invece dall’Asia: il Chilantaisauro, il cui nome scientifico è Chilantaisaurus, fu infatti scoperto e catalogato per la prima volta dal paleontologo cinese Hu nel 1964, in seguito a ritrovamenti effettuati in Cina settentrionale, precisamente nella formazione dell’Ulanshai.Probabilmente il più grande teropode mai vissuto in Asia, il Chilantaisauro raggiungeva secondo gli studiosi i 12 metri di lunghezza e poteva arrivare a pesare, secondo le stime, fino a 6 tonnellate; particolarmente impressionante era la sua dentatura, in cui spiccavano i denti seghettati, mentre la caccia avveniva anche grazie ad arti anteriori particolarmente sviluppati rispetto alla media e dotati di lunghi artigli ricurvi.

UN PARENTE DELL’ALLOSAURO

Nei cinquant’anni dalla sua scoperta vari studi hanno cercato di imparentarlo con altre specie di dinosauri, o di chiarirne meglio i contorni di genere; lo stesso Hu, ad esempio, aveva proposto una parentela con l’Allosauro, parentela che è stata prima a lungo smentita ma che studi molto recenti hanno dimostrato credibile prima per quanto riguarda lo Shaochilong (altro grande dinosauro ritrovato dal paleontologo cinese) e poi anche per il Chilantaisauro.

Questi ultimi studi sembrano aver risolto definitivamente la questione, dopo che per decenni si erano susseguite le più diverse interpretazioni: negli anni Novanta, ad esempio, si pensava che il Chilantaisauro fosse una sorta di versione primitiva dello Spinosauro, vissuta all’inizio del Cretaceo superiore, quindi all’incirca 95 milioni di anni fa.


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Categorie: Cultura, Curiosità


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