Dilma, la vittoria del Brasile rasserena animi Presidente ha telefonato a Scolari per ringraziarlo

SAN PAOLO
17:18 del 21/07/2013
Scritto da Marco

La presidente brasiliana Dilma Roussef ha chiamato il commissario tecnico della nazionale Felipe Scolari per ringraziarlo di aver calmato gli animi dei contestatori grazie alla vittoria dei verdeoro nella finalissima della Confederations Cup contro la Spagna. Probabilmente allora poco ha capito la presidente di queste proteste violente che si sono svolte in Brasile durante la competizione, o perlomeno fa finta di non capire la situazione.

La vittoria del Brasile non ha rassenerato gli animi della gente perchè i contestatori non erano per niente interessati alla questione sportiva, ma alla questione sociale, alla corruzione e alla gestione fatiscente dello stato, soprattutto per quanto riguarda l'istruzione e la sanità. Le contestazioni sono state fatte durante la Manifestazione calcistica perchè il movimento ha voluto far dare visibilità mondiale all'evento, così come in effetti è accaduto. Tv e giornali si sono occupati di pari passo delle proteste e della competizione sportiva, dando risalto a questa drammatica situazione.

La questione è stata centrata in pieno dall'ex 'fenomeno' Ronaldo, che nelle ore scorse ha detto:'Non sono proteste contro questo torneo o la Coppa del mondo, ma contro la corruzione, l’uso improprio del denaro pubblico, la cattiva amministrazione dei settori della Salute e dell’educazione'. E questo è proprio il punto. I brasiliani come si sa sono un popolo innamorato del calcio e della Selecao, ma ovviamente quando si raggiungono livelli insostenibili di malgoverno il calcio passa in secondo piano rispetto a problemi più impellenti come la povertà diffusa tra i ceti popolari e la corruzione.

Ovviamente il contrasto tra festa sportiva e protesta è stato forte: a pochi chilometri di distanza dagli stadi in cui si svolgevano le partite, nello stesso tempo le proteste dilagavano, insieme agli scontri, a qualche morto che pure c'è scappato e ai molti feriti. Una contestazione quantomeno stridente con quello che sarebbe il vero scopo dello sport, quello di dare segnali di distensione e divertimento. La violenza non è mai giustificata, nè da parte dei manifestanti nè da parte della polizia, che ha sempre risposto duramente alle proteste.

Basti pensare che durante la finale a Rio De Janeiro, alle porte dello stadio Maracanà, si stava svolgendo una vera e propria battaglia, con gli undici mila poliziotti chiamati a fronteggiare milioni di persone. Una parte dei manifestanti nei pressi dello stadio ha cercato di forzare il blocco della polizia e gli scontri successivi sono stati violenti: lancio di bottiglie e pietre dei contestatori, contro pallottole di gomma e lacrimogeni dei poliziotti.

Purtroppo il mondo del calcio ha continuato ad andare avanti senza la minima sensibilità, il calcio non si ferma mai davanti a niente, in nessuna occasione. Per Blatter e soci l'importante è che si siano svolte le partite, si siano fatti gli incassi dovuti da biglietti, sponsor e televisioni, poi quel che succede fuori dallo stadio poco importa. Lo spettacolo deve andare avanti. Giustamente adesso c'è molta preoccupazione per l'anno prossimo, quando in Brasile ci saranno i mondiali. A quel punto si spera che le tensioni si siano spente e che la situazione della popolazione sia migliorata, in modo che non ci sia la necessità di protestare. Staremo a vedere.


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Categorie: Calcio, Cultura, Sociale


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