DIETA ROSEDALE ANTI GRASSO - La dieta Rosedale, messa a punto dal dottor Ron Rosedale, esperto di metabolismo e fondatore della clinica Carolina Center of Metabolic Medicine, è una dieta molto semplice da seguire.

Bari
15:30 del 18/06/2019
Scritto da Sasha

DIETA ROSEDALE ANTI GRASSO - La dieta Rosedale, messa a punto dal dottor Ron Rosedale, esperto di metabolismo e fondatore della clinica Carolina Center of Metabolic Medicineè una dieta molto semplice da seguire.

Prevede solo due fasi, non si contano le calorie e ha poche chiare regole, più una lista di cibi consentiti.
DIETA ROSEDALE ANTI GRASSO - Si basa solo su grassi buoni e cibi a basso indice glicemico, e vanta centinaia di casi di successo. La perdita di peso è di 2 kg in media: si perde qualcosa di più nella prima fase.
Il dottor Rosedale ritiene che attraverso i grassi buoni si riduca la resistenza alla leptina, che ci fa mangiare di più, e all’insulina, che provoca il diabete di tipo 2.
La seconda fase è anche quella di mantenimento.
Vediamola in dettaglio.

DIETA ROSEDALE ANTI GRASSO - Cosa prevede lo schema alimentare? Prima di tutto, alcune semplici e chiarissime regole. Le linee guida della dieta del Dottor Rosedale ricordano per esempio l’importanza di mangiare quando si ha fame, anche se ogni 3/4 ore. Inoltre, è consigliato effettuare pasti leggeri, facendo attenzione a bere molta acqua durante la giornata.

Essenziale è anche non esagerare con le proteine, mantenendosi attorno ai 100 grammi a pasto (si può scegliere tra carne, pesce, salumi, fonti vegetali). Se si opta per il formaggio come principale fonte di proteine della giornata, bisogna avere cura di non superare i 50 grammi.


Le altre regole prevedono il fatto di cenare tre ore prima di coricarsi e di masticare lentamente.

Con questi aspetti chiari, si può dare il via al percorso, che dura dalle 3 alle 6 settimane (le prime sono molto restrittive). I cibi ammessi comprendono tutti i tipi di pesce, le uova, il tofu, il tacchino. Per le prime settimane è opportuno evitare l’assunzione di maiale, selvaggina, agnello, fiocchi di latte.

Sempre nelle settimane iniziali, sono concesse fonti di grassi buoni come frutta secca (fatta eccezione per le arachidi), semi di lino, semi di girasole. Sono ammesse tutte le verdure, da quelle a foglia verde, fino alla zucca.

Idealmente si dovrebbe partire con una colazione caratterizzata da una prevalenza di grassi omega 3 (provenienti p.e. dall’avocado) e di proteine (ottime nelle fasi iniziali sono le uova). Dopo le prime settimane, si può introdurre lo yogurt greco.

Per quanto riguarda lo spuntino, va benissimo l’assunzione di noci, mandorle, cioccolato extra fondente. A pranzo si può portare in tavola della carne, del pesce o una fonte di proteine vegetali, da associare con verdure condite con olio. Il medesimo schema si può adottare per la cena.

Durante le prime settimane è vietato il consumo di alcolici. Una volta archiviata la prima fase del regime, ci si potrà concedere ogni tanto un po’ di vino rosso.

Questa dieta, che non richiede conteggio calorico ma solo limiti riguardanti i carboidrati e l’eliminazione dei grassi saturi, deve essere iniziata dopo aver consultato il proprio medico curante e prevede almeno 15 minuti di attività fisica ogni giorno.


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Categorie: , Salute


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