Spesso avere un seno troppo grande rappresenta un disagio, se non addirittura una vergogna. Cosa fare per convivere con un seno importante senza dover ricorrere a interventi chirurgici di riduzione?

Torino
14:00 del 01/08/2016
Scritto da Gregorio

Spesso avere un seno troppo grande rappresenta un disagio, se non addirittura una vergogna. Cosa fare per convivere con un seno importante senza dover ricorrere a interventi chirurgici di riduzione?

Negli ultimi anni sembra che stiano tornando di moda le maggiorate, almeno da quanto si vede in tv, dove fanno bella mostra di sè soubrette che non contentente del loro seno già importante si sono sottoposte a mastoplastica additiva per raggiungere misure che oscillino tra la sesta e la settima, prima su tutte Cristina Del Basso. Ma senza toccare questi eccessi, sono decine di migliaia le donne ossessionate da un seno che considerano troppo piccolo, e che ricorrono al chirurgo per aumentarlo. Al contrario spesso chi ha un seno molto grande lo vive come un disagio o addirittura una "vergogna". Perchè?

CLICCA MI PIACE PER SEGUIRCI SU FACEBOOK! Un seno importante, specie se comincia a svilupparsi quando si è molto giovani, ci fa sentire molto appariscenti proprio quando non lo vorremmo. Perchè l'adolescenza è un'età complessa, in cui il corpo cambia velocemente, e accettare i cambiamenti non è mai facile. Senza contare poi che un seno importante, specie su un fisico asciutto, crea non pochi disagi.  Attira attenzioni che non vorrebbero esser attirate, complica la scelta dei vestiti ed è poco comodo quando si fa sport perchè balla e impaccia i movimenti. Persino fare una corsa al parco diventa difficoltoso. L'impulso primario ènascondere quel seno troppo ingombrante, e così si tende a incurvare la schiena, a infilarsi maglioni enormi e a temere il momento in cui si dovrà indossare un costume da bagno per andare al mare o in piscina con gli amici. 

Come uscirne? Se la vostra situazione è quella appena descritta probabilmente paghereste per far sparire quel seno che vi sembra troppo grande. Molte sono convinte che seguendo diete ferree e dimagrendo drasticamente anche il seno si riduca di qualche misura. Questo è vero: in caso di dimagrimenti generalmente anche il seno perde volume, ma non puntate tutto su questo metodo.  A parte che non è detto che sia efficace per tutte, non dimenticate che i dimagrimenti drastici non fanno mai bene. E poi con il dimagrimento il seno tende anche a perdere tono. L'unico modo efficace per ridurre in maniera sensibile il seno è un'operazione chirurgica che si chiama mastoplastica riduttiva. Praticamente viene fatta una sorta di liposuzione al seno per ridurlo e rimodellarlo.

Si tratta però di un'operazione che dovrebbere essere fatta solo quando il seno grande rappresenta un reale problema per la salute: quando cioè il suo peso arriva a modificare la postura provocando problemi alla schiena e addirittura alla meccanica respiratoria. Si tratta di un intervento che si svolge in anestesia generale e prevede un ricovero di 5-7 giorni. L'intervento lascia anche delle cicatrici, che però col tempo tendono a essere meno evidenti. In questo modo inoltre il seno viene rialzato e riacquista tonicità.

Come convivere con un seno importante Insomma, l'intervento di mastoplastica riduttiva non è una decisione da prendere alla leggera, e soprattutto andrebbe  preso in cosiderazione solo in caso di reale necessità legata alla salute. C'è da dire che per la maggior parte dei casi un seno importante non arriva a provocare tali problemi. Cosa fare allora? La soluzione numero uno è accettarsi per come si è, e cominciare a vedere il proprio seno non come qualcosa di ingombrante e problematico che si vorrebbe eliminare, ma come una parte di sè da valorizzare. E allora basta con la schiena curva e con i maglioni oversize. Impariamo a scegliere un abbigliamento che valorizzi la nostra silouhette senza scadere nella volgarità, e perchè no, cominciamo ad apprezzare la nostra figura così sensuale e femminile. Non dimentichiamo che migliaia di donne sono pronte a spendere migliaia di euro per aumentare il seno: vorrà pur dire qualcosa. E poi c'è qualcos'altro che possiamo fare: avere cura del nostro seno. Ecco come. Per prima cosa mai trascurare l'idratazione, che mantiene tonici i tessuti della pelle e previene  le smagliature. Anche il latte detergente che si usa per il viso va bene per la pelle del seno. Utili anche le creme rassodanti e antismagliature. Anche la ginnastica e la postura contano molto. Infatti quando si sta dritti con la schiena il seno poggia sul muscolo pettorale che ne contiene il peso. Se invece si sta curvi, il seno è sostenuto solo dalla cute, il che alla lunge ne provoca l'indebolimento. Per quanto riguarda gli esercizi, ce ne sono di specifici per tonificare il seno. Uno dei più efficaci consiste nel tenere tra le mani una palla, alzare i gomiti tenendoli bene aperti e premere sulla palla come per schiacciarla.

Il reggiseno è un altro elemento importante: bisogna indossarlo sempre, e seglierne uno comodo, che si adatti perfettamente alle nostre forme e che non eserciti compressioni e deformazioni. Inoltre bisogna fare attenzione alla scelta al reggiseno che si usa per fare sport: ce ne sono in commercio di appositi che assicurano comodità e sostegno adeguato e migliorano la libertà di movimento.

Il 97% dei casi di tumori al seno individuati nello stadio iniziale si concludono con una vittoria su questo male senza conseguenza per il corpo della donna. Ecco perchè è necessaria la prevenzione

Ogni anno in Italia circa 36.000 donne scoprono di avere un tumore al seno, una patologia che si presenta con una delle maggiori incidenze tra tutti i tumori diagnosticati (nel complesso europeo è pari al 22% del totale dei tumori diagnosticati). Ad essere maggiormente colpite sono le donne con un’età compresa tra i 55 e i 65 anni, ma numerosi sono anche i casi riscontrati in età più giovane. Per combattere questo male è necessaria una buona opera di prevenzione, che fortunatamente è molto semplice e accessibile a tutte le donne: infatti le campagne informative e l’attenzione di pazienti e medici hanno permesso in pochi anni di abbassare notevolmente i rischi legati a questo tumore. Quando viene scoperto in uno stadio iniziale nel 97% questo si risolve infatti con unavittoria sulla malattia che non lascia alcune conseguenze sul corpo della donna, e sono ormai solo 25 su 1.000 i casi che hanno un decorso che porta alla morte di chi è stata colpita da questa patologia.

Prevenzione individuale Nella maggior parte dei casi è proprio la donna ad accorgersi dell’insorgere di un cancro al seno. Il nodulo al seno viene solitamente “sentito” dalla donna sotto la doccia o mediante autopalpazione. Qualsiasi cambiamento nella stato del proprio seno è la prima spia di una possibile formazione tumorale, ed è pertanto di fondamentale importanza familiarizzare con il proprio seno per accorgersi immediatamente di qualsiasi cosa insolita. Nel caso si dovesse notare un cambiamento sospetto è necessario rivolgersi al più presto al proprio medico di base o al proprio ginecologo, che potrà consigliare gli esami da eseguire per accertare la natura del nodulo. Nel caso questi non fossero disponibili ci si può rivolgere alla Lega Italiana Tumori, che ha attivato il numero verde 800-422412, dove verranno fornite tutte le informazioni necessarie per recarsi a un centro specializzato per svolgere tutti gli esami del caso. Gli esami Dopo la scoperta di un nodulo si possono effettuare tre tipologie di esami: la mammografia, l’ecografia e la risonanza magnetica. La mammografia è una radiografia del seno, che ricopre una fondamentale importanza soprattutto nella fase di diagnosi, dalla quale è possibile individuare le lesioni presenti nei tessuti del seno, che una lastra “leggerebbe” solo come opacità o calcificazioni. La mammografia è consigliata per i controlli di routine nelle donne che hanno superato i 40 anni e in quelle il cui seno viene definito “adiposo”.

L’ecografia è invece raccomandata nelle donne più giovani, in quanto, utilizzando gli ultrasuoni, riesce a sondare anche i seni più giovani, densi e compatti. E’ in grado di distinguere i diversi tipi di noduli e di riconoscerne il contenuto, e ciò la rende l’esame migliore per identificare un tumore nel suo stadio iniziale. In alcuni casi, qualora non si fosse giunti a risposte certe, sarà necessario fare anche una risonanza magnetica: in questa analisi si inietta del liquido colorato nel seno, che permetterà di evidenziare anche le anomalie non ancora identificate. Benigno o maligno? Una volta dovesse essere confermata la presenza di un nodulo si renderà necessaria una biopsia, che verrà effettuata da un medico specialista. La biopsia non è una vera e propria operazione e consiste nel prelievo di una piccola parte del tessuto mammaria da sottoporre ad analisi microscopiche, le uniche in grado di stabilire con certezza la natura benigna o maligna del tumore. La biopsia può essere effettuata in due modi, e sarà il medico a consigliare quale sia più adatta a ciascuna paziente: l’agoaspirato e l’agobiopsia. Se il medico ritiene che, invece di un vero e proprio tumore, ci si trovi in presenza di una cisti, allora sceglierà di procedere con l’agoaspirato, un ago molto sottile con il quale, e se la formazione dovesse essere “liquida” questi potrà aspirarla immediatamente in maniera affatto dolorosa. L’agobiopsia si esegue invece nel caso il medico dovesse ritenere si tratti di unnodulo “solido”. L’ago in tal caso sarà collegato a un dispositivo meccanico grazie al quale sarà possibile prelevare frammenti di tessuto mammario. E’ un esame più invasivo rispetto all’agoaspirato e più fastidioso, ma il tutto si risolve con un fastidio nel corso dei 20 minuti di esame e qualche possibile ora di leggero indolenzimento al seno immediatamente dopo l’esame.

Cosa fare se si scopre di avere il tumore al seno Pochi giorni dopo questi ulteriori esami saranno pronti i risultati definitivi. Se dovesse essere riscontrata la presenza di una forma tumorale si renderà necessario un intervento chirurgico per la sua asportazione. Infatti gli esperti non hanno dubbi sul fatto che l’asportazione del nodulo sia il metodo migliore per eliminare nella maniera più efficace tale patologia. In tal caso la scelta del chirurgo si orienterà su due tipologie di interventi: quello conservativo e quello definito mastectomia. La scelta dell’intervento dipende dalle dimensioni della formazione tumorale e dalle dimensioni del seno. Se il tumore è di piccole dimensioni solitamente si procede con l’intervento conservativo, che permette la rimozione di una piccola parte di ghiandola mammaria i cui tessuti non siano stati interessati dal tumore, evitando in tal modo la mastectomia, ovvero la rimozione dell’intero seno, quasi inevitabile, anche se per fortuna, proprio grazie all’azione di prevenzione, sempre meno necessaria, in casi di un tumore di dimensioni medio-grandi. Nel caso la ghiandola mammaria sia di grande dimensioni sarà possibile però effettuare un intervento conservativo anche in presenza di un tumore medio-grande. Dopo l’intervento

La rimozione, totale o parziale, della ghiandola mammaria può rendere necessarie correzioni chirurgico-plastiche. In alcuni casi, se l’intervento viene effettuato in istituti altamente qualificati, sarà lo stesso chirurgo a rimodellare il seno per rimuovere inestetismi e asimmetrie, o, nel caso di rimozione totale, prelevando tessuti dall’addome o dalla schiena della paziente. Dopo l'operazione che ha asportato il tumore sarà però necessario sottoporsi acontrolli periodici per accertarsi che questo non si formi nuovamente, ma, e in questo sta anche l'importanza della prevenzione, nel 90% dei casi nei quali il tumore asportato era di dimensioni inferiori al centimetro questo non si è più riformato


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Categorie: Salute


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