Prima di approfondire le malattie del fegato, e di spiegare cosa fare per disintossicarlo, vedremo insieme che cos’è il fegato e quali funzioni svolge nel nostro organismo.

Roma
12:00 del 21/06/2016
Scritto da Carla

Qui ti spiegherò per filo e per segno come depurare il tuo fegato con:

L’alimentazione del dottor Mozzi;

I rimedi naturali;

Le piante officinali amiche del fegato.

Prima di approfondire le malattie del fegato, e di spiegare cosa fare per disintossicarlo, vedremo insieme che cos’è il fegato e quali funzioni svolge nel nostro organismo.

Le funzioni svolte dal fegato

Il fegato è di fatto uno degli organi più complessi del corpo umano, in quanto svolge tantissime funzioni. Possiamo cominciare col dire che si tratta di una ghiandola e si tratta anche dell’organo più grande del corpo umano.

Svolge innumerevoli funzioni, tutte indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo:

  • produce e secerne la bile, un liquido color verde-giallo che ha il compito di sciogliere i grassi e renderli quindi assimilabili dall’intestino;
  • interviene nella distruzione di moltissime sostanze tossichee in quella di numerosi farmaci;
  • nel feto, fino al terzo mese di vita, fin tanto che il midollo osseo non si è ancora ben formato, il fegato è addetto alla produzione di globuli rossi;
  • è un importante riserva di zuccheri: infatti, dopo la digestione, gran parte del glucosio in eccesso arriva al fegato e si deposita sotto forma di glicoceno, quando poi il glucosio contenuto nel sangue si riduce, il fegato lo preleva dalle sue riserve di glicoceno, liberandolo nel sangue;
  • ha un ruolo fondamentale anche nel metabolismo dei lipidi (come colesterolo e trigliceridi), delle proteine, degli ormoni e di tante altre sostanze;
  • funge da deposito di emergenza per numerose sostanze utili, tra cui la vitamina B12, il rame ed il ferro.
  • converte l’ammoniaca in urea;

Queste sono solo alcune delle funzioni svolte dal fegato, se stessi qui ad elencarle tutte parleremmo solo di questo.

Quello che mi interessa spiegarti invece è perché il fegato si ammala e cosa devi fare per evitarlo e quindi per curare e depurare il fegato..

1 Patologie del fegato

Le patologie riguardanti la sfera epatica sono in grande aumento, specialmente tra i giovani.

La Medicina Ufficiale colpevolizza lo stile di vita estremo, indicando come maggiori responsabili l’abuso di alcool, il fumo, la cattiva alimentazione, la sedentarietà, lo stress (questo non manca mai) ed anche l’uso eccessivo di alcuni farmaci.

Per quanto riguarda l’alimentazione, che è il tasto dolente toccato anche dal dott. Mozzi, la Medicina Ufficiale non si sbottona più di tanto.

I medici si limitano a consigliare una dieta sana ed equilibrata, di astenersi dall’alcol, di mangiare poco fritto e salumi di maiale e mangiare magari meno, ma un po’ di tutto.

Continuando a leggere scoprirai che il dottor Piero Mozzi non è molto d’accordo con la teoria del“mangi poco ma un po’ di tutto”. Il dottore non si limita a consigliare uno stile di vita sano senza null’altro aggiungere.

Fa invece un elenco accurato di particolari alimenti che, più di altri, sono da considerarsi pericolosi per la salute del fegato e che andrebbero evitati qual’ora fossero in corso determinate patologie.

L’alcol

Ho promesso che non ne avrei parlato, ma una piccola precisazione va fatta.

Che l’alcol sia dannoso non ci sono dubbi, anche il dott. Mozzi afferma che può avere un effetto altamente tossico sulle cellule epatiche.

Tuttavia l’elenco dei colpevoli non può fermarsi solo ed eslcusivamente all’alcol.

Il dottor Mozzi asserisce di essersi trovato spesso e volentieri di fronte a casi di persone completamente astemie, ma con dei valori del fegato (come le gamma-GT) del tutto fuori posto.

2 Gli indicatori della salute del fegato

E’ possibile valutare le condizioni del fegato con una semplice lettura delle analisi del fegato. Gli indicatori più importanti da tenere sott’occhio sono:

  • Gamma-GT;
  • Transaminasi GOT e GPT;
  • Bilirubina;
  • Amilasi.

Gamma-GT elevate e glutine

Le gamma-GT (gamma-glutamiltranspeptidasi) sono degli enzimi presenti in diversi organi, ma soprattutto nel fegato e nel tratto biliare. Il dosaggio di gamma-GT costituisce un indice per la valutazione della funzionalità del fegato.

I valori nella norma sono un massimo di 55 U/l per gli uomini ed un massimo di 38 U/l per le donne. Valori eccessivamente alti stanno ad indicare che c’è un problema a livello epatico.

Sostanzialmente quando i valori sono fuori posto si tende subito a dare la colpa all’alcol, ma il dott. Mozzi è di tutt’altro avviso. Individua infatti la causa principale delle gamma-GT elevate, nel consumo eccessivo di cereali, specialmente di quelli con il glutine.

Il dottore parla del valore sballato delle gamma-GT come di una risposta immunitariadell’organismo all’introduzione costante e prolungata di elementi nocivi. Il glutine per l’appunto, presente in quasi tutti i cereali e in particolar modo nel frumento (pane, pasta, pizza, ecc..) è una sostanza tossica per la maggior parte degli individui (non soltanto per i celiaci) ed è costantemente presente nei pasti principali della stramaggioranza degli italiani.

Transaminasi GOT e GPT

Quando invece ci troviamo di fronte a valori elevati delle transaminasi GOT (glutammato-ossalacetato) e transaminasi GPT (glutammato-piruvato) un altro tipo di enzima, siamo di fronte a un vero e proprio stato di intossicazione del fegato.

In questo caso gli alimenti da tenere sott’occhio sono altri. Il dott. Mozzi individua tra questi: l’alcol, il latte e i derivati del latte (specialmente i formaggi grassi stagionati), la carne ed i salumi di maiale, fritti e soffritti, le carni rosse (per i soggetti di gruppo sanguigno A e AB) e in generale tutto ciò che non è tollerato dal proprio gruppo sanguigno può alla lunga intossicare il fegato.

Prima di arrivare a uno stato di intossicazione ci sono però sempre dei segnali che il nostro corpi ci manda. E’ quindi importante stare attenti e capire questi segnali. Per esempio ci può essere una cattiva digestione, un alito cattivo, degli sfoghi cutanei, reticoli di vene in rilievo sulle gambe, ecc..

NB: se leggendo “gruppo sanguigno” caschi letteralmente dalle nuvole, ti consiglio di leggere questa guida, che ti permetterà di capire bene di cosa sto parlando:Guida alla dieta del gruppo sanguigno del dott. Mozzi

Bilirubina

La bilirubina è un prodotto di scarto ottenuto dal deterioramento dell’emoglobina (globuli rossi invecchiati), che si accumula nella bile, per poi essere metabolizzato dal fegato ed eliminato tramite le urine.

Normalmente i valori di bilirubina totale dovrebbero essere intorno allo 0,3-1,0 mg/dl. Quando questo valore è sballato vuol dire che le cellule epatiche non funzionano più tanto bene.

Il motivo per cui la bilirubina è elevata è dovuto all’effetto tossico di alcune sostanze che fanno perdere “la bussola” al fegato. Quello che avviene a causa di questo effetto tossico è che la cellula epatica, invece di convogliare la bile nel coledoco e successivamente nella cistifellea, la convoglia nella circolazione sanguigna.

Anche in questo caso il dott. Mozzi attribuisce la maggior parte della colpa ai cereali, soprattutto a quelli con il glutine, ma in generale a tutti i cereali.

Quindi, nel caso abbiate questo valore troppo alto, il consiglio è quello di astenersi dal consumare cereali (non parliamo ovviamente di quinoaamaranto e grano saraceno, che non sono cereali).

Amilasi

Le amilasi sono degli enzimi che hanno il compito di degradare i carboidrati complessi, come gli amidi. Vengono prodotti dalle ghiandole salivari (ghiandole parotidee) e dal pancreas.

L’esame delle amilasi difficilmente viene inserita dai medici negli esami di routine per valutare le condizioni del fegato. Il dott. Mozzi le considera però molto importanti per capire se il soggettotollera o meno i cereali.

In condizioni normali le amilasi è presente in piccole quantità nel sangue e nelle urine; quando il pancreas presenta dei problemi, come in caso di pancreatite oppure quando il dotto pancreatico è ostruito da un calcolo, o in rari casi da un tumore, gli enzimi delle amilasi entrano in circolo più facilmente, quindi il loro numero aumenta sia nel sangue sia nelle urine.

Secondo il dott. Mozzi quando il valore degli amilasi è troppo alto vuol dire che non svolgono bene il loro lavoro e che quindi non intervengono nella trasformazione dell’amido.

Se le amilasi sono alte vanno subito tolti dalla dieta tutti i cereali e si vedrà, da un controllo successivo, che le amilasi si abbassano. La sovraproduzione di amilasi può danneggiare seriamente il pancreas.

I sintomi di un fegato malato

Oltre agli indicatori ricavati dalle analisi del sangue, ci sono però sempre le avvisaglie che il nostro organismo ci trasmette per segnalarci che qualcosa al fegato non va. Alcuni segnali possono essere:

  • pruriti cutanei;
  • sfoghi sulla pelle;
  • occhi ambrati;
  • alito pesante;
  • reticolo di vene in rilievo sulle gambe.

Leggendo queste poche righe, probabilmente ti sarai già fatto un idea, di quali alimenti sono considerati tra i maggiori responsabili di un cattivo stato di salute del fegato. Continuando a leggere capirai più nel dettaglio la correlazione tra le più comuni malattie del fegato e il consumo di determinati cibi.

3 Correlazione tra malattie del fegato ed alimentazione

  • Epatiti virali (A, B, C, ecc..);
  • Steatosi epatica (fegato grasso);
  • Angioma epatico;
  • Morbo di Gilbert;
  • Cancro al fegato;

#1-Epatiti virali

Le epatiti virali sono un processo infiammatorio del fegato provocato da uno specifico virus(ne esistono 6 e ad ognuno corrisponde una lettera dell’alfabeto che va dalla A alla G).

Ogni virus ha delle sue peculiarità e si differenzia dall’altro per metodo di trasmissione, sintomi, complicanze, tempi di guarigione, ecc. Le epatiti possono essere acute, o croniche a seconda della durata.

La forma acuta è rapida, evolve nel giro di poche settimane e può essere modesta come numero di cellule coinvolte e come danno, con completa restituzione della funzionalità epatica una volta concluso il processo infiammatorio. Oppure, nel peggiore dei casi, progredire inesorabilmente verso la totale perdita delle funzioni del fegato (atrofia giallo acuta), portando al coma e alla morte.

L’epatite cronica invece, si istaura in genere dopo un fatto acuto e lentamente ma progressivamente può portare alla cirrosi epatica e favorire l’insorgenza di epatocarcinomi.

Le forme di epatite virale più comuni nel mondo sono le epatiti A, B e C. La prima è di forma più lieve e non cronicizza mai, le altre due sono invece molto più rognose.

Il virus dell’epatite C (HCV) per esempio, è quello che più di tutti tende a cronicizzare, cioè con il trascorrere del tempo non avviene la guarigione e il virus può portare serissimi danni al fegato, come la cirrosi e il cancro. La trasmissione del virus HCV avviene per lo più tramite sangue (trasfusioni, interventi chirurgici, incisioni, ecc.) e molto difficilmente tramite attività sessuale.

Epatite ed alimentazione

Secondo il dott. Mozzi è possibile convivere senza grossi problemi con i virus dell’epatite (in special modo parliamo di epatite B e C), tenendolo a bada con un alimentazione severa e corretta, quindi priva di tutti quegli alimenti tossici per il tuo gruppo sanguigno.

Gli alimenti più dannosi che vanno subito eliminati sono :

  • *il latte e tutti i suoi derivati, specialmente i formaggi grassi e stagionati;
  • i cereali con il glutine;
  • la carne ed i salumi di maiale;
  • fritto e soffritto;
  • l’alcol.

*Anche se il latte è generalmente ben tollerato dalle persone di gruppo sanguigno B, il consiglio del dott. Mozzi rimane comunque di eliminarlo, o almeno di mangiarlo saltuariamente.

In generale è bene astenersi dal consumare tutti quei cibi indicati come “nocivi” nella dieta del gruppo sanguigno del dott. Mozzi.

E’ importante controllare periodicamente i valori del fegato e che questi rimangano nella norma. Sto parlando delle transaminasi GOT e GPT che devono essere sotto il valore di 40 U/l e dellegamma-GT il cui valore dovrebbe essere al di sotto di 50 U/l.

Seguendo una dieta di questo tipo il dott. Mozzi assicura che è possibile convivere tranquillamente con il virus, senza grossi problemi per il fegato e con una buona probabilità di debellare il virus dell’epatite B e C.

Potrai inoltre favorire la depurazione del fegato con l’ausilio di apposite piante (tramite tinture madri, infusi e decotti), tramite il movimento (sudando espelliamo moltissime tossine) e altri rimedi come l’argilla verde ventilata e le foglie di verza e di bardana da applicare sull’addome. Approfondirò meglio i rimedi naturali per il fegato alla fine di questo articolo.

#2-Steatosi epatica, o fegato grasso

La steatosi epatica, non è altro che il famoso fegato grasso, ovvero il fegato che viene rivestito completamente da uno strato di grasso e che anche al suo interno presenta delle lacune di grasso.

La steatosi epatica può compromettere la funzionalità del fegato, portare a infiammazione dello stesso e alla lunga, se non si interviene con un cambio di alimentazione, può portare anche alla cirrosi epatica.

Spesso in presenza di steatosi i valori delle transaminasi GOT e GPT risultano sopra la norma, ma non è detto che sia sempre così.

Anche qui la Medicina Ufficiale incolpa più che altro l’alcol, che sicuramente può contribuire alla formazione di questa patologia. Oltre all’alcol vengono additati come colpevoli i grassi di origine animale, mentre non vengono presi minimamente in considerazioni quelli che per il dott. Mozzi sono i principali responsabili, ovvero i cereali.

Si, sempre loro: sono infatti gli amidi, oltre ai dolci e agli zuccheri  che, se non smaltiti tramite lo sport, o il movimento, si accumulano sotto forma di grasso, andando a rivestire il fegato. Stiamo parlando di tutti i cereali, anche quelli senza glutine.

Non a caso per ottenere il fegato grasso da oche ed anatre, considerato una prelibatezza soprattutto in Francia, si usa letteralmente ingozzare questi poveri pennuti con un elevatissima quantità di cereali.

Lo stesso procedimento avviene nell’uomo, solo che in questo caso siamo noi stessi che ci ingozziamo di cereali e non c’è nessuno che ci li propina a forza giù per la gola.

La soluzione dunque qual’è? Smettila di mangiare cereali.

#3-Angioma epatico

L’angioma epatico è il più frequente tumore benigno del fegato, la cui causa sembra essere tutt’ora ignota alla medicina. Si presenta sotto forma di una massa formata da un groviglio di vasi sanguigni.

L’angioma può non presentare alcun sintomo, altre volte può invece dare dei fastidi addominali, dolori, disturbi digestivi, nausea e vomito.

Il dottor Piero Mozzi parla degli angiomi come di un problema con cui è possibile convivere tranquillamente, anche qui mantenendo una corretta alimentazione. Se l’alimentazione è corretta l’angioma non darà mai fastidi, altrimenti la massa potrebbe aumentare di dimensione causando i sintomi sopra citati.

Il dottore non da ulteriori dettagli sugli alimenti nocivi, ma immagino che si riferisca ai soliti noti(latte e derivati, cereali con il glutine, salumi di maiale) e in generale un consumo troppo frequente degli alimenti nocivi per il proprio gruppo sanguigno.

Infine fa un paragone semplificativo. Compara l’angioma ad un lago, dove affluisce il sangue dall’arteria. Quando l’affluente (cioè l’arteria) è in piena, il lago sale di livello e può tracimare, creando dei problemi. Quando l’affluente è in secca, il lago se ne rimane bello tranquillo e non da problemi.

In sintesi mangiando correttamente l’angioma rimane di dimensioni accettabili e non da alcunissimo fastidio, altrimenti l’angioma epatico può crescere di dimensioni, portando i fastidi visti poc’anzi

#4-Morbo di Gilbert

Il morbo di Gilbert è una malattia che si manifesta quando il fegato non riesce a smaltire bene la bilirubina, sostanza che viene prodotta in seguito alla disgregazione dei globuli rossi. Infatti i soggetti che hanno questo tipo di patologia hanno un livello di bilirubina costantemente alta, cioè sempre sopra la media del 1,00 mg/dl.

Il morbo di Gilbert è considerata come una patologia genetica e non è possibile guarire. Non è detto che la malattia porti con se dei disturbi, dipende molto dal livello di bilirubina. I sintomi che possono verificarsi sono i seguenti: ittero,  sensazione di stanchezza, debolezza, mancanza di appetito e  leggeri dolori addominali.

Il dottor Mozzi svela che è possibile convivere tranquillamente con questa “malattia”, basta tenere i livelli di bilirubina sotto il valore di 2,00 mg/dl. Per fare questo è necessario escludere dalla propria dieta tutti gli alimenti contenenti cereali (pane, pasta, cracker, pizza, biscotti, riso, ecc.).

Come abbiamo già accennato nel paragrafo che tratta della bilirubina, sono i cereali (tutti, anche quelli senza glutine) che fanno impazzire la cellula epatica, la quale finisce per convogliare la bile nel sangue e non nel coledoco, aumentando i livelli di bilirubina.

Trattando diversi pazienti affetti da questa patologia, il dottor Mozzi ha potuto constatare di persona come, partendo da valori di bilirubina molto alti (anche sopra il 2,00 mg/dl) siano tornati a valori accettabili, semplicemente togliendo i cereali. E’ quasi impossibile che i valori di bilirubina tornino nella normalità, ma si può convivere perfettamente anche con valori intorno all 1,3 – 1,4 mg/dl.

I cereali possono essere sostituiti dalla quinoa, dall’amaranto (nocivo per il gruppo B), dal grano saraceno (nocivo per il gruppo B ed AB) e in generale dai legumi consentiti per il tuo gruppo sanguigno.

Cancro al fegato

La causa scatenante della formazione del cancro al fegato è tutt’oggi sconosciuta. La cirrosi epatica, malattia che aggredisce e distrugge i tessuti sani del fegato, è uno dei fattori che può portare alla formazione del tumore.

Un altra patologia che può cronicizzare e portare in fine al cancro alle cellule epatiche, è l’epatite B e C.

La Medicina Ufficiale, come ho ribadito più volte in questo articolo, considera l’alcol e il fumo i due principali fattori causa del cancro al fegato. Poi capitano pazienti malati di cancro che non hanno mai fumato, o mai bevuto in vita loro e la colpa diventa tutto dun tratto dello stress.

Il dottor Piero Mozzi, espone una sua personale classifica degli alimenti potenzialmente più dannosi per il fegato e che alla lunga possono portare alla formazione di un tumore:

  • Latte, yogurt e formaggi (soprattutto i formaggi grassi stagionati);
  • Carne e salumi di maiale;
  • Carni rosse (dannose solo per il gruppo sanguigno A ed AB);

Per quanto riguarda il fumo il dottore lo esclude totalmente dalla lista dei colpevoli, precisando non che sia positivo fumare, ma che nel caso del danno epatico, il fumo non centra assolutamente niente.

L’alcol invece è certamente un elemento negativo per il fegato, ma la sua incidenza sui tumori al fegato resta comunque minore rispetto agli alimenti sopra elencati. Non perché l’alcol faccia meno male, ma perché bene o male la gente lo sa che l’alcol è pericoloso se assunto in dosi eccessive e se una persona ha un problema, l’alcol è la prima cosa che elimina.

4 Il fegato può rigenerarsi

Il fegato, che è formato da cellule tutte uguali, ha il dono di potersi rigenerare da solo.

Si, hai capito bene. Se al fegato viene dato il modo e il tempo necessario per farlo, esso rigenererà autonomamente le proprie cellule danneggiate.

#1-Il digiuno

Per depurare il tuo fegato, o meglio dargli la possibilità di auto-rigenerarsi, il digiuno è il tuo migliore alleato.

Durante il digiuno il fegato non lavora e di conseguenza non si affatica. Non affaticare il fegato è la prima regola per dargli modo di rigenerarsi. Ovviamente non potrai digiunare a vita, potrai farlo per un giorno, o al massimo due, ma poi dovrai tornare a mangiare qualcosa no?

2#-Cambio alimentare

Il digiuno non servirà a un bel nulla se poi ricominci a mangiare come prima, o peggio di prima.

Una volta finito il periodo di digiuno, dovrai tornare gradualmente a mangiare qualcosa. Il problema dunque sarà:

Cosa mangio?

Se hai letto i capitoli precedenti, ora saprai quali sono gli alimenti che è meglio eliminare. Se non l’hai fatto, o te lo sei già dimenticato riporto qui un breve elenco di ciò di cui il fegato proprio non ha bisogno e di cui farebbe volentieri a meno:

  • Carne di maiale, salumi, salsicce, affettati e insaccati di qualunque tipo;
  • Latte e derivati del latte, in particolare i formaggi grassi e stagionati che sono i più dannosi;
  • *Cereali. Tutti e in particolar modo quelli contenenti glutine;
  • Zuccheri, dolci e dolcificanti;
  • Solo per le persone di gruppo A ed AB la carne rossa;
  • Alcolici.

*ATTENZIONE: i cereali sono presenti in forma subdola in molti alimenti. Per esempio le gomme da masticare e le caramelle con la dicitura “senza zucchero”, contengono sempre dei dolcificanti di sintesi, o naturali, ricavati dalla fermentazione di cereali. Per esempio l’acesulfame, il maltitolo, l’aspartame, il sorbitolo, ecc. Le maltodestrine, sono uno zucchero quasi sempre ricavato dal mais (non si sa se transgenico) ed è presente in quasi tutti gli integratori in polvere e purtroppo anche in tantissime estratti erboristici (estratti secchi in polvere o in barrette, non nei liquidi). Infine l’amido di mais è un altra sostanza ricavata appunto dal mais, che si usa come addensante in moltissimi prodotti alimentari: salse, yogurt, creme, alimenti pre-cotti, nonché farmaci. Quindi quando compri qualcosa, fai sempre attenzione alle etichette!

Inoltre, per depurare con efficacia il fegato, dovrai eliminare dalla tua dieta tutti quei cibi riportati come “nocivi” nella dieta del tuo gruppo sanguigno. La dieta per il tuo gruppo del sangue la trovi su questa pagina.

Per esempio una persona di gruppo sanguigno A, o di gruppo B, si farà estremamente male continuando a mangiare del pomodoro. Nonostante il licopene venga considerato un toccasana per la salute di chiunque, i pomodori contengono antigeni antagonisti di questi due gruppi sanguigni e che alla lunga possono causare delle conseguenze sull’organismo.

Si, ho capito…ma cosa mangio?

Ognuno dovrà seguire la dieta opportuna per il suo gruppo sanguigno, ma in generale il dottor Mozzi consiglia di mangiaremolte verdure e soprattutto proteine.

Si hai capito bene, proteine, sia di origine animale che vegetale. Ovviamente sarà opportuno mangiare le proteine giuste. Una persona di gruppo sanguigno A che mangia carne rossa, avrà certamente grossi problemi al fegato, o allo stomaco. Al contrario, mangiando carne bianca, o ancora meglio, pesce e legumi, il suo fegato tirerà un bel respiro di solievo.

Dove trovi le proteine?

Un bell’elenco esemplificativo vale più di mille parole:

  • uova,
  • pesce,
  • carne bianca,
  • carne rossa (solo per le persone di gruppo 0 e B),
  • legumi,
  • frutta secca e semi oleaginosi.

La frutta anche può andar bene, ma il suo consumo dovrà andare sempre di pari passo con le stagioni. Quindi va bene mangiare frutta quando è maggiormente presente, ovvero nei periodi caldi. Va meno bene quando il clima inizia a farsi rigido.

La frutta contiene molti zuccheri e per essere smaltiti velocemente il corpo ha bisogno del caldo e di movimento, altrimenti potranno causare infiammazioni. Con la frutta è più facile che l’infiammazione avvenga a livello articolare, ma se è già in corso un processo infiammatorio, per esempio nel fegato, non è escluso che gli zuccheri della frutta vadano ad incidere negativamente su questa infiammazione già presente.

Infine, anche con la frutta, è importante eliminare i frutti considerati nocivi per il proprio gruppo sanguigno. Per esempio le persone di gruppo 0, A ed AB dovranno stare lontanissimi dalle arance, per loro tossiche. Mentre le persone di gruppo B dovranno evitare come la peste i cachi, equivalenti a veleno (non sto scherzando).

#3-Trapianto di fegato e cellule staminali

Il dott. Mozzi non è molto d’accordo ne con il discorso del trapianto di fegato, ne con la terapia delle cellule staminali.

La sua teoria è che, se non viene rimossa la causa che ha portato alla malattia del fegato e alla morte delle cellule originarie, ancora più rapidamente verranno distrutte le cellule del nuovo fegato trapiantato.

Basterebbe correggere il tiro e migliorare drasticamente l’alimentazione. Solo in questo modo potremmo veramente risolvere il problema alla radice, dando modo al fegato di rigenerarsi da se, senza bisogno di un trapianto.


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Categorie: Salute


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