Dieta macrobiotica. Tutti i prodotti alimentari devono provenire da coltivazioni biologiche.

Cuneo
15:00 del 13/04/2015
Scritto da Gerardo

Macrobiotica deriva dal greco macrós “ampio, grande”  bioticós “vitale, della vita” ed è un termine che ha radici antiche: compare negli scritti di Ippocrate (460-377 ; di Erodoto, Aristotele e Galene. Venne ripreso alla fine del XVIII secolo da C.W. Hufeland (1762-1836, medico e filosofo tedesco) e in tempi recenti da due insegnanti giapponesi, Sagen Ishitsuka Yukikazu Sakurazawa.

Quest'ultimo, noto con il nome di George Oshawa, e numerosi suoi discepoli, tra i quali soprattutto

Michio Kushi, dedicarono la loro vita all'insegnamento diffusione della macrobiotica, intesa non solo regola alimentare ma come filosofia di vita. Oggi in diffusa in numerosi Paesi.

Tra i legumi il posto principale spetta alla soia in numerose varianti. Le verdure sono in genere consumate cotte, la frutta è ridotta a poche varietà. Tutti i prodotti alimentari devono provenire da coltivazioni biologiche.

Il principio da seguire in una Dieta macrobiotica non riguarda la quantità ma l'equilibrio tra gli alimenti yin e quelli yang. Nell'uomo questi due elementi (che sono stati variamente indicati come principio maschile e femminile, alcalino e acido, positivo e negativo...) devono essere in equilibrio per avere lo stato di Salute.

La dieta macrobiotica dovrebbe essere personalizzata e spesso ritoccata per riuscire a riconquistare l'equilibrio perduto.

È un regime dietetico quindi difficile da seguire bene anche se è stato sperimentato da molti con successo.

Come funziona la dieta macrobiotica

Nella dieta macrobiotica l'alimento principale sono i cereali, soprattutto il riso, che possono rappresentare anche l'ottanta per cento o più del vitto. Al secondo posto ci sono le leguminose, con predominanza della soia; seguono quindi le verdure, in modo particolare quelle cotte. Il consumo di pesce è solo occasionale.

La dieta macrobiotica si distingue anche per un grande numero di specialità; nei negozi di prodotti naturali è possibile trovarne una quindicina circa, dall'umeboshi (una particolare preparazione di prugne) alle alghe, dal gomasio (semi di sesamo tostati con il sale) al tamari (salsa di soia a lunga fermentazione).

La cucina macrobiotica non contempla l'uso né di carne né di latte o latticini.

Poco spazio è concesso alla frutta e alle bevande. Viene raccomandato il consumo di vegetali di coltivazione organica, cioè senza uso di concimi chimici, diserbanti e pesticidi, e l'uso dei cereali integrali, ossia completi di germe e crusca. Per i macrobiotici è preferibile il consumo del cereale intero, piuttosto che della sua farina elaborata in pasta, pane e simili.

Tra i legumi il posto principale spetta alla soia in numerose varianti.


Le verdure sono in genere consumate cotte, la frutta è ridotta a poche varietà. Tutti i prodotti alimentari devono provenire da coltivazioni biologiche.

Gli integratori alimentari non sono visti di buon occhio: tutto quanto ci è necessario dovrebbe provenire esclusivamente dal cibo, possibilmente proveniente dalla propria regione o da zone non molto distanti. Molto importante è anche il tipo di cottura usato nella preparazione dei vari piatti.

Nella dieta macrobiotica è fondamentale il concetto di equilibrio tra yin e yang.

La macrobiotica classifica gli alimenti a seconda che abbiano più yin o più yang e le esigenze dietetiche di ciascuno di noi, pur inquadrandosi in uno schema generale (ambiente yang è caldo e secco, ambiente yin è freddo e umido), variano notevolmente. È importante, quindi, capire di quali alimenti abbiamo bisogno per mantenere un equilibrio tra questi due principi perché il disequilibrio causa malattia. Questo tipo di valutazione energetica, molto diffusa in Oriente, può risultare di difficile comprensione per noi occidentali.

Se si volesse spiegarla in termini biochimici, si potrebbe dire che yin corrisponde a un pH acido (cibi acidificanti) e yang a uno basico (cibi alcalinizzanti), ma non sempre si riscontra questo tipo di coincidenza.

Vanno riconosciuti alla macrobiotica numerosi meriti.

La sua diffusione ha infatti risvegliato in buona parte della popolazione l'interesse per un'alimentazione meno denaturata, per i cereali integrali, per la coltivazione biologica o organica e per le leguminose come fonte di proteine.

Inoltre ha introdotto dei nuovi sapori per il nostro palato e ha fatto conoscere le proprietà curative insite soprattutto in certi cibi.

Meno condivisibili sono lo scarso apporto di acqua e liquidi in generale e quello di frutta e di verdure crude. Anche la regola teorica di consumare cibi provenienti dalla propria regione sembra in contrasto con la proposta di moltissimi cibi importati dall'altro emisfero della terra.

Osservando inoltre come viene in genere praticata da noi la macrobiotica, si nota come i principi yin e yang vengano spesso interpretati male: si tende a dare eccessivo valore ai cibi yang (per esempio i cereali) e a demonizzare quelli in cui prevale la componente energetica yin (per esempio frutta fresca, insalata, miele), dimenticando che la saggezza orientale propone l'armonia e l'equilibrio tra i due elementi, che si completano a vicenda.

Nelle persone che seguono le regole in modo più rigoroso, a volte con fanatismo, si può spesso notare la tanto lodata mitezza d'animo, ma anche un colorito pallido, nonché una tendenza verso la depressione.

ESEMPIO DI MENÙ, INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI

Prima colazione: fiocchi di avena; toast di pane di frumento integrale a fermentazione naturale; té bancha

Pranzo: sushi di cetrioli e sushi di tempeh con crauti; insalata bollita e tofu; té bancha con limone

Spuntino (facoltativo): semi arrostiti; oppure frutta secca; oppure polpette di riso, dolci di riso o torta di mochi (con riso integrale dolce)

Cena: zuppa di miso; polpette di miglio con verdure; rafano grattugiato con strisce di alghe nori tostate; crescione scottato e carote con condimento di umeboshi e scalogno; torta di cuscus con salsa di pere; caffè di cereali.

Che cosa ne dicono gli esperti

I pareri sono assai contrastanti, e non potrebbe essere diversamente, considerato che la dieta macrobiotica non rientra tra gli insegnamenti proposti nelle nostre facoltà universitarie. Anche se ci sono numerosi medici e terapeuti che hanno sperimentato con successo sui loro pazienti la dieta macrobiotica, le differenze 'teoriche' non permettono di superare la diffidenza della nostra medicina ufficiale. Per citare un esempio: molti nutrizionisti occidentali sostengono che un vitto privo di carne e latticini sarebbe povero di calcio.

I macrobiotici invece consigliano l'uso di verdure, leguminose, frutta secca, semi e soprattutto di alghe che costituiscono validissime fonti di calcio, al punto da superare i valori RDA (Recommended Daily Assumption, assunzione quotidiana consigliata dalle autorità statunitensi).

Dove si può fare la dieta macrobiotica

Soprattutto in casa, in famiglia. Esistono comunque numerosi centri e gruppi con orientamento macrobiotico, che gestiscono alcuni ristoranti, spesso collegati ai negozi specializzati in alimenti macrobiotici. In questi negozi è possibile ampliare le proprie conoscenze, per esempio sui metodi di cottura, con lezioni, corsi, eccetera. In genere i vari gruppi organizzano dei periodi di vacanza (in centri, alberghi o campeggi) dove si può seguire la dieta macrobiotica.

INDICAZIONI

Trattandosi di un sistema alimentare più che di una dieta, la macrobiotica richiederebbe comunque degli adattamenti alle esigenze personali. La sua composizione, con un elevato tenore di carboidrati complessi, può essere molto adatta a chi pratica sport di resistenza.

Chi desidera perdere peso può trovarsi bene con la macrobiotica purché sia disposto a realizzare un calo molto graduale, ma continuo; in questo caso è superfluo il conto delle calorie, purché si osservino le regole di base e si consumino dei pasti equilibrati.

Per applicare la macrobiotica nella cura di diverse patologie è meglio non affidarsi esclusivamente alla letteratura esistente in materia, ma farsi seguire da un medico esperto.

Per il resto è utile che, eventualmente dopo un periodo di applicazione rigorosa, ognuno trovi un proprio modo di praticare la macrobiotica, possibilmente integrandola con le tradizioni della propria terra di origine.

CONTROINDICAZIONI

Salvo per alcuni livelli estremi, che, per esempio, prevedono quasi esclusivamente il consumo di riso per lunghi periodi, non vi sono controindicazioni alla macrobiotica.

Ecco il parere del professore ordinario di Scienza dell'Alimentazione Carlo Cannella.

La dieta macrobiotica si basa sull'idea di equilibrare cibi dalle caratteristiche "yin" e cibi dalle caratteristiche "yang", attribuendo così degli elementi materiali ad antichi concetti filosofici e spirituali che con l'alimentazione hanno ben poco a che fare. In pratica, questa dieta consiste principalmente di cereali integrali, che forniscono la maggior parte dell'energia: soia, ortaggi, alcuni frutti, semi, e piccole quantità di pesce. Esclusi sono alimenti quali: la carne, il latte e i suoi derivati, lo zucchero.

La classificazione degli alimenti in yin e yang non corrisponde ad alcuna caratteristica nutrizionale. Questo espone chi segue un siffatto tipo di dieta a diverse carenze di nutrienti. A risentirne sono le donne in gravidanza, ma soprattutto i loro figli. Studi condotti presso famiglie che seguono la dieta macrobiotica hanno registrato nei figli una crescita più lenta, che in certi casi rasenta la malnutrizione vera e propria.

La prima carenza è energetica. I cibi macrobiotici sono ricchi di acqua e fibra, e troppo poveri di nutrienti energetici, in particolare di proteine.

Altre carenze importanti derivano dalla qualità delle proteine, e dalla scarsa quantità di ferro, calcio e fosforo, di vitamine del gruppo B (specialmente la B12) e di vitamina D.

Le fonti migliori di questi nutrienti sono gli alimenti di origine animale.

Ma mentre è possibile seguire una dieta vegetariana, combinando con intelligenza la varietà con le quantità dei diversi alimenti vegetali e integrandoli con latte, uova e pesce in modo tale da garantire tutti i nutrienti di cui ha bisogno l'organismo, la dieta macrobiotica non consente questo bilanciamento.


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Categorie: Cucina, Salute


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