Chi ha fatto esercizio e si è mantenuto in forma da giovane, da adulto è più protetto contro i principali disturbi urologici. I risultati della campagna #Controllati della Società Italiana di Urologia

Trento
17:30 del 09/03/2019
Scritto da Luca

L’ETA' chiave è 25 anni: è in quel momento che si gioca la partita per il futuro. Per prevenire due delle principali problematiche urologiche maschili, l’iperplasia prostatica benigna (Ipb) e la disfunzione erettile, infatti, bisogna iniziare fin da giovani a fare attività fisica e mantenere il giusto peso corporeo. È quanto emerge dall’analisi delle oltre 2800 schede compilate durante la campagna #Controllati2018, presentata oggi dalla Società Italiana di Urologia (Siu).

"Avere una vita sana da giovani protegge dal rischio di sviluppare malattie urologiche in età adulta", rimarca Walter Artibani, segretario generale della Siu. "Un dato importante che ci dice che oltre a prevenire i fattori di rischio per la salute urologica – come colesterolo, trigliceridi, pressione alti – dobbiamo attivare le potenzialità preventive dell’esercizio fisico con una pratica costante e intensa".

I risultati della campagna

La campagna 2018 ha coinvolto 159 centri in tutta Italia, dove circa 7300 uomini, età media 55 anni, si sono fatti visitare gratuitamente e hanno potuto compilare i questionari in forma anonima. "La nostra campagna è un’occasione unica di prevenzione per gli uomini: dopo l’abolizione della visita di leva obbligatoria, infatti, la salute urologica maschile non è tenuta sotto controllo se non in età adulta, o quando i problemi sono già evidenti", fa notare Artibani. Come dimostra il fatto che fra la totalità dei pazienti, sono stati rilevati 744 casi di iperplasia prostatica benigna, di cui 31% di nuova diagnosi, soprattutto fra i più giovani, e 650 casi di disfunzione erettile – pari a più del 23% di maschi totali – di cui oltre il 44% già in terapia con inibitori della PDE5.

Un tesoretto per il futuro

Prima si inizia a prendersi cura di sé, muovendosi e mantenendo il peso-forma, maggiore sarà il vantaggio acquisito sull’invecchiamento e sullo sviluppo di malattie urologiche. Come se si accumulasse un "tesoro" da spendere poi nel corso della vita. "Un'attività fisica intensa e regolare svolta prima dei 25 anni riduce del 20% il rischio di sviluppare Ipb in età adulta, con un tasso fino al 30% se la pratica è costante nel tempo", spiega Fabio Parazzini, del dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli studi di Milano e autore dello studio. Fa la differenza anche il peso corporeo: l’obesità prima dei 25 anni accresce del 30% le probabilità di malattia, probabilità che arrivano al 40% se la condizione è presente anche oggi. Ma non solo. "L’indagine ha evidenziato, come dato nuovo, che la sindrome metabolica influenza il rischio adulto di manifestare Ipb del 50%. Stesso impatto si è registrato per la disfunzione erettile, riducibile del 20% con un'attività fisica prima dei 25 anni di età, a conferma che le due problematiche hanno meccanismi di insorgenza differenti, ma profili di rischio simili", aggiunge Parazzini.

Non è mai troppo tardi

Il messaggio lanciato dagli esperti è chiaro: pensare fin da giovani alla salute, facendo attenzione agli stili di vita. Ma cosa può fare chi non ha più 25 anni? "L'attività fisica che facciamo oggi migliora la nostra condizione di salute attuale e diminuisce il rischio per il futuro, a qualsiasi età", conclude Parazzini

Da: QUI


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Categorie: , Sesso


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