Se il corpo riceve i principi nutritivi giusti riesce spesso a sgravarsi da disturbi ricorrenti, da malattie croniche, da alterazioni degli esami del sangue: ogni medico è solerte nel consigliare la giusta dieta per il colesterolo alto, per la glicemia alta o per l’ipertensione.

Torino
14:00 del 22/10/2016
Scritto da Luca

Se il corpo riceve i principi nutritivi giusti riesce spesso a sgravarsi da disturbi ricorrenti, da malattie croniche, da alterazioni degli esami del sangue: ogni medico è solerte nel consigliare la giusta dieta per il colesterolo alto, per la glicemia alta o per l’ipertensione. Ma la strategia del dottor Mozzi è ancora più accurata poiché definisce una lista di cibi benefici o dannosi per l’individuo in base al gruppo sanguigno di appartenenza.

Prima delle differenziazioni per gruppo, però, il dottore ci offre dei principi generali, adatti a tutti. Innanzitutto pochi o pochissimi latticini, responsabili di molti dolori articolari, e sicuramente poco glutine tanto caro agli italiani e alla dieta mediterranea, ma assolutamente pro-infiammatorio per l’intestino. Per tutti invece è ottima l’acqua e limone al mattino, meglio se tiepida e riscaldata, perché è un citrato e dunque favorisce un PH intestinale corretto. E ora entriamo nel dettaglio del gruppo sanguigno.

DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO: COS'È DAVVERO? 
Messa a punto nel 1957 dal naturopata statunitense James D’Adamo più che una dieta in senso stretto, è un regime alimentare basato sull'idea che ci sia una stretta correlazione tra alimentazione e sistema immunitario, quindi teorizza l'assunzione di cibi freschi, naturali e tradizionali e ha come fine non tanto quello di far perdere peso, bensì di migliorare la qualità della vita in modo semplice e naturale. “Come tutte le grandi intuizioni, l’emodieta si basa su un concetto molto semplice: le abitudini alimentari sono il fattore che influisce maggiormente sul sistema immunitario. Per stare bene è necessario individuare e modificare quelle che risultano dannose per il nostro organismo, ascoltandone i segnali con attenzione. Più che una dieta è un vero e proprio percorso per arrivare ad alimentarsi correttamente, dal quale tutti possono trarre beneficio: coloro che hanno bisogno di migliorare la propria salute, che vogliono dimagrire, gli atleti che desiderano migliorare le proprie prestazioni o, in generale, chi vuole prevenire e mantenere intatto il proprio benessere”. Questo si legge sul sito ufficiale italiano, www.dietagrupposanguigno.net

DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO: COME FUNZIONA?
Il primo step è conoscere il proprio gruppo sanguigno (se non lo si conosce, basta un semplice esame del sangue). Dopodiché occorre capire quali cibi sono compatibili con il proprio sistema immunitario e a stabilirlo può essere un medico o nutrizionista specializzato che conosce le associazioni tra alimentazione e specifici gruppi sanguigni. L'ideale sarebbe però sperimentarla per capire quali sono i bisogni specifici poiché ciascuno di noi è un essere a se stante e tutti siamo diversi e unici. La particolarità di questo regime è che non è predefinita e fissa, ma si adatta a ogni singola persona, che ascoltando il proprio corpo riesce a capire di cosa questo ha necessità. «Sono fermamente convinto che non esistano sulla faccia della terra due persone identiche; nessuno che abbia le stesse impronte digitali, labiali o vocali. Visto che tutti gli individui sono diversi l’uno dall’altro, non ritengo logico che essi debbano nutrirsi allo stesso modo. Poiché ciascuno di noi “abita” un corpo dotato di punti di forza e debolezza differenti e di diversi fabbisogni nutrizionali, per conservare la salute e per combattere le malattie è indispensabile tenere conto di queste peculiarità», spiega D’Adamo.

GRUPPO SANGUIGNO E ALIMENTAZIONE: QUALE CORRELAZIONE C'È?
Il dott. D’Adamo parte dal presupposto che i diversi gruppi sanguigni si siano formati durante l’evoluzione e che, in qualche modo, riflettano le specifiche attitudini alimentari. L’idea di nutrirsi in base al gruppo sanguigno nasce dall’esigenza di capire perché più persone reagiscano in modo diverso alla stessa alimentazione. Cosa fa sì, ad esempio, che un alimento benefico per alcuni risulti addirittura nocivo per altri? La risposta si trova nel sistema immunitario, che è strettamente connesso al gruppo sanguigno. Il nostro sistema immunitario individua gli “intrusi” nell’organismo grazie a sostanze chiamate antigeni, che oltre a questo determinano i gruppi sanguigni. La chiave del collegamento tra cibo e sistema immunitario sono le lectine, una particolare famiglia di proteine contenute negli alimenti che reagiscono in modo diverso ai singoli antigeni: quando ne incontrano uno “incompatibile” l'organismo reagisce con infiammazioni, più o meno gravi a seconda del grado di compatibilità. Il dottor D’Adamo ha verificato gli effetti delle lectine sui diversi gruppi sanguigni non solo in modo teorico ma con evidenza scientifica: ha esaminato tutti gli alimenti più comuni e ne ha verificato la compatibilità con i gruppi sanguigni.

GRUPPO 0
È il gruppo più antico, ed è quello dei primi uomini che si procuravano il cibo cacciando. Le persone appartenenti al gruppo 0 hanno un sistema immunitario molto reattivo. L’apparato digerente è robusto e ha un ambiente interno acido in grado di tollerare un leggero stato di chetosi (alterazione del metabolismo dovuta a una dieta ricca di proteine e grassi e povera di carboidrati). Questa condizione permette al tipo 0 di metabolizzare meglio gli alimenti di origine animale.
Cibi sì: proteine animali, verdure e legumi, abbinata a un programma di attività fisica intensa. lo iodio, contenuto nel pesce e nelle alghe, che stimola la produzione di ormoni tiroidei.
Cibi no: prodotti caseari, cereali contenenti glutine e alcuni legumi come le lenticchie e i fagioli bianchi, dotate di un’alta affinità per il tessuto muscolare, che lo rendono alcalino e meno propenso ad accumulare energia.
Da evitare: il glutine contenuto nel germe di grano e, più in generale, nei prodotti a base di frumento.

GRUPPO A
Il gruppo A comparve, poi scomparve, e infine riapparve più o meno dopo il gruppo 0 non solo per ragioni evoluzionistiche, ma anche grazie alla loro maggiore capacità di resistere alle malattie infettive. Molto probabilmente il gruppo sanguigno A fece la sua comparsa definitiva nell’area asiatica o mediorientale 25.000-15.000 anni fa quando, in risposta alle mutate condizioni ambientali, l’uomo da nomade divenne sedentario e iniziò ad allevare bestiame e a coltivare cereali, attività che diedero grosso impulso all'evoluzione umana. Di conseguenza, l’alimentazione e lo stile di vita differenti comportarono una forte mutazione dell’apparato digerente e del sistema immunitario, che permise loro di tollerare le sostanze nutritive contenute nei cereali e negli altri prodotti agricoli.
Cibi sì: ortaggi, frutta, legumi, pesce  e uova. Le persone di tipo A si sentono meglio seguendo una dieta vegetariana, un’eredità tramandata dai loro antenati che erano diventati agricoltori stanziali e poco aggressivi. Per molti versi, il loro metabolismo si trova all’opposto di quello del gruppo 0: il loro sistema digerente presenta un ambiente interno scarsamente acido che non tollera la chetosi. Per questo motivo, chi appartiene al gruppo sanguigno A potrebbe sentirsi intorpidito e stanco dopo aver mangiato carne rossa, cosa che non avverrebbe con proteine di origine vegetale. In generale è essenziale un’alimentazione basata sul consumo di cibi naturali, freschi.
Cibi no: carne rossa, che non essendo ben metabolizzata viene immagazzinata sotto forma di grasso. Latticini che, poco tollerati, possono rallentare il metabolismo.

GRUPPO B
Il gruppo sanguigno B comparve per la prima volta 10.000 – 15.000 anni fa, nelle zone montuose dell’Himalaya che oggi fanno parte del Pakistan e dell’India e fu conseguenza del passaggio dal clima torrido delle savane africane a quello freddo e rigido delle catene montuose himalaiane. Il nuovo gruppo si sviluppò in India o negli Urali nel contesto di tribù caucasiche e mongoliche, ma presto divenne caratteristico delle tribù nomadi delle steppe. Questi popoli erano dediti soprattutto alla pastorizia, di conseguenza si nutrivano principalmente di carne e prodotti caseari. La dieta delle persone di tipo B è molto bilanciata e include una grande varietà di alimenti, poiché il loro sistema digerente si adatta bene ai cambiamenti di alimentazione. Secondo il dottor James D’Adamo, essa comprende “il meglio del regno animale e vegetale”.
Cibi no: Come per il gruppo 0, le persone appartenenti al gruppo B sono intolleranti al glutine di frumento. Tendono inoltre a ingrassare con alcuni alimenti come lenticchie, grano saraceno, arachidi, sesamo e granturco, che possono influire negativamente sul metabolismo causando ipoglicemia, stanchezza e ritenzione di liquidi (specialmente se consumati insieme a frumento).
Cibi sì: I formaggi, generalmente da evitare per favorire la perdita di peso, con moderazione sono invece consigliati per il gruppo B poiché aiutano a bilanciare il metabolismo (da preferire quelli ovini). Altri alimenti utili per questo scopo sono il fegato, le uova, la carne e gli ortaggi verdi.

GRUPPO AB
Il gruppo sanguigno AB è il gruppo più recente e più raro, risultato della mescolanza tra il sangue di tipo A e quello di tipo B, oggi presente in meno del 5 per cento della popolazione. L’apparato digerente ha una tolleranza generale abbastanza alta, ma anche la scarsa acidità del gruppo A, che gli rende difficile digerire la carne rossa. Presenta inoltre le stesse intolleranze del gruppo B verso granoturco, grano saraceno, sesamo, fagioli di Spagna e di Lima e frumento, che riducono l’efficienza dell’insulina. Lenticchie e arachidi sono invece ben tollerate grazie alla parte A che, in questo caso, predomina. Alcuni possono soffrire addirittura di ritenzione di liquidi e di una digestione lenta e difficoltosa quando mangiano cibi inadatti.

IL PARERE DEL BIOLOGO NUTRIZIONISTA
Abbiamo chiesto un parere, in merito alla dieta del gruppo sanguigno, al dott. Roberto Mazzoli, biologo nutrizionista che ha espresso un parere positivo sulla stessa: «È la più evoluta dal punto di vista scientifico perché noi mangiamo e il cibo si trasforma in sangue e c’è un nesso tra sangue e cibo. Inventata dal dott. D’Adamo, l’ho provata su molti pazienti. Non crea limiti di quantitativo ma indica cosa può far bene o meno all’organismo secondo il proprio gruppo sanguigno».
Ci sono delle controindicazioni, possono farla tutti?
Non ci sono controindicazioni perché non si stabiliscono quantitativi di cibo, ma si mangia quasi tutto, fermo restando che qualunque alimento può essere intollerante se mangiato di continuo. L’ideale sarebbe variare i cibi anche nell’arco della settimana. Mi piace fare un esempio: se abbiamo un auto a benzina verde non possiamo mettere del gasolio e il nostro organismo, secondo questa teoria, funziona in modo analogo, essendo legato al gruppo sanguigno».
Qual è la base scientifica da cui parte questa dieta?
«Le prove allergiche: Un organismo con gruppo 0, infatti, se assume latticini o cereali fa più fatica. Se si limitano o si eliminano dalla dieta questi cibi l’organismo funziona meglio, con più energia e forza. Questo di base è qaunto stabilito dal dott. D’Adamo. Poi la dieta è stata modificata e adattata a seconda della regionalità, del sesso e dell’appartenenza etnica poiché ci sono delle differenze da rispettare tra uomo e donna, tra abitanti del sud e del nord e tra diverse etnie che hanno bisogni differenti. Anche l’età ifluisce: c’è differenza, ad esempio, tra un uomo di 40 e uno di 80 anni, il primo digerisce meglio, ha più propensione a mischiare alcuni cibi e non ne risente molto, mentre più si invecchia e più si diventa sensibili, poiché con l’età il corpo ha difficoltà a metabolizzare alcuni cibi. Sulla base di queste differenze si può pensare a un’alimentazione diversificata, anche se non molto. Frutta e verdura, ad esempio che rappresentano la base dei cibi alcalini, vanno bene per tutti. Per quel che riguarda le proteine, il gruppo 0 può accedere a tutte, l’A è un po’ allergico alle carni rosse, il B al pesce. I sintomi di un’alimentazione sbagliata sono i più vari e tra questi anche intolleranze, insonnia, gonfiori, accumulo di peso.
Certi cibi non vanno dunque assunti in base al proprio gruppo sanguigno. Ma per sempre o per brevi periodi o assunti in quantità limitata?
«Possiamo mangiarli occasionalmente, ad esempio il gruppo A non sopporta pomodori e latticini che, se assunti, possono causare disturbi come gonfiori. Cereali come riso, quinoa, farro, kamut fanno bene sia al gruppo A che allo 0, mentre la carne rossa non va bene per A, ad esempio perché causa infiammazioni: tutto ciò che non viene metabolizzato dall’organismo crea infiammazione a livello intestinale, innanzitutto.
Questo non va contro teoria medica generale che raccomanda di mangiare tutti i cibi con moderazione?
«Secondo questo regime non è proprio così. Noi siamo delle macchine perfette fin dalla nascita e se ci comportiamo bene a tavola, per cominciare, il nostro organismo resiste più a lungo. Ad esempio alcuni cibi confezionati o bevande gassate creano una forte infiammazione e squilibrio nell’intestino e vanno a incidere negativamente sui batteri buoni che funzionano bene in condizioni di equilibrio, se li bombardiamo con sostanze negative alla fine smettono di funzionare come si deve. E ricordiamoci che la buona educazione a tavola comincia fin dall’infanzia».


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Categorie: Salute


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