La dieta Atkins, dopo aver raccolto molti consensi e critiche negli Stati Uniti, è recentemente sbarcata anche in Europa e in Italia, dove ha suscitato molto scalpore. Si tratta fondamentalmente di una dieta a basso contenuto glucidico, che punta a soddisfare le richieste energetiche soprattutto attraverso grassi e proteine.

Torino
12:00 del 21/01/2017
Scritto da Carmine

La dieta Atkins, dopo aver raccolto molti consensi e critiche negli Stati Uniti, è recentemente sbarcata anche in Europa e in Italia, dove ha suscitato molto scalpore. Si tratta fondamentalmente di una dieta a basso contenuto glucidico, che punta a soddisfare le richieste energetiche soprattutto attraverso grassi e proteine.

La dieta Atkins propone, per esempio, di iniziare la giornata con uova fritte e pancetta, mangiare un pezzo di formaggio a metà mattina ed una bella bistecca con verdure a pranzo.

Si tratta quindi di una vera e propria tragedia per gli amanti della dieta mediterranea e per chi, come vedremo tra poche righe, ha a cuore la propria salute

Inventata negli anni ’70 dal cardiologo americano Robert C. Atkins per prevenire il diabete mellito, è tra le più amate da molte star, soprattutto americane. Ultimamente è tornata alla ribalta perché proprio alla dieta Atkins si deve la perdita di peso di Kim Kardashian, che tanto buzz ha creato in rete, dato che la signora ha documentato la cosa day by day sui social, da Snapchat a Instagram.

DI CHE SI TRATTA
La Dieta Atkins rientra nell’ambito dei regimi cosiddetti proteici o iperproteici e low carb, poiché si basa sul consumo di alimenti a basso contenuto considerati i principali responsabili degli accumuli adiposi, privilegiando proteine e grassi, ai quali viene affidato il compito di “fornitori di energia”. In pratica si induce l’organismo a trovare energia in altre fonti e a mantenere costanti i livelli di insulina. In questo, è molto simile alla dieta metabolica e infatti un altro obiettivo è quello di indurre un senso di sazietà.

COME FUNZIONA
È composta da 4 fasi: induzione, perdita di peso continua, pre-mantenimento e mantenimento.
Induzione: in questa fase, che va seguita per circa due settimane, si deve abituare il corpo a consumare meno carboidrati possibili, ovvero non più di 20 grammi al giorno (100 grammi di pasta ne contengono circa 75 grammi) per indurlo a bruciare grassi, inclusi quelli corporei. Gli unici carboidrati concessi in questa fase derivano da vegetali poveri di carboidrati ma ricchi di vitamine, minerali, antiossidanti e altri nutrienti, compresa la fibra. Sul sito ufficiale, http://it.atkins.com/, si legge che non è fondamentale iniziare la dieta Atkins da questa fase, ma farlo assicura risultati più rapidi. A ogni pasto si devono ingerire dai 115 ai 175 grammi di cibi proteici, compresa la colazione.
Perdita di peso continua: durante la seconda fase si deve imparare ad aumentare gradualmente l’apporto di carboidrati per arrivare a conoscere la propria soglia di tolleranza, passando da 20 a 25 grammi al giorno da assumere tramite frutta secca e semi o più verdure di base, quelle a foglia verde. In questa fase si dovrebbe perdere peso in maniera continua (tra i 400 e 1500 grammi a settimana), quando si smette, occorre ricominciare da capo, diminuendo di nuovo l’apporto di carboidrati.
Pre-mantenimento: a questo punto si presume che si sia raggiunta la propria soglia di tolleranza ai carboidrati, aggiungendone altri 10 grammi a settimana, oltre a scoprire quali cibi si riescono a gestire o meno per mantenere il proprio peso attuale. In questa fase si raccomanda di non perdere più di 500 grammi a settimana. Si sarà anche imparato a tenere sotto controllo l’appetito e, in linea generale, dovrebbero mancare pochi chili, circa 4, al raggiungimento del traguardo di peso.
Mantenimento: scopo di questa fase è, raggiunto il peso ideale, trasformare la dieta in stile di vita. Occorre continuare a mangiare quello che si ingeriva nella fase precedente, rispettando il proprio equilibrio di carboidrati o restandone leggermente al di sotto, in genere tra i 60 e 90 grammi. Se si fa attività fisica e la soglia di tolleranza è alta, si possono provare nuovi alimenti che se scatenano fame o innalzano il peso, vanno eliminati per sempre o per un certo periodo, riprovando in seguito. La regola d'oro è che se si hai fame, non si devono mangiare carboidrati ma concentrarsi su cibi grassi.

I CIBI SÌ E I NO
Durante la fase di induzione, soprattutto, andranno evitati tutti i carboidrati semplici e complessi come pasta, pane e riso, patate, bevande zuccherate, dolci, confetture e marmellate, gran parte di frutta e verdura. Sono invece ammessi i cibi a base di proteine e grassi come carne come pollame, manzo, agnello, maiale, vitello, pesce, formaggi, crostacei e frutti di mare, uova, verdure a basso indice glicemico. Sono ammessi anche i condimenti come burro, olio d'oliva, olio di semi di girasole olio di semi e maionese. Si possono assumere non più di 20 grammi di carboidrati da verdure di base, ovvero sei porzioni di insalata e due di verdure cotte. Bere circa otto bicchieri d'acqua al giorno o altri liquidi ammessi.
Durante la seconda fase, ovvero perdita di peso continua, si continua con lo schema alimentare della prima, introducendo semi e frutta secca o più verdure a foglia verde.
Nel pre-mantenimento, occorre aggiungere 10 grammi di carboidrati netti a settimana. Durante il mantenimento, se i carboidrati sono inferiori a 50 grammi, si devono evitare verdure amidacee, la maggior parte della frutta e dei cereali integrali o consumarli in quantità ridotte.

IL PARERE DEL MEDICO
Oltre a essere piuttosto complicata da seguire, rientrando tra i regimi iper-proteici, presenta tutte le controindicazioni legate a questo tipo di diete, ovvero un eccessivo consumo di grassi e proteine che mette a dura prova l’organismo e in particolare fegato e reni, che si trovano a dover smaltire una quantità eccessiva di scorie, con conseguenti rischi per la salute. Inoltre, non è facile da seguire per noi abituati a regimi di dieta mediterranea, che prevedono un consumo di carboidrati pari al 50-60 per cento del fabbisogno calorico giornaliero, ben al di sotto della soglia dei 90 grammi massimi consentiti dalla Atkins. Per essere certi dei nostri dubbi, abbiamo chiesto un parere a un dietologo, il Prof. Luca Piretta, Gastroenterologo e Nutrizionista dell’Università Campus Biomedico di Roma, che si dice contrario a questa dieta per due motivi: «È una dieta ipoglucidica, cioè con pochi zuccheri e carboidrati e ricca di proteine e grassi basata sul calcolo ponderale, ovvero sulla perdita di chili ed è stata inventata negli Stati Uniti negli anni ’70 partendo dal presupposto che le persone ingrassavano perché mangiavano molti zuccheri e pensando che eliminandoli dalla dieta si potesse porre un freno al dilagare dell’obesità. Ma è proprio questo presupposto a essere, secondo me, errato e la considero non una buona dieta per due motivi principali: perché elimina quasi del tutto dalla dieta i glucidi, ovvero carboidrati e zuccheri e perché si pone come obiettivo quello di perdere pese, mentre la scopo di un regime dietetico dovrebbe essere dimagrire, che è un concetto ben diverso».


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Categorie: , Salute


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