Ci sono dieci meraviglie sparse per il Pianeta che in un modo o nell’altro rischiano di scomparire. Se non volete perdervi queste meraviglie, sceglietele come mete prima che possa essere troppo tardi…

Venezia
17:48 del 12/08/2014
Scritto da Albertone

Un consiglio: fate in fretta. Evitate tentennamenti e datevi una mossa. Se non volete perdervi certi paradisi sparsi per il globo, è bene che prenotiate quanto prima volo, aereo ed escursioni. Tra un anno potrebbe già essere troppo tardi e quelle meraviglie dell’uManipotrebbero essere sparite, inghiottite dall’acqua o dalla terra. Proprio così: ci sono alcuni luoghi, fra i più spettacolari della terra, che a causa di cambi climatici, scioglimento dei ghiacci, distruzione degli ecosistemi e innalzamento del livello dei mari rischiano di rimanere tali ancora per poco. Vi viene in mente Venezia? C’è nella lista, ma non è il solo.

Anzi, i rischi maggiori riguardano le Maldive, il luogo sulla terra con l’altezza media più bassa sul livello del mare (1,5 metri), pesantemente minacciato dall’innalzamento degli oceani. Quella miriade di isolette con spiagge da sogno rischiano di sparire. Un problema che ha anche Venezia: se i ghiacci del Polo Nord dovessero sciogliersi con ancor maggior rapidità, la città sull’acqua rischierebbe di venir sommersa. Problema opposto per molte aree dell’Africa Sudsahariana: qui il deserto corre ogni mese di un chilometro, e tutto ciò che incontra strappa alla vita. Paura e problemi anche per il Bangladesh, dove la vita è complicatissima per via dei sempre più frequenti allagamenti, causati dalle piogge torRenziali, e dagli uragani, alternati a periodi di siccità che provocano carestie.

Il calore sta provocando anche lo scioglimento del Ghiacciaio dell’Aletsch, in Svizzera, che così come tutti gli altri nevai delle Alpi è messo in ginocchio dall’effetto serra. Il rischio è quello di volgere lo sguardo verso Nord ma di non vedere più il bianco sulle nostre montagne, fonte di attrazione e di turismo. La Belize Barrier Reef, la Barriera corallina del Belize, presenta un ecosistema ricchissimo; è però minacciata da cambiamenti climatici, inquinamento, innalzamento della temperatura degli oceani, uragani e turismo massiccio. Il 40% della barriera corallina è purtroppo già stato distrutto. L’esistenza del Mar Morto, situato in un punto di forte depressione, è a rischio per via della forte evaporazione che non è compensata dall’apporto dei corsi d’acqua. Se volete visitare il Madagascar, non c’è tempo da perdere. Qui la gente, per vivere e per sopravvivere, sta disboscando tutte le foreste e sta devastando la fauna esistente mediante la caccia di frodo. Il rischio è che nel giro di pochi anni non ci siano più le condizioni essenziali per sopravvivere.

Infine,  la foresta pluviale di Tahuamanù, in Perù. Un altro paradiso nonché prezioso scrigno di biodiversità. Purtroppo le sue immense riserve di mogano vengono pesantemente sfruttate dal mercato internazionale del legno. Il disboscamento indiscriminato ne ha alterato l’ecosistema e sta danneggiando le tribù indigene che da sempre abitano l’area. Anche qui il futuro è tutto da scrivere, così come rimangono dubbi sul futuro del bacino dei fiume Azzurro: la massiccia industrializzazione e il continuo transito di navi ne hanno fatto uno dei fiumi più inquinati al mondo, mentre lo sviluppo agricolo ha determinato la scomparsa della maggior parte delle foreste che lo costeggiavano.


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Categorie: Curiosità, Viaggi


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