A volte capita che , pur con un fondamento di verità, alcune opinioni potrebbero essere formulate in modo diverso. O non esserlo affatto.

Cosenza
07:05 del 04/12/2015
Scritto da Luigi

In un articolo pubblicato sul numero di panorama datato 25 novembre 2015, lo scrittore Ferdinando Camon critica i genitori che non sottopongono alle vaccinazioni i propri figli, in quanto, così facendo, espongono sia loro sia i loro compagni di scuola alle malattie. Fin qui nulla di strano, come è normale anche auspicare un ritorno alle vaccinazioni obbligatorie. Quello che veramente fa storcere il naso è l'affermazione (cito testualmente) che "il bambino non vaccinato non dovrebbe avere il permesso di andare a scuola. Inquina l'ambiente e lo rende recettivo ai bacilli". Passi che vaccinarsi sia una forma di rispetto per sè e per gli altri, ma tale affermazione lede il diritto fondamentale all'istruzione: già la nostra scuola è arretrata e mal messa, se poi poniamo un veto alla voglia di imparare  che può avere un bambino... Oltretutto la vaccinazione non elimina il rischio di malattia, ma lo riduce solamente: un'eventuale malattia è comunque trasmissibile. Punto secondo: l'affermazione cozza con quanto esprime Camon successivamente, ovvero che "l'uomo che non ha finito le scuole dell'obbligo non dovrebbe poter votare". Se tu lo privi della possibilità di frequentarle... ma quello che mi lascia veramente basito al riguardo è che le dichiarazioni a sostegno della frase dimostrano che egli sembra essere fuori dal mondo. "Votare è un'azione altamente intellettuale, presuppone informazione, conoscenza della Costituzione, coscienza di ciò che si fa e di quel che succede nel mondo"".

 


Bella frase, ottima, salvo che: 1) la maggior parte dei cittadini, che abbiano o meno fatto le scuole dell'obbligo, non conoscono la Costituzione (a partire da me); 2) per mettere una crocetta non serve uno scienziato; 3) un povero cristo che non è riuscito a finire le scuole perchè costretto a lavorare per aiutare la famiglia ha come tutti il diritto di esprimere la sua opinione. Che poi si considerino "malattie mortali per la società" l'ignoranza e l'incapacità di ascoltare, leggere e capire un giornale/telegiornale/libro è in un certo senso condivisibile, ma sono fattori non necessariamente correlati alle scuole dell'obbligo: cose come il buon senso, il senso critico, si sviluppano pian piano nell'individuo e la scuola può aiutare alla loro formazione. Ed in Italia non è detto nemmeno questo. Il giornale in classe, per esempio, io l'ho sperimentato solo brevemente alle medie; i ragazzi di oggi, tramite internet, ricevono migliaia di informazioni, ma non sempre trovano persone che li aiutino a contestualizzarle. A dire la verità, molte di esse non hanno nemmeno un alto valore intellettuale... Come poi continuo a sostenere da tempo, ormai è la scuola stessa che non riesce a coinvolgere gli studenti: a cosa mai può servirmi imparare nozioni seduto ad un banco senza provare il benchè minimo interesse, magari da parte di persone che non riescono a trasmettermi alcunchè? Se poi si vuole mettere l'accento sulla coscienza di ciò che si fa, è proprio leggendo un giornale o ascoltando un telegiornale che si capisce come non solo la nostra classe politica, ma anche quella mondiale, non è sicuro che ne abbia. Loro le scuole dell'obbligo penso le abbiano fatte...


Articolo letto: 438 volte
Categorie: Denunce, Sociale


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