Due certificati elettorali, due possibilità di voto, almeno sulla carta. E’ quanto denuncia Edoardo Livolsi, italiano residente a Praga che, dopo aver votato per il referendum, ha per errore ricevuto un altro plico elettorale dall’Ambasciata d’Italia con tutto il materiale necessario. Lo riporta Il Fatto quotidiano. Come è possibile? Nel mirino il servizio di stampa e distribuzione delle schede che varia da Stato a Stato e non è sotto il controllo del Viminale.

Firenze
08:30 del 21/11/2016
Scritto da Luca

Di Battista: È evidente che ci saranno enormi irregolarità nel voto all’estero. Presidente Mattarella ha qualcosa da dire? Si tratta della Costituzione!

A parte la carognata della lettera di Renzi, tante le irregolarità riscontrate…

Di Battista si ribella…

Ma qualcuno muoverà un dito?

Referendum, voto allʼestero: italiano riceve due schede elettorali

Un residente nella Repubblica Ceca, dopo aver votato, ha avuto per errore la possibilità di rifarlo

Due certificati elettorali, due possibilità di voto, almeno sulla carta. E’ quanto denuncia Edoardo Livolsi, italiano residente a Praga che, dopo aver votato per il referendum, ha per errore ricevuto un altro plico elettorale dall’Ambasciata d’Italia con tutto il materiale necessario. Lo riporta Il Fatto quotidiano. Come è possibile? Nel mirino il servizio di stampa e distribuzione delle schede che varia da Stato a Stato e non è sotto il controllo del Viminale.

La vicenda mette in risalto la cattiva gestione delle operazioni connesse al voto all’estero che può inficiare la partecipazione democratica. Va precisato che la scheda elettorale diventa un documento ufficiale solo nel momento in cui viene ricevuta dalla cancelleria consolare e opportunamente timbrata.

E’ auspicabile, quindi, che se Livolsi avesse spedito in ambasciata anche il secondo plico, questo sarebbe stato considerato nullo, in quanto proveniente da un elettore che ha già espresso il suo voto. Ma chi lo assicura? “Io ricevo in continuazione email dalle autorità diplomatiche – dice Livolsi – ma non abbiamo notizie su come sono stati reclutati gli scrutatori né sulla presenza di rappresentanti di lista in ambasciata”.


fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/referendum-voto-all-estero-italiano-riceve-due-schede-elettorali_3042297-201602a.shtml

VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO: COSA DICONO MINISTERO INTERNI E FARNESINA

Dopo le numerose segnalazioni ricevute dagli italiani che vivono all’estero, tra schede senza timbro e doppie schede, è evidente che è stata fatta molta confusione. Da più parti si paventa la possibilità di brogli.

Non siamo qui a paventare anche noi questa possibilità, anche perchè riteniamo che dei controlli verrano fatti, però, ribadiamo, è quanto meno lecito poterlo pensare (Salvini e Di Maio a tal proposito hanno chiesto chiarimenti al Governo) ed è più che normale, invece, pensare che l’organizzazione da parte del nostro governo ha lasciato a desiderare! Lo spoglio, infine, dovrebbe avvenire in presenza di agenti ufficiali (Carabinieri).

Come si doveva votare

Cominciamo con il Ministero degli Affari Esteri: “Con Decreto del Presidente della Repubblica del 27 settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2016 sono stati convocati per domenica 4 dicembre 2016 i comizi elettorali per il REFERENDUM POPOLARE CONFERMATIVO avente ad oggetto il seguente quesito referendario: Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Elettori residenti all’estero ed iscritti nell’AIRE 

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti nell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceveranno come di consueto il plico elettorale al loro indirizzo di residenza. Qualora l’elettore non lo ricevesse potrà sempre richiederne il duplicato all’Ufficio consolare di riferimento. Si ricorda che è onere del cittadino mantenere aggiornato l’UFFICIO CONSOLARE competente circa il proprio indirizzo di residenza.

Chi invece, essendo iscritto nell’AIRE, intende votare in Italia, dovrà far pervenire all’UFFICIO CONSOLARE competente per residenza (Ambasciata o Consolato) un’apposita dichiarazione (vedasi fac-simile) su carta libera che riporti: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indicazione del comune italiano d’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, l’indicazione della consultazione per la quale l’elettore intende esercitare l’opzione.

La dichiarazione deve essere datata e firmata dall’elettore e accompagnata da fotocopia di un documento di identità dello stesso e può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano all’UFFICIO CONSOLARE, anche tramite persona diversa dall’interessato, entro l’8 ottobre 2016, con possibilità di revoca entro lo stesso termine.
Elettori temporaneamente all’estero. 


Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum, nonché i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani (legge 459 del 27 dicembre 2001, comma 1 dell’art. 4-bis), ricevendo la scheda al loro indirizzo all’estero.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – far pervenire AL COMUNE d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione.

Il Ministero dell’Interno  ha diramato la Circolare n. 40 del 28 settembre 2016 (il cui testo è reperibile al link http://elezioni.interno.it/circolari.html) nella quale – dopo aver confermato che la scadenza fissata dalla legge è l’8 ottobre – ha invitato i Comuni ad accettare, in via amministrativa, anche le opzioni che perverranno oltre tale termine, purché entro il 2 novembre prossimo.

E’ possibile la revoca della medesima opzione entro lo stesso termine: si ricorda infine che l’opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (ovvero, in questo caso, per il Referendum del 4 dicembre 2016).

L’opzione (fac-simile qui reperibile)  può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato (nel sito www.indicepa.gov.itsono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei comuni italiani).

La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).

La dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000).

Questo quanto riportato, invece, dal sito del Ministero degli Interni: “I cittadini italiani residenti all’esteroiscritti nelle specifiche liste elettoralivotano per corrispondenza. Con questo obiettivo è istituita una circoscrizione Estero, prevista dall’articolo 48 della Costituzione, per l’elezione delle Camere.

Il voto per corrispondenza degli italiani all’estero è previsto anche per i referendum abrogativi e confermativi, disciplinati rispettivamente dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Nella circoscrizione Estero istituita per l’elezione delle Camere sono eletti diciotto parlamentari, dodici deputati e sei senatori. I seggi, detratti dal numero complessivo di 630 per la Camera e di 315 per il Senato costituzionalmente assegnati – come espressamente stabilito dagli articoli 56 e 57 della Costituzione – sono riservati ai rappresentanti eletti dagli italiani all’estero con le modalità previste dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459.

Quella del voto per corrispondenza è la modalità ordinaria di voto. In alternativa il cittadino italiano residente all’estero può optare, entro il termine fissato dalla legge, per votare in Italia, presso le sezioni elettorali del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, per i candidati che si presentano nelle circoscrizioni e regioni del territorio nazionale. L’opzione si esercita con una comunicazione scritta indirizzata al Consolato di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura o, in caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni”.


Articolo letto: 489 volte
Categorie: Cronaca, Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Antonino

21/11/2016 11:15:01
Non e' solo una porcata italiana anche in austria col voto per posta c'e' stato il trucco,anche in questo caso i voti all'estero andrebbero controllati meglio e sopratutto contati bene,gli imbroglioni sono sempre in agguato,speriamo che in caso di dubbi ci sia un magistrato coraggioso che annulli.
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