Tutti prima o poi abbiamo cambiato lo schermo del telefono. Smartphone e tablet sempre più sottili e delicati più la voglia di non usare custodie rendono il nostro acquisto parecchio delicato e spesso basta una caduta per distruggerlo

Bari
12:00 del 26/08/2017
Scritto da Gerardo

Tutti prima o poi abbiamo cambiato lo schermo del telefono. Smartphone e tablet sempre più sottili e delicati più la voglia di non usare custodie rendono il nostro acquisto parecchio delicato e spesso basta una caduta per distruggerlo. La prima cosa che facciamo è portarlo a un centro assistenza, magari uno di quei negozietti un po' sordidi che offrono prezzi stracciati. Bé, meglio stare attenti, perché anche cambiare il display del telefono può causare un enorme furto di dati. L'avvertimento arriva dai ricercatori della israeliana della Ben-Gurion University of the Negev che hanno studiato un metodo per prelevare informazioni direttamente dal display senza alcun intervento esterno. Nel paperappena pubblicato, gli universitari hanno dimostrato che basta un chip per fare in modo che il display non sia solo un dispositivo di input ma anche uno spione che invia i nostri dati a chi non le dovrebbe ricevere

Alla base del sistema c'è un chip che viene nascosto sotto lo schermo e interagisce con il touchscreen. Il processore è in grado di registrare ciò che digitiamo sulla tastiera, scattare foto e inviarle via email ma anche installare app. Non solo. Facendo da tramite tra il controllo al tocco e il telefono, il sistema riesce anche a dirigere l'utente verso siti di phishing e penetrare all'interno del sistema operativo. Insomma, proprio come avere accanto uno spione che non solo controlla tutti i nostri movimenti ma ci toglie di mano il telefono senza che ce ne accorgiamo.

I ricercatori aggiungono che nessuno smartphone è al riparo e che il costo dell'intero hacking è sotto i dieci dollari. I componenti necessari si trovano ovunque e basta che il malcapitato porti il telefono in un centro riparazioni per poterlo modificare a puntino senza che nessuno se ne accorga. Gli universitari hanno testato le funzioni della loro invenzione sullo smartphone Huawei Nexus 6P e sul tablet LG G Pad 7.0, due dispositivi abbastanza vecchi, ma precisano che ogni altro dispositivo può essere hackerato, sia esso un Android o un iOS, un telefono o una tavoletta.

Sul fronte dell'utente, l'avvertimento è semplice: quando cambiamo lo schermo meglio rivolgersi a centri assistenza affidabili, magari quelli ufficiali che offrono qualche garanzia in più. Anche i produttori però devono stare attenti. I ricercatori fanno notare che spesso i display e il touch sono opera di aziende terze e, a differenza degli altri componenti che compongono i dispositivi,vengono integrati nei sistemi senza troppi controlli per vedere se contengono virus o altri file infetti.

Da: QUI


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Categorie: , Tecnologia


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