«La nostra missione sociale si compie solo quando i prodotti raggiungono la maggior parte di persone, soddisfacendo quotidianamente chi li utilizza»

Bari
06:00 del 08/05/2016
Scritto da Luca

«La nostra missione sociale si compie solo quando i prodotti raggiungono la maggior parte di persone, soddisfacendo quotidianamente chi li utilizza». Era questo uno dei mantra di Konosuke Matsushita, fondatore di Panasonic, colosso giapponese tra i più grandi al mondo nel campo dell’elettronica a tutto tondo. A quasi un secolo dalla fondazione dell’azienda, oggi quello stesso spirito ritorna a farsi sentire nella nuova linea di televisori che Panasonic ha presentato a Milano in occasione del Salone del Mobile. 


Ma in che stato è il mercato delle tv in Italia? A quanto pare non sono solo gli smartphone a diventare sempre più grandi: oggi quasi un televisore su due ha un polliciaggio superiore ai 39 pollici, con i formati più grandi, da 50 pollici in su, in fortissima espansione. Il prezzo medio sia aggira attorno ai 390 euro, in crescita del 7% proprio grazie alla migrazione verso i grandi, anzi, grandissimi schermi, per un giro d’affari di quasi 1,7 miliardi di euro e più di 4 milioni di pezzi venduti ogni anno. 

 

La sfida di Panasonic per questo 2016 è offrire prodotti capaci di unire l’alta Tecnologia, come il 4K e l’HDR, al design raffinato e innovativo: «Per un’azienda a forte matrice ingegneristica come la nostra, la nuova linea Art & Interior rappresenta una rivoluzione - spiega Claudio Lamperti, Managing Director di Panasonic Italia -. Oltre a una qualità dell’immagine ai massimi livelli, questi nuovi prodotti puntano anche su un design fuori dal comune». Senza mai dimenticare l’aspetto pratico: come nel caso del DX800, dotato di un piedistallo rotante pensato per poggiare il televisore a terra anziché su un mobile, o delle basi modulari, che sul resto della serie permettono di trasformare l’aspetto del prodotto e adattarlo all’arredamento. 


Design a parte, la parola d’ordine rimane 4K: «La nostra filosofia è che il consumatore deve avere accesso alle migliori tecnologie in circolazione - continua Lamperti -. La nuova gamma si compone infatti al 90% di televisori a risoluzione 4K, che oggi vale già il 36% del mercato e che, entro fine anno, arriverà al 50%». Il grande assente è l’OLED, su cui stanno scommettendo concorrenti come LG e Samsung: «Quello che conta non è la tecnologia in sé, ma il livello di definizione e la qualità dell’elettronica - ribatte Lamperti -. Presto parleremo di 8K, 3D nativo senza occhialini e immagini olografiche: come azienda non ci precludiamo nulla, ma il nostro obiettivo rimane sempre quello di parlare a un grande pubblico e non a una nicchia, con prodotti di qualità e capaci di durare nel tempo». 

 

Ma con schermi sempre più grandi e definiti, il rischio è quello di comprare un prodotto sprovvisto di contenuti: oggi in Italia un terzo dei televisori venduti è smart, ma solo la metà dei possessori ne fa un utilizzo attivo. E, fatta eccezione per Netflix, i contenuti in 4K di certo non abbondano. «Il grosso problema italiano non sono i servizi di intrattenimento - commenta Lamperti -, ma la capacità della nostra banda larga. Come Panasonic, attraverso l’associazione di settore Anitec, stiamo sollecitando lo sviluppo dell’Agenda Digitale: il rischio è quello di ingannare i consumatori, creando prodotti fruibili al 100% solamente a Milano e Roma, tagliando fuori chiunque viva nelle tantissime zone d’Italia dove la rete ultraveloce è ancora un miraggio». 


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Categorie: Tecnologia


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