Ha un nome apparentemente innocuo il decreto 256, ma assume un sinistro suono orwelliano quando se ne legge il contenuto.

Genova
09:00 del 09/03/2016
Scritto da Gerardo

Ha un nome apparentemente innocuo il decreto 256, ma assume un sinistro suono orwelliano quando se ne legge il contenuto.

In breve: le banche potranno espropriare le case dei cittadini senza passare da un tribunale, se verrà saltato il pagamento di 7 rate di mutuo. Sette rate, e NON consecutive: su venti o trent’anni di mutuo può accadere, e il cittadino si ritroverà in un attimo buttato in strada con la casa venduta all’asta dalla banca.

Orwelliano, e un po’ medioevale: si torna allo strapotere degli scherani dell’usuraio, si torna al cittadino rovinato senza alcuna protezione della giustizia.

Ma non basta. Qualora abbiate ancora dei dubbi sulla strada che il governo e la UE spianano alle banche per la distruzione del Paese, vi viene in soccorso (si fa per dire) il decreto di riforma delle banche di credito cooperativo, dove si stabilisce che chi acquista un immobile all’asta non pagherà più l’imposta di registro ma se la caverà con una tassa di miseri 200 euro se lo rivende entro breve.

Capito il meccanismo? Si agevolano le banche nello strappare le case ai cittadini e poi, per evitare che tutti gli immobili rimangano loro sul groppone, si fa sì che possano facilmente liberarsene alle aste che seguono. E anche gli squali delle aste ringraziano.

La scusa è quella di “velocizzare le procedure per l’escussione delle garanzie”, ossia dare la colpa a burocrazia e cattivi pagatori per far digerire l’ennesimo imperdonabile sopruso. In realtà, lo scopo è quello di rendere sempre più appetibili le sofferenze bancarie da rimettere sul mercato, ricorrendo -è il caso di dirlo- persino ad atti di violenza e sopraffazione. L’arbitrio concesso alle banche è infatti totale. Pensate che, qualora il prezzo di vendita all’asta sia inferiore al debito, cioè al mutuo totale stipulato, la banca (per essere sicura di non rimetterci neanche 1 euro) potrà ancora chiedere la differenza al povero disgraziato che ha già espropriato. Gli scherani ci verranno a cercare anche sotto i ponti.

Nessuno ci dirà “ce lo chiede l’Europa”, per non fare ulteriore cattiva pubblicità all’istituzione che ci sta massacrando ormai da tempo. Ma la verità è che si tratta proprio di una richiesta UE: è il “sogno europeo” che si realizza, ma solo e sempre per le banche. Per quanto riguarda i cittadini, siamo condannati a perdere il sonno. Specialmente se su di noi veglia un governo colluso, compiacente e sottomesso”.

 


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Categorie: Denunce, Economia, Politica


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