L’Italia affronta ormai da diversi decenni un declino delle nascite, e si teme che la popolazione possa scendere ancora di più nei prossimi anni.

Cagliari
05:00 del 26/06/2017
Scritto da Samuele

L’Italia affronta ormai da diversi decenni un declino delle nascite, e si teme che la popolazione possa scendere ancora di più nei prossimi anni. Provvedimenti come lo Ius Soli vanno visti anche sotto quest’ottica: la soglia della popolazione è ormai sotto i 60 milioni, e si temono brutte sorprese per il prossimo censimento Istat del 2021, contando anche che molti italiani lasciano il Paese per cercare fortuna all’estero. Ma Il motivo principale di questo declino è noto: le coppie si sposano ormai sempre più tardi, fenomeno che perdura almeno dagli anni ’60-’70 quando le donne italiane hanno smesso di fare le casalinghe a tempo pieno e hanno cominciato a cercarsi un lavoro. Si tratta di un cambiamento anche culturale, perché sia uomini che donne tendono ad avere numerose relazioni senza impegnarsi, e quando trovano il partner con cui mettere su famiglia è già tardi. Un anno fa vi fu il Fertility Day, voluto dalla ministra Lorenzin.


L’iniziativa ha fatto parecchio scalpore, e non ha ottenuto alcun successo concreto. Ma arriva un’altra idea, a dir la verità non molto originale. Si sta infatti pensando di istituire una tassa sul celibato, che potrebbe costringere i giovani a sposarsi e, di conseguenza, a riprodursi ed aumentare la popolazione. Una legge simile, com’è noto, era stata varata anche durante il regime fascista, perché si sentiva la necessità di incrementare le nasciteper riempire le fila dell’esercito italiano, quindi all’epoca venne fatta anche secondo una logica imperialista.
A ben guardare, però, ci sono delle problematiche oggettive che hanno reso sempre più difficile il matrimonio e le nascite, e sono degli ostacoli che lo Stato dovrebbe rimuovere al più presto. Anzitutto l’elevata disoccupazione giovanile e non, con gli uomini che trovano un lavoro e quindi l’indipendenza economica sempre più tardi, sopratutto se dopo gli esami di maturità si è scelto di continuare gli studi.


Chi invece ha scelto la strada del lavoro subito ha più possibilità di generare prole.
Il modello di partenza della legge è proprio quello di tassa sul celibato varata dal fascismo: valida per chi ha dai 25 ai 65 anni, l’imposta sale gradualmente man mano che si sale dai 25 ai 50 anni d’età, per poi decrescere gradualmente fino a sparire al compimento dei 66 anni, con un’aliquota aggiuntiva in base al reddito del soggetto. È bene notare, però, che la misura presa dai fascisti non permise di ottenere un aumento significativo della natalità.

La cifra che si pensa sarà la base di partenza per la tassa sul celibato sarà di circa 250 euro al mese al compimento dei 25 anni d’età, per arrivare ai 500 euro al mese dei cinquantenni. La legge potrebbe essere approvata a Settembre 2017.

http://www.sky24ore.it/2017/06/20/ultimora-torna-la-tassa-non-sposato-scelta-necessaria-arginare-declino-delle-nascite/


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Categorie: , Bufale


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