Fin da quando era bambina sogna di entrare nel mondo del cinema. Ma la sua è una storia (purtroppo) come tante: ecco svelati i retroscena di questo mondo attraente

Como
08:04 del 11/09/2014
Scritto da Albertone

La sua è una storia come tante. Purtroppo. La storia di un sogno non (ancora) realizzato che Debora Terranova continua ad inseguire giorno dopo giorno, sera dopo sera, guardando i film in televisione ed immaginandosi lei dentro quello schermo a recitare una parte. Passione, non follia. Nella vita è una “semplice” parrucchiera nel cuore della Lombardia, una mamma che trascorre la gran parte della propria giornata sul posto di lavoro. Eppure, fin da bambina, si immaginava altrove. Su un set, dentro un televisore, immersa in personaggi tutti da interpretare. Il pallino di fare l’attrice l’ha conquistata a 6 anni, quando davanti a mamma e papà accettava di diventare… qualcun altro. A costo di svenire, di farsi venire le lacrime agli occhi per rappresentare qualche protagonista delle pellicole drammatiche.

Un’indole portata al cinema. Poi, a scuola, le prime recite “durante le quali davo l’anima” e le poesie dei grandi poeti italiani “che ripetevo col cuore in mano. Ricordo che una volta la mia maestra me ne fece riprodurre una davanti a tutta la scuola”. Emozioni. Che Debora non ha mai dimenticato. Si rivedeva nella moglie di Napoleone, “o comunque nelle donne di altri tempi. Vestiti lunghi, senza volgarità, con acconciature particolari”. Una donna d’altri tempi, almeno nella sua immaginazione. Col passare dei tempi, quel desiderio di immergersi nel tempo si Manifesta sempre più.

“Passano gli anni, avrei voluto fare la scuola di attrice a Milano”. Ma lo scontro con i genitori la costringe a riporre nel cassetto quel desiderio. Ripiega sulla parrucchiera, a suo modo uno stile d’arte. “La mia frustrazione nasceva nel vedere attori in tv, e ogni volta il mio sogno si riapriva nella mente”. A 20 anni una persona la nota per caso a Milano e le consegna un biglietto da visita di un’agenzia. “Non ci andai mai, era un incontro al buio e non ne ebbi il coraggio. Ma il rimpianto mi è rimasto, eccome”.

A 30 anni, dopo innumerevoli abboccamenti, il filo si riattacca. Finisce a Milano in una scuola di recitazione. “In cuor mio mi sentivo già un’attrice, stavo per farcela. Studiai le parti per il corso, conobbi persone del settore”. Una in particolare, l’attore romano Matteo Urzia, è pronto a puntare su di lei. Allora come oggi, convinto che Debora possa sfondare. E questo è il lato buono della medaglia. “Perché ho preso tante cantonate” confida lei. Purtroppo, non l’unica che ha provato ad entrare in questo mondo. Una in particolare la segna. Un produttore di Torino che la contatta per una parte in una nota soap Rai.

“Ma quando lo incontrai, mi chiese di fare la carina con lui. Strappai i documenti e me ne andai. Piansi fino a casa, ma non volevo cedere”. Oppure restano i tanti casting effettuati a Milano, nella speranza di conquistarsi una parte. “Ma sono le conoscenze a fare la differenza. Anche se io resto convinta che studio e forza di volontà restino indispensabili per farcela. Io penso di avere un’indole innata, ma alle ragazze di oggi dico: non illudetevi che sia un mondo in cui servano solo studio e fatica per farcela”. E la gioia nell’aver coltivato questo desiderio fin da quando era bambina, e a tutt’oggi non realizzato? “Semplice: finalmente sono riuscita ad aprire i cassetti dei ricordi e dei sogni, gli anni passano ma nella recitazione non conta l’età. Serve chiunque nel mondo del cinema, e io spero ancora di farcela”.

Ma a 40 anni, il mondo si guarda con occhi diversi. “Non è tutto oro quello che luccica, quando si dice che per arrivare bisogna passare da certi letti non è poi così falso. Ma, se vali, lo devi dimostrare sul set, non nei letti. Certo è che può essere facile perdere la speranza. Io potrei essere attrice che ride e piange, quando ero bambina le ali mi sono state tarpate dai miei genitori, ora sarei in grado di mostrare tutte le emozioni. A 40 anni ci spero, lo vorrei. Non mi piace perdere”. Poi uno sguardo al televisore: “Io mi vedo ancora lì dentro, prima o poi devo farcela. Voglio realizzare qualcosa…”.    


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Categorie: Cinema


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