L'elevato debito pubblico del Belpaese, che va oltre il 120%, è quasi nulla se rapportato a quello del Giappone che sfiora quota 250%. Eppure quella asiatica resta una realtà molto più felice della nostra...

Roma
20:50 del 24/06/2014
Scritto da Albertone

Messi male, ma non al punto che qualcuno vuol farci credere. D'accordo, vivere in Italia non è semplice per nessuno, men che meno per i bambini che nascono e già sanno - quando qualcuno glielo dirà provando a farsi capire - che dovranno sborsare fior di quattrini per coprire il Debito pubblico italiano. Questo regalo da milioni e milioni di euro ce lo hanno fatto i politici degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, dilapidando in mazzette e tangenti fior di quattrini versati nelle casse di Roma dagli italiani onesti. Oggi il nostro debito pubblico viaggia oltre il 120% ed è uno dei principali problemi del Governo di Matteo Renzi. Come uscire da tutto questo? Il modo più semplice è guardare gli altri... e consolarsi. C'è chi sta peggio di noi, e se non è questo un sollievo poco ci manca.

La situazione disperata della Grecia è quella geograficamente più vicina a noi ma non è l'unica sul globo terrestre. Il debito pubblico greco che, in base agli ultimi rilievi ha raggiunto il 168,2% ed è però la punta dell’iceberg di una crisi ben più ampia. Perchè quello che si scopre, vagliando per bene i numeri, è che il debito pubblico in se stesso non è necessariamente una sciagura. D'accordo, nessuno vorrebbe averlo sul groppone, ma nonostante questa spada di Damocle una Nazione può anche viaggiare in Maniera economicamente stabile rinviando nel tempo tutti i dettagli tecnici e politici necessari per appianare il debito. La questione dell'alto indebitamento riguarda infatti anche alcuni degli Stati più importanti del pianeta come Giappone, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito.

Un esempio a caso: il Giappone. Se qualcuno si immagina che là l'economia sia ferma, si sbaglia di grosso. Soprattutto perchè il Paese con gli occhi a mandorla è abituato a rimboccarsi le maniche e lavorare sodo. Eppure, dalle parti di Tokyo, il rapporto tra debito e Pil ha toccato il 233,1%, di gran lunga la percentuale più elevata tra le principali realtà del mondo. Nonostante questo triste primato, il Paese non è sprofondato nella drammatica crisi che ha colpito Grecia e Portogallo grazie a un basso tasso di disoccupazione e al fatto che i titoli di Stato sono detenuti quasi esclusivamente da soggetti locali. Come detto, la Grecia è il caso più inquietante in giro per il Vecchio Continente: il debito è al 163% ma soprattutto l'economia è ferma.

In Italia siamo ormai proiettati verso il 125%, ma ciò che inquieta maggiormente è ovviamente lo stato della nostra economia, del lavoro che non c'è e della ripresa che tarda a venire. Non se la passa granchè meglio l'Irlanda, che sino a un decennio fa era l’economia europea con il miglior stato di Salute e nel 2000 segnava il tasso di disoccupazione più basso tra i paesi ad alta industrializzazione. In quel periodo il Pil cresceva a una media annuale di circa il 10%. Con l’avvio della recessione mondiale, l’economia irlandese ha tuttavia iniziato a registrare una progressiva contrazione. A partire dal 2001, il debito irlandese è aumentato di oltre il 500% sino a toccare il 108,1%.

Soffre anche il Portogallo che ha un debito oltre il 100%, Belgio e Stati Uniti sono attorno al 90% mentre la Francia, che pure è la terza economia europea, ha un debito dell'85%. La Germania ha un debito oltre l'80%, ma qui l'economia è florida e nessuno neanche lontanamente pronuncia la parola default. Ecco la differenza con la nostra povera Italia...


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Categorie: Economia, Finanza


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