Crescono le persone che per curare la loro igiene dentale fanno ricorso a prestiti: nei cinque mesi tra febbraio e giugno 2014, l'incremento è stato di cinque punti percentuali

Firenze
09:28 del 19/08/2014
Scritto da Albertone

Qualche anno fa era scoppiata una pericolosa Mania: contrarre debiti pur di concedersi la vacanza da sogno. Allora, si diceva, questa era una pericolosa mania ristretta ad una limitata nicchia. Oggi invece, che di soldi ce ne sono ancora meno, quei pochi italiani che non riescono ad accettare il portafoglio vuoto hanno scelto una strategia molto simile a quella del popolo americano: far debiti, sempre e comunque. Ed è questo, secondo alcuni di noi italiani, il solo modo per concedersi quello che altrimenti rimarrebbe un "desiderata" nel cassetto.

Il dato, comunque allarmante, è il seguente: nei primi cinque mesi del 2014, dal febbraio al giugno, i prestiti per spese mediche ed in particolare per il dentista sono andate in crescendo di oltre 5 punti percentuali rispetto all'identico periodo dell'anno passato. Un numero che dice molto, se non altro perchè i prestiti contratti per acquistare l'automobile nuova o usata sono scesi del 2%. E tutto questo, ovviamente, malgrado i costi. Chi presta soldi ha il diritto di applicare un interesse che va crescendo col passare del tempo, dei mesi. Interesse che naturalmente ricade interamente sul cittadino. Così, giusto per far capire di che si tratta, può infatti sfiorare i tremila euro la spesa per un finanziamento di 18 mila euro per curarsi, da restituire in tre anni. Una spesa di 18mila euro, insomma, diventa almeno di 21mila euro.

E questo non perchè il dentista sia "caro", ma perchè il debito va risolto riconoscendo a chi ha prestato soldi il giusto interesse. Il tasso annuo effettivo globale (Taeg) è in media, nel caso analizzato, del 10,5%, ma il costo finale del prestito - quanto si paga in più, in percentuale, sull’importo finanziato - è del 16,4%. Significa che per 18 mila euro ne vanno rimborsati 20.952: esborso aggiuntivo di 2.952 euro. Eppure contrarre debiti è diventata una moda tutta italiana e tutta attuale.

Come detto, in principio fu la volta delle vacanze da sogno. Chi non aveva sul conto in banca l'importo necessario per concedersi il viaggio desiderato, altro non faceva se non andare in banca, ottenere la somma necessaria e iniziare a partire. Il brutto arriva come presumibile al rientro, quando la vacanza è andata in archivio e rimangono sul groppone i soldi da restituire.

Nel 2014 sono cresciute anche le domande di prestiti per viaggi, vacanze (+1,75%) e hobby (+1,05%), mentre sono scese quelle per Pc (-1,37%), moto usate (-0,81%), formazione e università (-0,14%). Secondo un’analisi della Cgia di Mestre, ogni famiglia italiana ha debiti in media per 20 mila euro (19.251). In testa c’è la provincia di Monza-Brianza (27.544), in coda Enna (8.371).

Dal 2007 al 2013 il debito medio nazionale delle famiglie consumatrici con le banche è cresciuto del 35,1% a 496,5 miliardi, dice l’analisi, ma dal 2011 è in calo.  Sul totale dei prestiti richiesti, quelli per le spese mediche incidono ormai per una discreta fetta, il 7,6%: sono al quinto posto fra le motivazioni. La quota maggiore, un terzo (31,3%), resta coperta dai prestiti per la ristrutturazione della casa.


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Categorie: Cronaca, Salute


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