Ci sono miliardi di euro - almeno 60 - da trovare per assicurare allo Stato italiano la giusta stabilità. Ma l'impresa visti i tempi di magra è più difficile di quello che si possa pensare

Roma
10:38 del 17/08/2014
Scritto da Albertone

La situazione è grave, terribilmente grave. Il problema esiste ormai da decenni, ma ad oggi i debiti della Pubblica Amministrazione iniziano ad essere completamente fuori controllo. Troppi soldi, qualcosa come 60 miliardi di euro, sono necessari allo Stato per rimanere in piedi, per continuare a permettergli di erogare servizi indispensabili ai cittadini. Quello dei debiti della PA è d'altronde uno dei tanti problemi che praticamente dalla notte dei tempi attanagliano il nostro paese. Non si sa bene il motivo, fatto sta che da sempre il pubblico spende più di quello che introita. Col risultato che, col passare degli anni, i debiti hanno assunto proporzioni e dimensioni al di fuori di qualunque logica.

Forse, per una determinata fascia della popolazione, è il problema più importante in quanto rappresenta una vera e propria ingiustizia e assume le sembianze di un crimine. La Pubblica Amministrazione non paga le imprese che hanno realizzato delle commissioni per gli organi dello Stato. Ovvero, è lo Stato stesso che uccide le imprese, l'attività imprenditoriale, in fin dei conti l'economia. Se non paga lo Stato, come può lo Stato stesso pensare di dirimere diatribe fra privati e contenziosi su somme dovute e mai pagate? Per l'appunto: non può. E che credito può avere uno Stato che per primo non mantiene gli impegni presi con i propri imprenditori?

I debiti della Pa hanno raggiunto cifre impensabili per un paese civile, fino a contare decine di miliardi. In tempi di Crisi economica e di moria della imprese, questa tema ha finalmente acquisito la posizione che si aspetta. A quanto ammonta il debito delle PA? Sulla cifra non c’è un parere comune. Più ottimiste della media sono le stime di Carlo Padoan, ministro dell’Economia. “La cifra da aggredire è 60 miliardi”, ha dichiarato. Il titolare del dicastero più importante non ha proposto anche una soluzione ma ha aggiornato gli interessati sui risultati già raggiunti. In buona sostanza, sono stati pagati già 24 miliardi e 5 sono stati stanziati esclusivamente per le Regioni. Un rapido calcolo aritmetico suggerisce che rimangono fuori 31 miliardi.

Qualcosa è stato fatto. Molto rimane da fare. Ma gli studi raccontano anche di una Pubblica amministrazione inaffidabile persino quando paga. Già, quando paga lo Stato? Meglio fare gli scongiuri, perchè qui scadenze vere e proprie non ce ne sono. Se si confronta il tempo con cui le amministrazioni italiani erogano i pagamenti con il tempo che ci impiegano gli altri paesi, l’Italia ne esce piuttosto malconcia. In estrema sintesi, il Bel Paese è fanalino di coda con 165 giorni. Ci superano tutti: la Grecia (155 giorni), la Bosnia (41 giorni), la Serbia (46 giorni). Il risvolto più tragico non ha a che fare con i freddi numeri, ma con la vita delle persone. A causa di questa lentezza, che si trasforma in insolvenza – quasi come fosse un crimine di Stato – le imprese si vedono costrette a licenziare. Il 20% delle imprese ha dichiarato di aver licenziato negli ultimi tre anni almeno un dipendente a causa della mancata erogazione dei pagamenti da parte delle amministrazioni.


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Categorie: Denunce, Economia


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