Danni di guerra, Atene presenta il conto alla Germania. Atene e Bruxelles entrano nella nuova fase 'decisiva', l'ennesima, delle loro trattative sul piano di riforme in cambio dello sblocco della tranche da 7,2 miliardi di aiuti internazionali che ancora devono arrivare in Grecia

Milano
08:25 del 08/04/2015
Scritto da Gerardo

MILANO - Atene e Bruxelles entrano nella nuova fase 'decisiva', l'ennesima, delle loro trattative sul piano di riforme in cambio dello sblocco della tranche da 7,2 miliardi di aiuti internazionali che ancora devono arrivare in Grecia. Lo fanno con la solita danza di indiscrezioni filtrate, rivendicazioni sul passato (si risale di nuovi ai danni di guerra) e incomprensioni di fondo. Il tutto mentre gli osservatori finanziari giudicano più vicina la possibilità di un default sul debito ellenico, mentre il fronte interno si scalda.

La cautela di Bruxelles. Le prime considerazioni emergono sul piano tecnico-politico della trattativa tra diplomazie e staff di addetti ai conti pubblici, con le indiscrezioni che filtrano da alcune fonti Ue, al lavoro sul dossier delle riforme che Atene deve mettere in campo in cambio dei fondi internazionali. Secondo quanto riportano alcune persone all'Ansa, le misure della lista ellenica stanno andando "nella direzione sbagliata" in quanto "non sono abbastanza mirate ai più vulnerabili" e così "aprono la porta anche ad altri beneficiari". Insomma, i piani di impatto sociale voluti dal governo di Syiriza potrebbero essere di Manica troppo larga. Nel complesso, le fonti fanno notare che "non ci sono stati molti sviluppi sulla lista in queste settimane" e che ci sono "molte domande senza risposta".

I danni di guerra. Dallo scaffale delle scaramucce riemerge anche la voce dei danni di guerra. Il nuovo governo della sinistra radicale ha fatto dei risarcimenti tedeschi una questione morale che deve essere ancora risolta. Al Parlamento ateniese, il vice-ministro delle Finanze, Dimitris Mardas, ha spiegato che la Germania deve alla Grecia 278 miliardi di euro, compresi 10 miliardi per un prestito che fu preteso dalle forze di occupazione naziste: "Secondo i nostri calcoli, il debito collegato alle riparazioni di guerra è di 278,7 miliardi di euro, compresi 10,3 miliardi per il cosiddetto 'prestito forzato'", ha detto il viceministro. Già il ministro della Giustizia di Alexis Tsipras aveva detto il mese scorso di essere pronto a dare esecuzione a una sentenza di 15 anni fa della Corte Suprema, che autorizza il sequestro di asset tedeschi in Grecia per ripagare le atrocità di guerra. Tuttavia, molti esperti ritengono che la disputa abbia raggiunto uno stallo giudiziario dopo una vittoria tedesca nei confronti dell'Italia presso la Corte internazionale di giustizia nel 2012: l'alta Corte ha stabilito che l'Italia ha violato la legge internazionale permettendo ai suoi tribunali di procedere in cause risarcitorie contro la Germania. Per Berlino, la questione dei risarcimenti alla Grecia si è chiusa con i pagamenti fatti negli anni '60 come parte degli accordi con diversi paesi europei. Anche il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto a marzo che la questione è "Politicamente e legalmente risolta". Oggi è stato il vice cancelliere tedesco e ministro dell'Economia, Sigmar Gabriel, a bollare come "insensata" la vicenda.


Ubs: possibilità default sale al 50-60%. Mentre si registrano questi sviluppi, gli analisti continuano a guardare la vicenda con l'occhio dei mercati. Anche perché il 9 aprile la Grecia deve rimborsare 458 milioni di euro in scadenza al Fmi e sono arrivati segnali contrastanti sulla scadenza: il titolare delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha tranquillizzato la numero uno del Fondo, Christine Lagarde. Ma altre voci hanno sollevato dubbi sulla fattibilità del pagamento senza metter a repentaglio stipendi e pensioni. In uno studio della banca svizzera Ubs si legge che, considerando la mole di rimborsi (se ne ha uno spaccato dalla tabella di seguito), ora gli analisti ritengono salita "oltre il 50% la possibilità di un default sui rimborsi": Atene rischia sempre più di non esser in grado di far fronte agli impegni.

Le mosse di Tsipras. Intanto il premier si muove su più fronti. Quello interno è agitato e come ricostruisce Repubblica in edicola ci sono già parti del Parlamento che pensano a un voto anticipato. Intanto, è passata la proposta di istituire una commissione che faccia luce sul percorso che ha portato ad accettare il salvataggio internazionale da 240 miliardi: "Avviamo la procedura che darà risposte alla popolazione greca, dopo cinque anni di silenzio parlamentare", ha detto il leader di Syiriza. Tsipras sarà tra l'altro in viaggio verso Mosca domani, quando incontrerà Vladimir Putin: il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha ribadito che finora  la Grecia non ha chiesto ufficialmente a Mosca l'erogazione di alcun prestito. Ma potrebbe arrivare uno sconto sul gas.


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Categorie: Politica


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Risposte - Commenti

Walter

08/04/2015 13:34:20
La storia dice che esiste un debito di guerra non pagato da parte delle Germania. Queste sono le regole che esistono tra gli stati di diritto. Debito condonato, a condizione che il popolo Greco non avrebbe mai volontariamente accettato. Questo è quanto. Quello che è successo 2000 anni fa è un altro discorso.
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Tarquinio

08/04/2015 11:16:39
Ma non fu l'Italia che voleva spezzare le reni alla Grecia? E allora? La Grecia chieda semmai a Renzi i danni di Guerra. Naturalmente i persiani dovrebbero chiedere in danni di Guerra alla Grecia pqe ciò che fece Alessando Magno e gli eredi die Teucri lo stesso per la distruzione di Troia
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Gerardo

08/04/2015 10:14:51
Secondo questo criterio ora portato avanti dalla Grecia, l’Italia, rivangando e puntualizzando, potrebbe chiedere agli Stati Uniti il risarcimento per i bombardamenti, francamente terroristici, che semidistrussero le nostre città.Secondo questo criterio ora portato avanti dalla Grecia, l'Italia, rivangando e puntualizzando, potrebbe chiedere agli Stati Uniti il risarcimento per i bombardamenti, francamente terroristici, che semidistrussero le nostre città.
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