Nella patria della pizza c’è chi prova a spodestare il piatto tipico della cucina italiana. Prezzi contenuti e alimenti di prima scelta gli assi per provare a sbancare

Milano
08:00 del 27/07/2013
Scritto da Albertone

Nella patria della pizza, c’è chi lancia la sfida a mozzarella e pomodoro. Per ora una battaglia in sordina nella speranza che prenda sempre più piede. L’affronto al piatto tipico napoletano divenuto una celebrità nel mondo intero parte dalla Romagna e si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia. Parola d’ordine: piadina. Che sia dolce o salata, farcita di piccante o salutista, non importa. Quel che importa è che la pizza è sotto assedio. Dopo il kebab, arrivato da lontano ma divenuto una piacevole consuetudine per molti italiani, ora il fast food si arricchisce di una new entry per nulla disposta a fare semplicemente da comparsa.

Le piadinerie fino a qualche decennio fa si trovavano a Rimini e dintorni, la più celebre quella della famiglia Pantani che in quel di Cesenatico insegnava l’arte della piadina ad intere generazioni di tifosi del Pirata. Immancabile il salto al chiosco, l’ordinazione sulla base dei propri gusti ed il ritorno a casa in bicicletta per bruciare le calorie in eccesso. Finita lì la storia, nel senso che i più arditi cercavano di cuocerla sul fuoco di casa con risultati mediocri e qualcuno azzardava l’acquisto sui banchi dei freschi del supermercato. Col passare del tempo, a molti si è aguzzato l’ingegno. Quella sottile striscia, fra cui si può infilare praticamente di tutto, può essere un business al pari della pizza. E così, la piadina ha iniziato a diffondersi in tutta Italia. Con una caratteristica non da poco, soprattutto visti i venti di crisi attuali: le attività aperte sono tutte gestite da italiani, in particolare romagnoli espatriati dalla regione d’origine per approdare laddove l’arte è ancora un mestiere tutto da imparare. Così, a dispetto delle pizzerie d’asporto rilevate dagli stranieri, la piadina è ancora rigorosamente Made in Italy. Così come lo sono tutti i suoi principali prodotti: dal pane alle salse passando per affettati, tonno, gamberetti, cioccolati vari e creme. Prodotti freschi, genuini e salutari, assicurano i proMotori del mondo-piadina.

Effetti collaterali? In apparenza nessuno, a partire dal prezzo. Consapevoli che il momento non è dei migliori, i prezzi delle piadine viaggiano grossomodo su quelli delle pizze d’asporto. Si va dai 4 euro di una piadina cotto e maionese agli oltre 7 euro quando gli ingredienti abbracciano il mondo del pesce, tonno e gamberetti in primis. Risultato: con 6-8 euro si pranza (o si cena) senza aver bisogno di ulteriori spuntini. Certo, portare a casa la piadina è più complicato che muoversi col cartone di pizza, così pressoché tutte le attività hanno allestito uno spazio in cui è possibile consumare in loco il pasto. Un mercato tutto italiano che aspetta dall’estate 2013 il proprio esito: rimanere una nicchia per intenditori, giovani e curiosi o approdare sul mercato del cibo di qualità lanciando definitivamente la sfida alla pizza. Napoli contro Romagna, tradizione contro innovazione: un’estate per decidere che ne sarà di loro e successivamente anche di noi…


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Categorie: Curiosità


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