Da gennaio arriva la nuova tassazione sulle sigarette elettroniche che porterà al collasso del settore.

Roma
12:49 del 12/12/2013
Scritto da Samuele

Lo scenario del prossimo futuro per quanto riguarda il neonato mercato delle sigarette elettroniche sta per ricevere un forte scossone che non lascia spazio a ottimismo.

La nuova tassa del 58,5% prevista dalla Legge di Stabilità riguarderà non solo i liquidi ma anche le componenti di ricambio e per questo la rete distributiva rischierà il collasso oltre a creare nuova disoccupazione per le oltre 6mila persone attualmente occupate in questo settore. L'allarme è stato lanciato oggi da Massimiliano Federici, presidente di Fiesel-Confesercenti, l’associazione che riunisce i rivenditori di sigarette elettroniche, nel corso di un incontro, tenutosi presso la Camera dei deputati, sugli ultimi provvedimenti governativi relativi alla tassazione delle e-cig. "Aggiungendo la tassa del 58,5% al 22% di Iva - ha spiegato Federici nel corso della conferenza stampa organizzata da associazioni di categoria del settore - il prelievo raggiungerebbe l'80% del ricavato, lasciando solo il 20% al commerciante, che dovrà poi scalare anche il costo del prodotto e le spesa del negozio". Questo , spiega Federici, significa che "si va in perdita anche a fronte di un incasso di 400.000 in un anno" oppure, per continuare a guadagnarci, "si dovrebbe aumentare il prezzo di vendita del 140%, con evidenti conseguenze sul mercato". In questo modo, "seimila giovani vengono mandati al macello". A pagarne le conseguenze, infatti, "tutte quelle persone che hanno investito i propri soldi, soprattutto giovani, quando le regole del gioco erano diverse. Non è corretto cambiarle in corso d'opera".

La situazione appare davvero critica e ci sentiamo di concordare con Federici nel dire che è veramente scorrette cambiare le regole del gioco a gioco iniziato.

Insomma non c’è stato proprio niente da fare nella legge di stabilità 2014: l’emendamento sulle sigarette elettroniche che avrebbe dovuto ridurre la tassazione è stato tolto ancor prima prima della presentazione in aula del testo. Nonostante ci sia ancora margine per l’introduzione di un qualche correttivo alla Camera le speranza sono davvero ai minimi e suona quasi come una beffal’arrivo proprio in queste ore di un decreto che finirà per rendere efficaci le norme previste per il primo gennaio prossimo. Un bell’augurio di Buon Natale per tutti coloro che sono impegnati in questo settore.

In sostanza, si tratta deldecreto attuativo, in notevole ritardo poiché previsto almeno un mese fa, se non prima: ora, però, il governo sembra deciso, dal momento che è stata già Annunciata la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni.

Ora più che mai quindi, sembra evaporare la speranza degli operatori del settore di vedere ridotto l’imponibile fiscale a proprio carico, come auspicato in seguito alla reintroduzione della legge che consente di utilizzare le e-cig anche nei luoghi pubblici, con l’eccezione delle scuole e dei locali adiacenti. In pratica, forse, il governo ha pensato di illudere i commercianti del settore per tenerli buoni e intanto lavorare per dare il colpo di grazia, ovvero l’aumento definitivo di gennaio.

Precisamente, il decreto in via di stesura prevede che “Saranno soggetti alla tassazione del 58,5% e alle altre norme contenute nell’articolo 11 comma 22 del decreto Lavoro-Iva di giugno non solo i liquidi delle sigarette elettroniche, ma anche le “parti di ricambio” (come le batterie) e i “dispositivi meccanici ed elettronici”.

Ora alla luce di tutte queste cose viene da chiedersi come mai tanto accanimento nei confronti di un prodotto che, così come confermato anche dall’ex Ministro Veronesi, che in materia è un luminare, scongiura i rischi delle sigarette tradizionali in termini di Salute. Infatti, è stato confermato che le e-cig non sono cancerogene in quanto non avviene combustione di carta, inoltre non contengono catrame e il vapore emesso non è tossico. Se anziché essere tartassate, venissero al contrario promosse come possibile modalità per smettere di fumare, sarebbero numerosi i benefici che ne trarrebbe la collettività.

La spontanea conclusione che viene quindi da fare è che, poiché lo Stato non guadagna su questo prodotto poiché non è un monopolio di Stato, preferisce continuare a vendere veleno ai suoi cittadini e a pagare poi, con i soldi dei contribuenti, le spese per curare gli attuali e futuri malati di cancro dato che sulle sigarette classiche lo Stato ci guadagna eccome. Quindi siamo nelle Mani di un Governo che preferisce essere cieco e continuare a guadagnare anziché pensare alla salute della popolazione e alla prevenzione di future patologie causate dal fumo.

L’ultima considerazione relativamente agli scenari futuri che questa nuova tassazione porterà in Italia riguarda l’arrivo di nuovi importatori dall’estero a discapito di quelli nostrani, come ad esempio il grossista sigarette elettroniche Svapo Forniture di Milano, che non essendo soggetti alla potente vessazione potranno arricchirsi con il commercio delle sigarette elettroniche e poi utilizzare i ricavi per far girare l’economia di qualche altro paese, che non sarà certo l’Italia.


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Categorie: Economia, Finanza, Salute, Tecnologia


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