Gli italiani leggono poco in generale, men che meno i quotidiani. Ma, almeno, nel tempo libero accettano la sfida di sfogliare un romanzo, un giallo, una storia d’avventura. Anche a costo di doversi ritagliare del tempo per poterlo finire.

Milano
22:14 del 27/05/2014
Scritto da Albertone

Gli italiani leggono poco. Non è un luogo comune, è la verità accertata e acclarata. Ai più dà fastidio dover mettere mano al portafoglio per poter acquistare un quotidiani, una rivista o un libro. Ma la lettura rimane pur sempre uno dei passatempi migliori. La cultura si costruisce anche nel tempo libero, e non è detto che per acculturarsi occorra necessariamente concentrarsi su un “mattone” di filosofia o di medicina. Anzi, il più delle volte, il piacere di leggere un libro riguarda volumi semplici, spesso anche divertenti o irriverenti. Di certo c’è che gli italiani – o almeno il 43% della popolazione complessiva – nell’arco dell’anno riesce a leggere almeno un libro per riempire il proprio tempo libero. Un risultato mediocre? Niente affatto. Il dato non è per nulla da buttar via. La lettura è pur sempre un’attività che richiede concentrazione e silenzio.
Molto più dispendiosa di un programma televisivo. Così, c’è da essere felici se quasi la metà della popolazione nell’arco dell’anno si ritrova fra le Mani un libro e riesce a leggerlo dalla prima all’ultima pagina. Un trend, peraltro, che va costantemente in crescendo. Merito anche dei Festival del libro sparsi su tutta la Penisola e di un’offerta editoriale che abbraccia qualunque genere, interesse ed età. I lettori sono di più al Centro-Nord (49,5 contro il 30,7 per cento del Mezzogiorno) mentre in un'ottica di genere le donne leggono più degli uomini (rispettivamente 49,3 e 36,4 per cento).
Sarà perché hanno più tempo o perché vengono incuriosite da un maggior numero di tematiche? Il risultato non è per nulla scontato. Le famiglie italiane destinato alla ricreazione e alla cultura meno del 10% della spesa complessiva per i consumi, la stampa è praticamente sotterrata dalla possibilità di usufruire gratuitamente delle notizie on line. Spendere per acquistare un quotidiano, in Italia, non è né uso né costume.
Si calcola che in una giornata media – senza notizie di particolare rilevanza – vengano acquistate dai giornalai poco più di 5 milioni di copie. Ma, in compenso, ci sono quelle che si trovano al bar o magari taggate sui social network. E così il quadro muta radicalmente. Poco meno di un italiano su due (49,4 per cento) legge un quotidiano almeno una volta a settimana e, tra questi, il 36,2 per cento almeno cinque giorni su sette.
Sono sempre più numerose le persone che utilizzano Internet per la lettura di giornali, news o riviste: dall'11,0 per cento del 2005 si passa al 33,2 per cento del 2013. Numeri che continueranno a salire, come si spera che gli e-book ritocchino verso l’alto quella percentuale del 43%. Altro dato di fatto: si legge in prevalenza durante le vacanze, magari in spiaggia. A dimostrazione che il quotidiano o il libro sono un piacere proprio come un cocktail, un bagno nell’acqua salata o un risveglio muscolare appena dopo l’alba.


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Categorie: Cultura


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