Dopo un inizio d’anno all’insegna dell’ottimismo, le Borse europee e asiatiche stanno lasciando sul terreno quasi 10 punti percentuali. La preoccupazione degli investitori e della gente comune è quella di sempre: sarà questo l’anno della ripresa?

Milano
23:42 del 04/02/2014
Scritto da Albertone

Doveva essere l’anno della ripresa, invece si è trasformato nell’ennesimo metro di un tunnel buio e senza ombra di uscita. Il 2014, partito in sordina, convertito ancora una volta a orlo del baratro per l’economia mondiale. I segnali rosei che dicembre aveva portato con sé nella notte di San Silvestro si sono già trasformati in un ricordo svanito al pari di cotechini e lenticchie. Che teoricamente dovrebbero anche portar soldi come recita la tradizione, e che invece paiono come ormai da troppi anni ben restie a mantener fede alle promesse.
Bando alle ciance, la questione è chiara: in una settimana le Borse di tutto il mondo hanno bruciato milioni di euro crollando a picco come mai avevano fatto nell’ultimo periodo. La colpa? Stavolta un po’ di tutti. I dati mostrano un possibile rallentamento delle economie di Usa, Cina ed Eurozona, l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha fatto di tutta l’erba un fascio e in un solo giorno ha perso oltre 4 punti percentuali, lasciando per strada quanto di buono fatto negli ultimi due mesi.
Troppe voci e troppe incertezze hanno spinto i grossi investitori a ritirarsi dal mercato e mettersi in saccoccia il profitto. Un trend, quest’ultimo, che è divenuto ormai tipico degli anni Duemila. Alla prima crepa, il castello di sabbia vien già che è una meraviglia. Piazza Affari ha lasciato sul terreno svariati punti percentuali bruciando gli ennesimi guadagni dei pochi risparmi che gli italiani ancor oggi conservano. Il Vecchio Continente d’altronde scricchiola e le Borse restano perennemente in allarme.
A pesare in particolare i segnali dall’industria, con la crescita rallentata dell’economia cinese, come testimonia l’indice Pmi Manifatturiero. Dagli Stati Uniti lo stato di Salute rimane precario e venerdì sono previsti i dati relativi al 2014 e all’andamento dell’industria e della finanza. Cifre deludenti, in realtà, potrebbero provocare un ulteriore terremoto nelle Borse europee. Vien da sé che le aspettative di inizio anno rischiano di essere deluse. Gli scossoni, però, riguardano anche il mercato azionario e qui un crollo di un paio di giorni potrebbe convincere i più restii a immettere qualche soldino nella speranza di aver acquistato al momento giusto.
In Italia il lusso continua a scendere e i valori di Tod’s e Ferragamo sono tornati ben al di sotto dei picchi di fine 2013, diventando appetitosi per i più speculativi. Ma la Borsa, si sa, non è adatta a chi soffre di cuore. Di mezzo d’altronde ci sono pensioni, risparmi di una vita o stipendi guadagnati con settimane di fatica ed è naturale che nessuno voglia rischiare a cuor leggero di perdere somme consistenti.
È pur vero che i tassi di interesse viaggiano ben al di sotto del 3% e non accennano a risalire dopo aver toccato negli anni passati anche il 4 o il 5%. Una miseria che il 2014 si sperava potesse spazzar via ed invece sta riportando d’attualità…


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Categorie: Economia, Finanza


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