Indice Nikkei cede il 7,32% per dati cinesi deludenti. La paura assale mercati europei. Lo spread arriva quota 270 punti, poi cala. Wall Street resiste.

TOKYO
09:58 del 24/05/2013
Scritto da Carmine

Crolla la Borsa di Tokyo e travolge anche i mercati del Vecchio continente che appena ieri avevano recepito con favore le parole di Ben Bernanke, presidente della Fed. Poi queste affermazioni sono state messe in discussione alla pubblicazione dei verbali del Fomc, sede operativa della Banca centrale Usa, dai quali emergeva la distanza della Banca centrale americana in merito all'opportunità di proseguire gli stimoli.

L'indice Nikkei ha ceduto il 7,32%, un calo simile non si verificava dal tremendo terremoto di Fukushima dell'11 marzo 2011. A far crollare il mercato giapponese verso il baratro sono stati i dati deludenti provenienti dalla Cina a cui si sono aggiunte le tensioni sui titoli di Stato nonostante l'erogazione di liquidità da 2mila miliardi di yen iniettata nel mercato dalla Banca centrale. Il crollo è stata preceduto da settimane di sedute positive per l'indice Nikkei, che aveva registrato volumi di scambio per 7,65 miliardi di azioni, un livello mai raggiunto dalla nascita nel 1949 della sede finanziaria giapponese.

Il collasso della fiducia fa calare a picco le Borse del Europee, con Piazza Affari che chiude in negativo del 3,06%. Mediobanca, come tutto il settore bancario, è stato tra i titoli che ne ha subito più gli effetti. Telecom regge l'urto meglio degli altri, nonostante il declassamento del rating da parte di S&P, nella data del cda sul dossier dello scorporo della rete. In evidente ribasso Fiat, ma il Ftse Mib nel complesso non presenta segni positivi.

Perdite palesi anche per gli altri listini europei: Francoforte rallenta del 2,1%, Parigi scende del 2,07% e Londra del 2,1%. Non solo mercato azionario, la tensione riguarda anche i titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund arriva sfiora i 267 punti base, con un balzo di 16 punti rispetto alla chiusura di ieri, subito dopo la chiusura dei mercati azionari si stabilizza a quota 258 con un rendimento dei decennali italiani del 4%. Il Tesoro spagnolo ha collocato 4,076 miliardi di euro di Bonos con scadenza a tre, cinque e tredici anni, e ha subito sul mercato evidenziando una crescita dei rendimenti.

Gli eventi tragici che si sta verificando sui mercati sembra convalidare le previsioni dell'ex ministro giapponese delle Finanze, Eisuke Sakakibara, sche aveva sostenuto più volte che i listini avevano bisogno di una "qualche modifica" prima di poter tornare a salire.  Gli investitori, a cominciare dall'Asia, si sono schierati in due fazioni sull'interpretazione delle frasi di Bernanke: da una parte c'è chi crede che gli stimoli all'economia americana non si fermeranno fino a quando non sarà in grado di ripartire da sola, ma dall'altro c'è chi teme che l'acquisto di bond, oggi pari a 85 miliardi di dollari al mese, possa frenare all'improvviso.

All'interno del board della Fed le divisioni in fiduciosi e non, apparse dalle minute del Fomc, sono profonde. Eppure le contrattazioni erano partiti all'insegna degli acquisti fino a quando non è stato resto noto l'indice misurato da Hsbc sul settore Manifatturiero cinese: a maggio ha ceduto a 49,6 punti dai 50,4 di aprile, mostrando un'economia in rallentamento. "Il raffreddamento dell'attività manifatturiera indica un rallentamento della domanda interna e le turbolenze esterne in corso", ha riferito l'economista di Hsbc Qu Hongbin. Adesso sale l'attesa per i dati finali sull'andamento del settore manifatturiero che verranno pubblicati il prossimo 3 giugno.

Negli Stati Uniti Wall Street è stata in grado di adeguarsi ai ribassi generalizzati, anche se si è ripresa grazie ad alcuni dati macro positivi. Il Dow Jones ha finito le contrattazioni con un -0,08% a 15.294,73 punti. Il Nasdaq registra un leggero regresso a -0,11% a quota 3.459,42. A livello macroeconomico ha fatto bene agli investitori la diminuzione delle richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione che sono calate di 23mila unità a quota 340mila. Il dato è stato positivo rispetto le attese degli economisti, che prevedevano in media un calo a 345.00 unità. Sopra le stime anche le vendite di nuovi immobili in aprile (+2,3%) e l'andamento dei prezzi, in riferimento però al mese di marzo: +1,3%.

Prima dei rilievi americani erano stati registrati alcuni dati positivi dall'Europa, incapaci però di portare sollievo sui mercati. L'indice Pmi manifatturiero dell'Europa è cresciuto, a maggio, al 47,8 dal 46,7 di aprile. Quello dei servizi è passato da 47 a 47,5 punti e l'indice composito segna 47,7 rispetto al 46,9 di arpile.

A livello nazionale si segnalano variazioni positive: in Francia, l'indice manifatturiero cresce al 45,5 dal 44,4 di aprile, in Germania, con il composito giunge a 49 punti da 48,1 di aprile. Senza conseguenze pure il lieve aumento della fiducia dei consumatori: il riferimento è salito al -20,2 dal -20,4 di aprile nell'Unione europea e al -21,9 dal -22,3 in aprile nell'Eurozona. Sul lato valute, l'incertezza generale fa salire lo yen: la divisa giapponese arriva a 101,56 sull'euro e a 131,05 dollari. La moneta europea chiude a 1,2904 dollari.

Per quanto riguarda il tema materie prime, invece, esse beneficiano parzialmente dei cali su azionario e obbligazionario: il petrolio và in ribasso a New York, dove le quotazioni perdono oltre un punto percentuale sotto quota 93 dollari al barile. L'oro, che resiste meglio agli urti della borsa, và in positivo e inverte la tendenza delle ultime settimane portandosi sopra quota 1.380 dollari l'oncia.


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Categorie: Economia, Finanza


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