Crisi economica: solo 1 azienda su 3 e’ puntuale nei pagamenti. La notizia cattiva è che solo il 36,3% delle imprese è puntuale nei pagamenti, la peggior performance degli ultimi 5 anni

Milano
08:40 del 07/04/2015
Scritto da Gerardo

MILANO - La notizia cattiva è che solo il 36,3% delle imprese è puntuale nei pagamenti, la peggior performance degli ultimi 5 anni. Quella buona è che i ritardi hanno smesso di aumentare. Abbastanza per sperare di aver toccato il fondo della crisi, prima di iniziare a invertire la rotta. E' quanto emerge dallo studio Studio pagamenti CRIBIS D&B che sottolinea però come sarà difficile ritornare ai ritmi precedenti alla crisi. Il 48% delle aziende paga con 30 giorni al massimo di ritardo, mentre è stabile al 15,7% la quota di chi salda le fatture oltre un mese dopo la scadenza, un valore che però è quasi tre volte (+185,5%) il dato di fine 2010. E non si prevedono a breve inversioni di rotta.

L'analisi dei pagamenti per dimensione aziendale sfata alcuni luoghi comuni: le imprese più affidabili dal punto di vista commerciale sono le microrealtà, con una concentrazione del 37,4% nella classe di pagamento alla scadenza. Parallelamente, però, le piccolissime ditte sono anche quelle che presentano il maggior numero di pagamenti con oltre un mese di ritardo (17,4%) con un incremento del 200% rispetto al 2010. Andamento opposto per le grandi imprese, virtuose solo nel 16,1% dei casi ma in grave ritardo in una percentuale pari alla metà (8,4%). Situazione intermedia per le Pmi: percentuali di ritardi gravi del 10,1%, pagamenti regolari al 35,6 per cento.

Il Nord-Est è la macro-area geografica più affidabile, con il 45,6% di pagamenti regolari e solo l'8,8% di pagamenti oltre i 30 giorni, mentre le imprese meridionali mostrano difficoltà: solo il 22,4% di pagatori regolari e ben il 27,3% in ritardo significativo. Il Nord-Ovest è pochi punti percentuali sotto le performance del Nord-Est: il 43% delle imprese è puntuale, il 10,1% paga con gravi ritardi. Più in difficoltà gli operatori nel Centro: la metà (50%) paga entro i 30 giorni, il 31,5% alla scadenza e il 18,5% oltre un mese. Tra le regioni, l'Emilia-Romagna si conferma un'eccellenza in tema di pagamenti commerciali con quasi la metà (46,6%) di imprese puntuali. Seguono, staccate di pochissime lunghezze, Veneto con il 46,1% e Lombardia con il 46% di pagatori virtuosi.


Tre regioni in cui i ritardi gravi non superano il 9,2% (dato della Lombardia). Situazione opposta per Calabria, Campania e Sicilia, che occupano le ultime posizioni nel ranking nazionale con quote tra il 18,9% e il 21,3% di buoni pagatori. Nel Centro si distinguono per puntualità le Marche (40,4%, quasi nove punti sopra la media dell'area), mentre il Lazio guadagna la maglia nera: appena un quarto (25,8%) delle imprese paga alla scadenza, il 23,5% si attesta oltre i 30 giorni. Sondrio si conferma la Provincia più puntuale d'Italia, Reggio Calabria la peggiore. Molto eterogeneo l'andamento dei vari settori: il comparto dei servizi finanziari è quello che gode di miglior Salute con il 48,5% di performance virtuose, a fronte di un 10,4% di ritardi gravi. Bene anche i servizi (40,8% di imprese puntuali).


Preoccupano, infine, le difficoltà del commercio al dettaglio, che rischiano di condizionare l'andamento di tutte le filiere produttive a monte: appena il 25,4% delle imprese del comparto è puntuale, a fronte di un 24,6% di ritardatari gravi. Nel settore si registra inoltre una crescita del 232,4% dei cattivi pagatori rispetto al 2010. Andamento negativo anche per il settore edile, con ritardi gravi cresciuti del 178% negli ultimi 5 anni.


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Categorie: Lavoro


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Risposte - Commenti

Tarquinio

07/04/2015 09:07:45
Ogni stato deve applicare i propri tagli agli sprechi per cercare di risparmiare il più possibile. Una volta trovato l'equilibrio per il risparmio (cioè che gli sprechi sono meno dei risparmi), ovviamente comincerà lentamente la ripresa economica. Se ovviamente però gli evasori fiscali continueranno a divertirsi con le loro ferrari e con le loro 40 case alla faccia nostra, non accadrà mai ciò.
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Francesco

07/04/2015 08:54:37
glioUscire dalla crisi non sarà facile, i processi di stagnazione e stagflazione necessitano di parecchi anni prima di potersi interrompere e dar luogo di nuovo alla crescita economica. Il problema poi è mondiale, almeno dei paesi definiti comunemente ricchi... quindi siamo condizionati anche da ciò che avviene a livello mondiale. Ora è il momento farevole per le economie emergenti tipo India e Cina dove c'è innovazione tecnologica da un lato e costo della manodopera molto bassa dall'altra...
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