Crisi: 7,8 mln italiani saltano vacanze Recessione condiziona le ferie di altri 23 mln

Roma
09:10 del 22/07/2013
Scritto da Gerardo

Lo studio di Confartigianato, la più rappresentativa Organizzazione italiana dell'artigianato e della piccola e media impresa, ha pubblicato degli studi riguardo l'affluenza delle località turistiche del 2013. Circa 7,8 milioni di italiani, infatti, non andranno in vacanza causa la crisi di questo momento economico congiunturale.

Tra i molti fattori che hanno influenzato i vacanzieri ci sono: l'impennata dell'indice dei prezzi dei servizi per le vacanze, l'aumento dei prezzi del carburante e dei trasporti. Il fatto che quasi 8 milioni di italiani non possono andare in vacanza, contribuisce a far ridurre i ricavi proveniente dal settore terziario turistico, da sempre all'avanguardia in Italia. Il turismo, infatti, contribuisce in modo piuttosto sostanzioso al Prodotto Interno Lordo italiano.

Il Bel Paese è sempre stato una meta turistica molto ambita grazie alle proprie località turistiche, ludiche, balneari, montane, artistiche, religiose ecc... L'anno scorso l'Italia si è classificata al terzo posto per quanto riguarda i proventi dal settore turistico, alle spalle della Francia e della Spagna. Tra le voci di bilancio che più hanno pesato sui bilanci delle famiglie c'è stato quello del passaggio da Ici a Imu, che ha comportato un esborso pari a 14,5 miliardi. Il Bel Paese era, nel 2011, il quinto più visitato al mondo con 46,1 milioni di turisti internazionali in arrivo. Per quanto riguarda le strutture ricettive, l'Italia è in competizioni con le maggiori località turistiche europee come la Francia, la Spagna, la GerMania, l'Inghilterra e l'Olanda: soltanto un albergo risulta essere di "sette stelle", ovvero il Town House Galleria di Milano.

L'Italia, come detto sopra, vanta tantissime mete turistiche; molto ambite sono le città d'arte come Firenze, Roma e Venezia in pole; le località balneari sono in crescendo, con Sardegna e Rimini in pole; per quanto riguarda le località di pellegrinaggi, senza ombra di dubbio in pole c'è la Basilica di San Pietro, seguita dai vari santuari di Assisi, Pompei, Milano ecc... Rispetto a 12 mesi fa, però, le presenze turistiche nel nostro Paese sono diminuite del 6%. A risentirne di questa crisi sono senza ombra di dubbio le imprese connesse al turismo, tra le quali operano 214.441 imprese artigiane, che sono diminuite dello 0.4% in un solo anno. Insomma tutti dati negativi che non fanno ben sperare nell'uscita della crisi da parte dell'Italia. Mete come la Spagna e la Grecia sono ancora molto ambite, sebbene stiano in una crisi nettamente peggiore della nostra.

Il governo dovrebbe incentivare il servizio turistico tramite una consistente spesa pubblica a favore delle imprese connesse all'artigianato turistico, dando così la possibilità a queste di ampliare i propri margini di guadagno, di costruire strutture ricettive all'avanguardia e di contribuire in definitiva in maniera significativa all'economia del nostro Paese. Il Sud Italia è ancora una destinazione preferita dai Paesi nordici, come testimoniano gli alberghi che ogni anno vedono riempirsi le loro stanze sempre più da Tedeschi, Norvegesi, Svedesi e Inglesi. Anche popoli orientali, come possono essere i Cinesi, amano le nostre località meridionali: molti viaggi sono organizzati in funzione della visita dell'intero meridione, che comprende la visita di Palermo, Catania, Messina, Napoli e in definitiva la meta preferita: Capri. 


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Categorie: Economia, Sociale, Viaggi


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