Sapevi che molti paesi africani continuano a pagare le tasse coloniali in Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi !

Milano
08:00 del 28/12/2017
Scritto da Luca

Lo sapevate che molti paesi africani continuano a pagare le tasse coloniali alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi !!

Bene, semplicemente, molto semplicemente spiegati i meccanismi in uso in tutto il mondo, non solo in Africa, nulla da stupirsi nella"ebraicissima" Francia.
Ora capisco perchè in Francia Victor Hugo scriveva "I Miserabili", invece in Italia Dante Alighieri scriveva "La Divina Commedia".
Certe volte diventa difficile commentare, questa è una di quelle volte, non perchè non me lo aspettassi o perchè mi ha scioccato, perchè l'ipocrisia, la meschinità e quant'altro delle volte superano il tollerabile, si potrebbe scrivere una enciclica come commento. Si permettono di bloccarli alla frontiera e rimandarceli indietro, a noi che gli annulliamo i debiti per poi fare ingrassare loro, non gli basta vampirizzargli 500 cinquecento miliardi di dollari anno dopo anno dal 1961 e vanno a fare l'ennesimo colpo di stato in Libia con i medesimi sistemi descritti nell'articolo, per rapinare il petrolio che onestamente l'Italia comprava, in appendice il link ai relativi documenti desecretati.
Non riescono nemmeno a stare dentro il patto di stabilità, con questa rapina perpetua e non ci posso credere hanno rapinato 21 miliardi di dollari ad Haiti, leggete, leggete, incredibile, non i fatti l'incredibile è che vengono a fare la morale a noi, che voglio dire ancora si hanno da digerire le "marocchinate" della II guerra mondiale. Parassiti è troppo poco, sanguisughe e pidocchi meglio li rappresentano, bisognerebbe chiedergli i danni per concorrenza sleale, chiaro non sono solo loro, capito come mai i migranti e tutto quello che ne viene, ah ancora non avete letto, il sistema è sempre il solito degli imperialisti "usraeliani", FMI ed ecc., colpi di stato, omicidi, corruzzioni e così via. Leggendo si avrà chiaro il sistema come e perchè hanno fatto fuori, denigrandoli prima e dopo i leader che avevano a cuore il loro paese, Mussolini, Ceausescu, Saddam, Gheddafi, Moro, Kennedy, Ali Bhutto, tutta la famiglia Romanoff, lo Zar di Russia, prima o poi mi metto a cercarli tutti, perchè quà si parla di Francia ed Africa ma è tutto uguale, il giochino non cambia. Non proseguo tutto quello che potrei scrivere dovrebbe venire già in mente a voi leggendo, e dire che l'ho trovato per caso, un commento in un sito che consigliava di leggerlo, il prossimo che sento parlare di complotti lo affogo ....
Ah beh è ovvio che il motto francese è giacobino, massone ... cittadino, cittadino ... stà M....A
di: Mawuna Remarque Koutonin
28 gennaio 2014
 
Quando Sékou Touré della Guinea ha deciso nel 1958 di uscire dall'impero coloniale francese, e ha optato per l'indipendenza Paese, l'elite coloniale francese a Parigi era così furiosa, che in un atto storico di furia dell'amministrazione francese in Guinea ha distrutto nel paese tutto ciò che rappresentava quello che chiamavano i vantaggi di colonizzazione francese.
Tremila francesi hanno lasciato il paese, prendendo tutte le loro proprietà e distruggendo tutto ciò che che non poteva essere spostato: scuole, asili, edifici della pubblica amministrazione sono stati sbriciolati; automobili, libri, medicine, strumenti dell'istituto di ricerca, trattori sono stati schiacciati e sabotati; cavalli, mucche nelle aziende sono stati uccisi, e il cibo nei magazzini è stato bruciato o avvelenato.



Lo scopo di questo atto oltraggioso è stato quello di inviare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie che le conseguenze per respingere la Francia sarebbero state molto elevate.

Lentamente la paura si diffuse attraverso l'elite africana, e nessuno dopo gli eventi della Guinea ha mai più trovato il coraggio di seguire l'esempio di Sékou Touré, il cui slogan era :
"Noi preferiamo la libertà nella povertà alla ricchezza in condizioni di schiavitù. Sylvanus Olympio , il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, ha trovato una soluzione di mezzo con i francesi.
 
Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, quindi, si è rifiutato di firmare il patto di prosecuzionedella colonizzazione proposto da De Gaule, ma ha accettato di pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici che il Togo avrebbe ricevuto dalla colonizzazione francese.
Era l'unica condizione per i francesi per non distruggere il paese prima della partenza.  
Tuttavia, l'importo stimato dalla Francia era così grande che il rimborso del cosiddetto "debito coloniale" era vicino al 40% del bilancio Paese nel 1963.

La situazione finanziaria del Togo, da poco indipendente era molto instabile, per cui al fine di uscire dalla situazione, Olympio ha deciso di uscire dal denaro coloniale francese FCFA (il franco per le colonie africane), ed emettere la propria moneta del paese. Il 13 gennaio 1963, tre giorni dopo aver iniziato la stampa della propria valuta del suo paese, una squadra di soldati analfabeti sostenuta dalla Francia ha ucciso il primo presidente eletto dell'Africa da poco indipendente. Olympio fu ucciso da un ex sergente della Legione Straniera dell'esercito francese chiamato Etienne Gnassingbe che presumibilmente ha ricevuto una taglia di $ 612 presso l'ambasciata locale francese per il lavoro di tiratore scelto. Il sogno di Olympio era quello di costruire un paese indipendente e autosufficiente e autonomo. Ma ai francesi non piaceva l'idea.

Il 30 giugno 1962, Modiba Keita, il primo presidente della Repubblica del Mali, ha deciso di ritirarsi dalla valuta coloniale francese FCFA che è stata imposta a 12 paesi africani di nuova indipendenza. Per il presidente del Mali, che era favorevole più per un'economia socialista, era chiaro che il patto con la Francia di continuazione della colonizzazione era una trappola, un peso per lo sviluppo del Paese. Il 19 novembre 1968, come, Olympio, Keita sarà vittima di un colpo di stato effettuato da un altro ex legionario straniero francese, il tenenteMoussa Traoré . Infatti in quel periodo turbolento della lotta africana per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia avrebbe ripetutamente utilizzare molti ex legionari stranieri per effettuare colpi contro i presidenti eletti: - Il 1 ° gennaio 1966 Jean-Bédel Bokassa , un ex legionario straniero francese, ha effettuato un colpo di stato contro David Dacko , il primo Presidente della Repubblica Centrafricana. - Il 3 gennaio 1966 Maurice Yaméogo , il primo Presidente della Repubblica dell'Alto Volta, ora chiamato Burkina Faso, è stato vittima di un colpo di stato eseguito da Aboubacar Sangoulé Lamizana ,un ex legionario francese che ha combattuto con le truppe francesi in Indonesia e in Algeria contro l'indipendenza di questi paesi . - Il 26 ottobre 1972 Mathieu Kérékou che era una guardia di sicurezza del Presidente Hubert Maga , il primo Presidente della Repubblica del Benin, effettuava un colpo di stato contro il presidente, dopo aver frequentato le scuole militari francesi nel 1968-1970 .

Infatti, nel corso degli ultimi 50 anni, per un totale di 67 colpi di stato avvenuti in 26 paesi in Africa, 16 di questi paesi sono
 ex-colonie francese, il che significa il 61% dei colpi di stato è accaduto in Africa francofona.
« La Francia in nero » “C'era una volta”,  a partire dalla recente crisi in Costa d'Avorio, la perla degli ex possedimenti della Francia in Africa occidentale, inizia un viaggio nella realtà, nelle contraddizioni e negli interessi della "Francofonia" la comunità delle sue ex colonie francesi che l'appoggiano nell'assemblea generale delle Nazioni Unite.
La Francia è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto sulle questioni internazionali più' importanti. Ne fa parte in quanto e' tra i Paesi vincitori della seconda guerra mondiale, ma questa sua posizione è certamente rafforzata dall'essere una potenza nucleare e proprio dall'essere a capo di questa comunità, retta non solo dalle ragioni della cooperazione e della libera amicizia, ma da un rapporto e da una serie di legami che potrebbero, secondo molti in Africa, far parlare tranquillamente di "neocolonialismo". Diffuso su RAI 3 nel settembre 2013, inchiesta sul campo dei massacri perpetrati dai ribelli ivoriani, che mette in causa l'ONU e la Francia. Un documentario alla cui diffusione ha fatto seguito una convocazione con il direttore della RAI all'ambasciata della Costa d'Avorio. I diplomatici di questo paese avrebbero minacciato ripercussioni economiche verso le imprese italiane in Costa d’Avorio.

« Ed uccisero la felicità »  A 25 anni dall’assassinio di Thomas Sankara, il giovanissimo e straordinario presidente del Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo, C’era una volta racconta l’intreccio di interessi che portò alla sua morte e la grande attualità del suo pensiero. Sankara venne accusato di essere addirittura un folle. Perché? Secondo lui, la politica aveva senso solo se era onesta ed aveva, come suo primo e fondante obiettivo, la felicità.

Da: QUI


Articolo letto: 132 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Esteri


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook