Nonostante la crescita zero il ministro Tria esclude una manovra correttiva e aggiunge: “Attaccare il sistema bancario italiano significa minare l’interesse nazionale

Bari
05:00 del 01/04/2019
Scritto da Gregorio

In questo momento c'è "un rallentamento della crescita in Europa", perché "si è fermato il motore, la Germania", e conseguentemente "si è fermata anche la parte più produttiva dell'Italia, quella del manifatturiero che esporta". Lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria a Firenze, al Festival dell'Economia civile, ricordando che il problema è che l'Italia "da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d'Europa, significa che la nostra economia è allo ‘zero' mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento". Ma, ha aggiunto, "Nessuno ci chiede una manovra correttiva".

E ancora: "Una manovra correttiva nel senso di una manovra restrittiva, e quindi ancora più recessiva, non è logica in questo momento e nessuno in Europa chiede una cosa illogica di questo tipo", ha poi spiegato Tria. "D'altra parte la manovra correttiva dobbiamo farla, nel senso che le misure urgenti sull'economia sono una manovra correttiva per sostenere l'economia – ha aggiunto – senza mettere in discussione gli obiettivi di bilancio. Noi rispetteremo gli obiettivi che riguardano il deficit strutturale, ovviamente. Su quello stiamo discutendo". Il titolare di via XX Settembre auspica che si approvino "i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento di economia e finanza". 


"A parte alcuni casi – ha sottolineato il titolare del Mef – che sono veramente pochi, di malagestione delle banche italiane, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d'Europa e forse del mondo. Dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee, in primo luogo tedesche".

Secondo il ministro dell'Economia, "la crisi bancaria italiana viene dalla seconda recessione e lì che è venuto fuori il problema" perché "le regole internazionali si sono molto irrigidite, ponendo oneri al sistema bancario, e quello italiano era molto indebolito". Oggi, però, "il sistema bancario italiano si è consolidato e gli npl si sono ridotti di molto, dimezzati", ha proseguito il ministro sottolinenando come "il sistema bancario italiano non ha qualcosa da nascondere, sono altri i sistemi bancari che hanno problemi da nascondere".

"Attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio la sua solidità ma anche la sua resilienza e porre un sospetto su questo, significa avallare una delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà", ha ribadito, e significa "minare l'interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all'unione bancaria". 

Il premier Conte replica a Tria
"Non mi sembra che ci siano i presupposti per parlare di attacco alle banche. Conserviamoci tutti lucidi", ha detto il premier Conte. Invece secondo il presidente del Consiglio va varato "assolutamente al più presto" il decreto delle banche, specificando che "c'è solo qualche aspetto tecnico ma sicuramente domani vedo anche il ministro Tria". Secondo Conte il decreto crescita sarà portato in Cdm "in settimana", avvertendo che "le riforme già varate non sono ancora nulla rispetto a quelle che stiamo per varare. L'impegno è ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni". Il presidente del Consiglio sottolinea anche che "la radice dei mali dell'Italia è la perdita di fiducia: l'assenza di fiducia negli altri frena lo slancio verso il futuro" e "mina il funzionamento dei mercati".

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Economia, Lavoro


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