Crescita: 79 mila contratti a tempo indeterminato in soli due mesi. Nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato, il 38,4% in più rispetto ai primi due mesi del 2014

Bologna
10:12 del 27/03/2015
Scritto da Gerardo

"Nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato, il 38,4% in più rispetto ai primi due mesi del 2014". Lo ha detto il ministro del lavoro Giuliano Poletti. L'Annuncio era stato anticipato dal premier Matteo Renzi che aveva parlato di un aumento "a doppia cifra" rispetto all'anno precedente: "E' il segnale che l'Italia riparte".

Arrivando al ministero delle Infrastrutture per il suo insediamento dopo l'interim, Renzi ha parlato di una giornata cruciale: "Oggi è un giorno importante. Tra qualche ora saranno diffusi i dati dei contratti a tempo indeterminati siglati nei primi due mesi dell'anno. È un dato davvero sorprendente, che mostra una crescita a doppia cifra". E Poletti ha confermato.

A spingere il dato è stata la decontribuzione Inps introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. A partire dal 7 marzo, le aziende potranno assumere anche con le regole del Jobs act, che prevede altri benefici fiscali per tre anni, per cui le attese sono di una ulteriore crescita in termini di assunzioni. "Fino ad adesso abbiamo volato con un motore, da marzo avremo due Motori e vedremo quello che sta succedendo", ha aggiunto Poletti che ha sottolineato anche che nel solo mese di gennaio il balzo dei contratti a tempo indeterminato è stato del 32,5% su base annua e per i giovani tra i 15 e i 29 anni la variazione tendenziale è stata pari a 43,1%. A febbraio scorso, l'aumento percentuale è stato del 38,4% e per i giovani è arrivato al 41,4%.


Già il presidente dell'Inps, Tito Boeri, aveva spiegato il nuovo impulso del mercato del lavoro. "I primi dati che abbiamo" sulle assunzioni a tempo indeterminato con la decontribuzione, previste dalla legge di Stabilità, "sono incoraggianti: nei primi 20 giorni, ossia dall'1 al 20 febbraio, 76mila imprese hanno fatto richiesta", aveva detto Boeri, spiegando che l'istituto fornirà "sistematicamente" i dati e che "a fine mese forniremo i numeri con la comparazione sulle imprese e le assunzioni fatte negli anni precedenti". Poletti ha dato i numeri definitivi. Non tutti, però , sono pronti a stappare lo champagne. Secondo uno studio di Manpower, l'agenzia di selezione del personale, le prospettive di assunzioni delle aziende non cambiano molto. Nei prossimi tre mesi ci saranno solo timidi segnali di ripresa del mercato del lavoro.

Il ministro Poletti ha poi fatto il punto sul fondo Garanzia Giovani. I giovani che si sono iscritti al programma hanno superato quota 476 mila: tra questi 233.907 sono stati presi in carico dalle istituzioni, mentre 49 mila hanno avuto già una proposta tra stage, servizio civile, tirocinio, lavoro o un'opportunità formativa. Se prosegue questo ritmo nelle registrazioni è prevedibile che entro dicembre si iscrivano 800 mila giovani a fronte di risorse disponibili per 560 mila unità.

Al suo arrivo, però, Poletti è stata contestato da un gruppo di giovani precari con lo striscione "Non lavoriamo gratis". "Il tirocinio viene spacciato come formativo ma è sfruttamento - ha spiegato al megafono un portavoce del gruppo - Vorremmo parlare noi con il commissario europeo, avremmo tanto da dire su Garanzia Giovani e su come non funziona. E' l'ennesimo spreco di soldi. Un miliardo e mezzo, ma a noi nulla. Nessuno ha intenzione di lavorare gratis".

Tra i Manifestanti anche alcuni ragazzi estremamente delusi dalla loro esperienza con Garanzia Giovani, il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. "Sono iscritta a Youth Guarantee dal primo novembre, un lavoro di produzione audio e video - afferma Antonietta - e non ho ancora avuto una indennità. Lavoro 35 ore settimanali, e fino a ora per me é stata solo una spesa e una attesa senza prospettive. Ci hanno fatto partecipare a tavoli inutili, abbiamo chiesto l'innalzamento delle indennità, che adesso é di 2,5 euro l'ora: non é una opportunità, non garantisce l'ingresso nel mondo del lavoro".

In serata è arrivato il commento, sui dati, del premier Matteo Renzi: "Ci hanno detto di tutto in questi Mesi, ci hanno accusato di voler rendere la nostra generazione per sempre precaria. E' vero esattamente il contrario: stiamo dando diritti a chi non ne ha mai avuti. Che bella l'italia che riparte, avanti tutta", ha scritto sulla sua pagina Facebook. "E non è che un inizio".


Articolo letto: 786 volte
Categorie: Economia, Lavoro


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Risposte - Commenti

Barbara

27/03/2015 13:37:34
La disoccupazione alta è la leva usata dall'Europa per la riduzione dei salari, visto che l'Euro non si può toccare. Un disegno (per me folle) organizzato a tavolino per competere con Cina, India, Malaysia, Vietnam e Thailandia ecc. L'attuale cenno di ripresa, se c'è, è solo l'effetto momentaneo del cambio euro-dollaro e della caduta del prezzo del petrolio.
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Francesco

27/03/2015 11:28:57
Stiamo dando diritti ad una generazione che non ne ha mai avuti… speriamo in una rapida crescita
8

Ramona

27/03/2015 10:43:00
Come è stato fatto notare da diversi economisti, il parametro più importante su cui potrà essere valutata l'efficacia delle nuove misure (decontribuzione e nuovi contratti) non sarà tanto l'aumento di occupazione quanto l'effettiva trasformazione di rapporti di lavoro precari in contratti a tempo indeterminato
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