Siete davanti alla vostra PlayStation in un caldo pomeriggio estivo e avete voglia di farvi una bella partita a Crash Bandicoot: afferrate quindi prima la Memory Card che trovate a portata di mano e la infilate nello slot di salvataggio, dandole ovviamente una bella soffiata, inserite il disco e accendete la console. 

Bari
11:30 del 30/06/2017
Scritto da Gregorio

Chiudete gli occhi e ripensate al passato. Siete davanti alla vostra PlayStation in un caldo pomeriggio estivo e avete voglia di farvi una bella partita a Crash Bandicoot: afferrate quindi prima la Memory Card che trovate a portata di mano e la infilate nello slot di salvataggio, dandole ovviamente una bella soffiata, inserite il disco e accendete la console. Non sentite un brivido lungo la schiena quando ci ripensate? Dall'uscita del primo Crash Bandicoot, sviluppato da una semi sconosciuta Naughty Dog, sono passati ben 21 anni e dopo un'avventura piena di alti e bassi quanto un ottovolante tutti i fan di Crash avevano perso pian piano la speranza, convinti che il marsupiale e la sua banda di amici non sarebbero più tornati a tener loro compagnia. Inaspettatamente però Activision ha esaudito i loro sogni affidando al team Vicarious Visions il compito di riportare su PlayStation 4 i primi indimenticabili capitoli dedicati alla mascotte Sony. Che Activision nutrisse una certa fiducia nello studio di sviluppo era abbastanza logico, del resto Vicarious è particolarmente vicino al produttore americano poiché responsabile del franchise di Skylanders e nel corso degli anni ha avuto più volte a che fare con Crash, ma il lavoro fatto con la N. Sane Trilogy è qualcosa di davvero ammirevole; un po' ce l'aspettavamo dopo averlo visto in azione qualche mese fa a Londra ma per essere davvero apprezzato va giocato nella sua interezza, tutto d'un fiato.

Crash Bandicoot ebbe un'evoluzione, nell'arco del suo triennio, che valorizzò tantissimo la trilogia finale: l'escalation dal primo capitolo fino al Warped fu encomiabile, tanto che, se siete forniti di ottima memoria, non vedrete l'ora di tornare in quella macchina del tempo creata da Nefarius, magari guardando gli altri due capitoli con qualche diffidenza di base.


D'altronde se il primo capitolo di Crash ci metteva dinanzi a un hub fortemente lineare, già da questo punto di vista gli altri due capitoli riuscivano a dare una ventata di freschezza alla divisione dei livelli: gli hub diventavano a livelli, con i 25 divisi in gruppi di cinque, con la libertà di scegliere l'ordine e in che modo affrontarli. Inoltre se il primo Crash si preoccupava di condurci attraverso N.Sanity Island e all'interno di un level design prettamente isolano, ameno e tropicale, da Crash 2 a Crash 3 la musica andava fortemente a cambiare permettendoci di confrontarci in ambienti innevati, in situazioni pluviali e anche alla guida di motoscafi, elicotteri bimotori o a cavallo di orsi polari, fino alle fughe da massi giganti intenzionati a schiacciarci, in uno di quei livelli che sono diventati iconici di Crash Bandicoot. Il level design già di per sé nei tre anni era riuscito a compiere dei passi in avanti molto importanti, ma anche il gameplay non fu da meno. Come dicevamo poc'anzi, Warped fu sicuramente la summa di tutto ciò Jason Rubin aveva provato a inserire nei due capitoli precedenti, arrivando persino a donare a Crash dei poteri da ottenere successivamente alla sconfitta di un boss: il doppio salto, la super-panciata e anche il bazooka da sfoderare in qualsiasi momento e armato di frutti Wumpa. Persino il passaggio dal primo al secondo capitolo fu tangibile, grazie soprattutto all'aggiunta della possibilità di far chinare Crash per passare sotto gli ostacoli o anche per farlo scivolare contro i nemici se in corsa: meccaniche che perfezionarono l'offerta iniziale che si basava esclusivamente su un vortice e sui salti del bandicoot. Inoltre se nel primo capitolo era necessario soltanto arrivare al termine dei livelli, dal secondo in avanti la meccanica dei cristalli ha introdotto un modo completamente diverso di intendere il progresso: non solo il cristallo diventava fondamentale, ma si correva anche il rischio di mancarlo, perché magari maggiormente attratti dalle gemme colorate, che facevano da contraltare alle gemme canoniche, quelle ottenute rompendo tutte le casse lasciate sul terreno da Aku Aku per aiutare Crash. Con l'aggiunta dei percorsi della morte, che ramificavano i livelli ancor più di quanto non avesse già fatto Rubin con il secondo capitolo, una meccanica che è sempre stata presente è quella della corsa contro il tempo, per ottenere le reliquie: tutti aspetti che rendevano Crash Bandicoot un titolo dall'altissimo tasso di rigiocabilità, fino al tanto ambito e anelato 102% di Warped, che conduceva tutti i videogiocatori in stanze segrete, alle quali si poteva accedere o dopo aver ottenuto un determinato quantitativo di gemme o soddisfacendo alcuni requisiti durante gli altri livelli, come l'andare a sbattere contro il cartello degli alieni mentre si corre in motocicletta.



Novità n.sane
La N.Sane Trilogy chiaramente non è solo un mero riproporre quanto mostratoci negli anni '90 da Naughty Dog, ma la logica riproposizione in tempi moderni della trilogia di Crash Bandicoot. Innanzitutto la principale delle novità, dal punto di vista del gameplay, è rappresentata dall'inserimento di Coco Bandicoot: per la prima volta, al di fuori dei livelli di Warped nei quali era necessariamente richiesto utilizzarla, l'intelligente sorella di Crash sarà a disposizione in qualsiasi momento dell'avventura, sfruttando il suo modo di muoversi in maniera del tutto unica. Diversamente, infatti, dal vortice di suo fratello, la bionda bandicoot ha dalla sua il doppio calcio volante e una serie di animazioni diametralmente opposte e chiaramente più signorili rispetto a quelle dissacranti e squinternate di Crash. Coco, che sarà disponibile anche nel primo capitolo grazie all'inserimento della macchina del tempo (nel primo capitolo la sorella di Crash non esisteva, dato che il personaggio femminile era Tawna, poi censurata perché troppo sensuale), non potrà però sfidare i boss, che spetteranno sempre a Crash, così come i dialoghi con i vari antagonisti della vicenda, per una continuità narrativa. Tale aggiunta, annunciata da Activision a pochi giorni dall'E3 illudendo parte della fan base, non rappresenta sicuramente la unique selling proposition di questa remastered, ma una novità simpatica che dà più valore a un personaggio che in Crash 2 rappresentava l'elemento scatenante della vicenda. Dal punto di vista tecnico chiaramente ci troviamo dinanzi a un rifacimento grafico totale, che parte dalle cutscenes, completamente rifatte, e finisce con le animazioni, del tutto nuove. Anche gli effetti grafici, da quelli luminosi fino alle esplosioni sono stati rifatti e adattati alle necessità della PlayStation 4 Pro: restano chiaramente i problemi legati all'aspetto del gameplay, soprattutto nei primi due capitoli, che soffrivano soprattutto dal punto di vista degli hitbox, non sempre precisissimi. La frustrazione, quindi, potrebbe avere la meglio in alcuni momenti, in particolar modo nel primo Crash Bandicoot, ma con un po' di pazienza riuscirete a cogliere il meglio e tralasciare quella che è una difficoltà molto elevata ma figlia soltanto di un gameplay di vent'anni fa che non è stato minimamente ritoccato. Ad accompagnare completamente la vicenda c'è anche una colonna sonora completamente rimasterizzata, adattata per le nuove console e un doppiaggio che vi permetterà di apprezzare di più i dialoghi: inoltre la N.Sane Trilogy è completamente doppiata in italiano, anche il primo capitolo, così da darvi un'immersione ancora più totale nell'esperienza. Le novità non finiscono qui, però, perché nella remastered troverete anche il supporto completo all'analogico, che per i primi due capitoli all'epoca non era previsto, essendo il Dual Analog Controller arrivato sul mercato nell'aprile del '97, con Crash 2 oramai già in fase avanzata di sviluppo. Se all'inizio vi verrà naturale giocare con le levette, dopo un po' vi renderete conto che i controlli non sono proprio l'ideale e tornerete presto alla croce direzionale: resta un aspetto molto soggettivo, ma ci sentiamo di dire che il movimento non fluidissimo di Crash, soprattutto nei primi due capitoli, non rende immediata la gestione tramite analogico.


Articolo letto: 31 volte
Categorie: , Videogames


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook