Secondo un'indagine di Altroconsumo gli esercenti arriverebbero a pagare delle commissioni abbastanza importanti.

Potenza
09:35 del 11/11/2019
Scritto da Luca

QUANTO CI COSTA IL POS - Ridurre l’uso del contante per contrastare evasione e frodi fiscali: questo è l’obiettivo perseguito dagli ultimi Governi. Sicuramente l’uso del Pos (Point of sale), obbligatorio per legge, è un utile strumento capace di far fronte alla riduzione dell’uso del contante. Ma quanto costa ai commercianti detenere il Pos e accettare pagamenti con carte di credito, di debito e pagobancomat? Secondo un’analisi condotta da Altroconsumo, i negozianti sono tenuti a sopportare costi troppo salati.

Nel dettaglio, le spese a carico del commerciante si compongono di una parte fissa e di una variabile legata all’ammontare dell’importo pagato dal consumatore. Dallo studio effettuato da Altroconsumo sull’analisi dei foglietti illustrativi di tre banche, è emerso che i costi fissi oscillano tra cento e duecento euro necessari per l’installazione del dispositivo e tra 35 e 55 euro necessari al pagamento del canone mensile (quindi, fino a 660 euro l’anno di canone mensile). Altrettanto oneroso è il pagamento delle spese variabili, estremamente più pesanti per i piccoli importi. Ad esempio, sul pagamento di un importo pari a 4,50 euro, il commerciante paga fino a cinquanta centesimi di commissioni (pari all’11% del totale).


QUANTO CI COSTA IL POS - La commissione massima applicabile agli esercenti che si servono del Pos è pari all’11 per cento, stando alla ricerca presentata nelle ultime ore da Altroconsumo. L’associazione dei consumatori cita i costi per una cioccolata calda del valore di 4,50 euro. Con Banca Intesa Sanpaolo, l’esercente incasserebbe da una parte la somma di 4,50 euro (il prezzo di vendita della cioccolata calda, dall’altra parte spenderebbe 50 centesimi di commissione (vale a dire l’11 per cento del prezzo totale incassato).

Va detto che questo è un esempio limite, dal momento che altre banche e circuiti offrono commissioni migliori. Ad esempio, Pagobancomat sulla stessa cioccolata calda di 4,50 euro farebbe pagare una commissione pari a 4 centesimi, rispetto ai 10 centesimi di Unicredit e i 15 centesimi di Monte dei Paschi di Siena.

Al termine dell’indagine, Altroconsumo ha formulato tre proposte al governo M5S-Pd, al fine di venire incontro agli esercenti e, di conseguenza, ai consumatori, grazie a particolari incentivi dell’uso del contante. L’associazione nazionale suggerisce di applicare una deduzione delle spese mediche fino a 500 euro, una detrazione Irpef del 10 per cento per le spese alimentari, che andrebbe a restituire poco più di 500 euro l’anno a ogni famiglia italiana.


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Categorie: , Denunce, Economia, Lavoro


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