Il relitto della nave da crociera partirà nelle prossime ore con destinazione Genova. Ma sotto di sè ha lasciato una scia di disastri ambientali che nessun risarcimento potrà restituire

Genova
00:06 del 23/07/2014
Scritto da Albertone

Il disastro ambientale sta sotto la Costa concordia, in quello spicchio di mare divenuto meta turistico dopo aver ospitato una delle più grandi tragedie dei nostri mari. Il relitto della nave da crociera se ne andrà in queste ore dal largo dell'Isola del Giglio in direzione Genova, con destinazione finale il porto ligure. Abbandonerà quello che è stato il luogo del dramma e della disgrazia per dirigersi verso l'ultimo approdo. Purtroppo per noi e per chi ama l'ambiente Italia, sotto di sè lascerà una lunga scia di danni. Per la precisione, qualcosa come 15 milioni di euro di danni che nessun conto in banca potrà mai restituirci.

La vergogna del capitano Schettino, fuggito dalla nave mentre a bordo gli ospiti disperati cercavano di mettersi in salvo, ha tolto la vita a uomini e donne innocenti ed ha snaturato per sempre scogli di grande pregio per l'ecosistema marino. La conta dei danni è già stata effettuata e messa nero su bianco, con praterie di piante sottomarine di Posidonia oceanica che si estendevano per circa settemila metri quadrati sul fondo del mare irrimediabilmente danneggiati. Ma nel computo dei danni rientra anche l'acqua interna al relitto contaminata e il rilascio di sostanze oleose, di refrigerazione e di riscaldamento che si sono riversate in toto o in parte in mare sin dalle prime ore dell'inabissamento.

Sono questi solo alcuni dei danni ambientali provocati dal naufragio della Costa Concordia e che sono stati stimati in circa 12 milioni di euro dall'Ispra. L'ultima valutazione di risarcimento da parte dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che potrebbe aumentare nelle operazioni di trasferimento del relitto, fa parte di un fascicolo per disastro ambientale sul tavolo della Procura della repubblica di Grosseto. Il danno ambientale maggiore è stato calcolato in 7,46 milioni di euro per l'aspirazione e la depurazione delle acque contenute nel relitto (248.794 metri cubi), che oggi sono a tutti gli effetti rifiuti liquidi. L'elenco dei materiali che hanno invaso il mare e le acque è lungo, soprattutto alla luce del fatto che la nave era progettata per ospitare 5mila persone e per muoversi in mare autonomamente, con tutte le riserve del caso.

Così, la Costa Concordia ha rovinato l'ambiente sversando piccole quantità di idrocarburi rimasti dopo lo svuotamento delle cisterne, alimenti putrefatti, detergenti per pulizia e igiene, solventi e resine, metalli e plastiche. Il danno sull'ecosistema marino di Punta Gabbianara (dove è rimasta appoggiata la Concordia dal momento del naufragio sino al raddrizzamento) è di 3,7 milioni di euro per il risarcimento e la riparazione di circa 7.500 metri quadrati di Posidonia oceanica in cui vivono numerose specie di vertebrati ed invertebrati. Importante la presenza di Pinna nobilis, un mollusco per cui è richiesta una protezione rigorosa e la cui sopravvivenza è a rischio. Infine, duecentomila euro sono stati calcolati per la riparazione primaria del danno sull'ecosistema marino del sito "scogli delle Scole".


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Categorie: Cronaca


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