I cecchini dell’Esercito italiano vengono formati a Cesano di Roma, nell’Agro Romano, dove sorge la scuola di Fanteria, l’istituto per la formazione e la specializzazione degli ufficiali, sottufficiali e volontari dell’Arma di Fanteria dell’EI

Milano
07:00 del 22/02/2017
Scritto da Samuele

I cecchini dell’Esercito italiano vengono formati a Cesano di Roma, nell’Agro Romano, dove sorge la scuola di Fanteria, l’istituto per la formazione e la specializzazione degli ufficiali, sottufficiali e volontari dell’Arma di Fanteria dell’EI

È l’unico ente della Forza Armata devoluto alla formazione e all’aggiornamento dei tiratori scelti, cecchini o sniper che dir si voglia.

Dal febbraio 2016 la scuola è guidata dal Generale di Brigata Massimo Mingiardi, a lungo mission commander della missione di training europea EUTM (European Training Mission – Somalia) a Mogadiscio, prima di approdare a Cesano.

Qui vengono addestrati anche gli istruttori tiratori scelti, con uno specifico corso rivolto al personale proveniente dai reparti delle Forze Operative Terrestri dell’Esercito, già in possesso della qualifica di tiratore scelto.

COME SI DIVENTA CECCHINO DELL’ESERCITO ITALIANO?


Lo ha spiegato lo stesso Generale Mingiardi in una intervista rilasciata a GQ:

“Si diventa tiratori scelti dopo un centinaio di ore di corso articolato su otto settimane, di cui circa il 30% di teoria e il 70% di attività pratiche. Le prime due settimane sono dedicate alla selezione del personale che aspira a frequentare il corso di tiratore scelto.” “Il programma comprende l’addestramento al combattimento, lezioni sulle armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia, movimento occulto sul terreno (stalking), mascheramento e resistenza fisica”.

In questo video potete vedere alcune fasi dell’addestramento.

LA GIORNATA TIPO DEL CECCHINO

Questo lavoro non è esattamente come fare il panettiere ma devozione, passione e attitudine al sacrificio sono le stesse:

“Si inizia con delle attività teoriche in aula che comprendono lezioni su armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia. La pratica viene svolta sia presso le aree addestrative interne alla Scuola di Fanteria, sia in quelle esterne. Ovviamente la parte del leone è rappresentata dall’impiego pratico delle armi in dotazione, per acquisire le tecniche di tiro nei confronti di obiettivi posti a grande distanza dal tiratore”.


Durante la fase di addestramento al tiro si ingaggiano bersagli fissi a 500 e 800 metriutilizzando fucili molto sofisticati, tra cui il SAKOTGR 42. Durante i corsi viene usato anche il semiautomatico calibro 5.56, il calibro 50 semiautomatico e il 338 Lapua Magnum.

Quando un tiratore scelto è posizionato in un punto determinato, significa che esiste unareale situazione di pericolo. Quello è il momento in cui il tiratore scelto è pronto a coprire i propri commilitoni.

Anche perché, come diceva un famoso film:

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto.”

E non scordate mai che il miglior cecchino al mondo è italiano.

Da: QUI


Articolo letto: 669 volte
Categorie: , Curiosità, Editoria


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Risposte - Commenti

Paolo

22/02/2017 13:52:30
L'italia a una cosa sola di importante e sono le armi per combattere . I canguri nelle foreste ma ci rendiamo condo tutti i soldi che spendono per far addestrare l'esercito italiano possono dar lavoro a migliaia di famiglie che governo .
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