COSA VEDERE A MEDIO CAMPIDANO - Scivu, Piscinas e Pisti sono tre delle località costiere più conosciute della provincia del Medio Campidano.

Medio Campidano
17:00 del 21/01/2017
Scritto da Carmine

COSA VEDERE A MEDIO CAMPIDANO -Scivu, Piscinas e Pisti sono tre delle località costiere più conosciute della provincia del Medio Campidano.
Ma sul suo territorio troviamo anche un’area pianeggiante caratterizzata dalle colture agricole, le colline della Marmilla e l’area montuosa del Linas, che tra l’altro è un importante bacino minerario. Per 8000 anni, infatti, vi sono stati estratti rame, argento, piombo e ancora oggi sono visibili gli antichi cantieri e i villaggi minerari, da Ingurtosu a Gonnosfanàdiga, da Villacidro a Canale Serci.

COSA VEDERE A MEDIO CAMPIDANO -L’altipiano della Giara (giara di Gesturi) è una vasta zona proprio nel cuore della Sardegna, con una estensione di 42 Km quadrati e un’altezza di 550 metri sopra il livello del mare. Il nome italiano Giara ed il nome sardo Jara indicano gli altipiani basaltici o alture pianeggianti, spesso ricoperte di lava. Il territorio del Parco della Giara è il luogo dove trovano rifugio i meravigliosi “Cavallini della Giara”, ultimi cavalli selvaggi in Europa e celebri per la loro piccola stazza. Ma oltre a questi splendidi esemplari, la Giara è popolata da tante altre specie animali. Nella Giara trova il suo habitat anche una ricca Flora e i colori della Primavera offrono uno spettacolo unico. Numerosi sono anche gli insediamenti archeologici e nuragici. Vi consigliamo assolutamente una visita nel Parco della Giara accompagnati dalle guide ambientali che vi faranno conoscere un territorio veramente unico e fra i più belli della Sardegna. 

COSA VEDERE A MEDIO CAMPIDANO -SU NURAXI BARUMINI

Circa 3.500 anni fa sulla collina di Barumini gli antichi costruirono un nuraghe e un piccolo villaggio di capanne, che dominava l’altopiano. Oggi quel complesso è il sito archeologico chiamato “Su Nuraxi” ed è uno degli esempi più completi e meglio conservati di nuraghe, stiamo insomma parlando del monumento più importante della civiltà nuragica in Sardegna. Visitare questo complesso nuragico è un’esperienza davvero unica, perché ci si rende veramente conto di come erano fatti i nuraghe, della loro imponenza e della loro complessità. Durante la visita si entra proprio all’interno della fortezza, nei suoi stretti cunicoli ricavati nelle mura costruite con massi enormi, provenienti dalla Giara, in un impressionante ambiente ciclopico estremamente interessante e suggestivo. Se volete visitare un nuraghe in Sardegna, questo è veramente quello più bello. Dal 1997 questo complesso costituisce Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

CASTELLO DI SANLURI

Il Castello di Sanluri, sito proprio nel centro della cittadina capoluogo del Medio Campidano, venne fondato dai Giudici di Arborea attorno al 1195, si tratta di quello meglio conservato tra i castelli della Sardegna.


Noto anche come Castello dei Conti di Villa Santa dal nome della famiglia che lo acquisì e lo restaurò a cavallo delle due guerre mondiali, è tutt’oggi abitabile. Sono tante le leggende che riguardano il Castello, pensate che fra gli arredi è presente anche una scrivania appartenuta a Napoleone Bonaparte. Noi vi consigliamo di fare assolutamente una visita al Castello, accompagnati dalle bravissime guide potrete visitare i musei al suo interno: il Museo del Duca D’Aosta, il museo delle ceroplastiche (400 opere circa comprese fra il XVI e il XIX sec),  lo studio del Generale Nino Villa Santa con la sua corrispondenza con Gabriele D’Annunzio, i ricordi legati alla famiglia di Napoleone, le stanze da letto arredate con mobilio del XVII, XVIII e XIX sec, la sala Gondi, la Stanza della caccia e la stanza delle regine.

MINIERE DI MONTEVECCHIO

Tra i territori di Guspini e Arbus si trova il compendio minerario di Montevecchio, che contiene diversi monumenti di archeologia industriale mineraria e fa parte del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, inserito nella rete GEO-PARKS dell’UNESCO. La miniera che seguiva il filone minerario piombo-zincifero iniziò l’attività estrattiva nel 1848 e chiuse i battenti nel 1991. Oggi è possibile visitare i numerosi siti che testimoniano il passato di questo imponente sito, ripercorrendo tutte le strutture estrattive, le officine e i pozzi ma con la possibilità di visitare anche gli edifici restaurati che ospitavano la direzione e che sono molto suggestivi e in stile neorinascimentale. E’ possibile scegliere fra vari percorsi per visitare il complesso di Montevecchio, il nostro consiglio è di visitare tutto il sito, perché ne vale veramente la pena.

SARDEGNA IN MINIATURA

Nel 1999, in una zona della Sardegna che vede diversi complessi nuragici e il Parco della Giara, è stato aperto un Parco di Miniature che offre la possibilità di ripercorrere tutta la Sardegna e i suoi monumenti più significativi lungo un percorso che si sviluppa per circa 360 metri, inserito in un’ampia area verde. Nel Parco è presente anche un Planetario che, con la sua cupola di quasi  11 metri  di diametro e un sofisticato sistema di proiezione digitale è il più importante e tecnologico della Sardegna. Altre attrazioni del Parco sono il Museo dell’Astronomia, la Biosfera (una cupola che ospita una vera e propria foresta pluviale), la mostra permanente dedicata a Darwin, il Padiglione Nuragico, il Percorso Botanico e le aree di ristoro. Insomma, tutto il necessario per trascorrere una giornata diversa, all’insegna del divertimento e del sapere.


MUSEO NATURALISTICO SA CORONA ARRUBIA

Lunamatrona, in piena Marmilla, posizionato in un anfiteatro naturale di basalto rosso nel territorio di Sa Corona Arrubia, sorge il museo naturalistico che si propone di far ammirare le specie animali e vegetali del territorio ma anche di tutto il resto della Sardegna, attraverso i diorami, moderne ricostruzioni tridimensionali del bosco della Giara e tanti altri. Il museo al suo interno è articolato in diverse sezioni tematiche: botanica, faunistica, geologica e antropica. Dopo la visita al museo tutto quello che si è visto può essere ammirato dal vivo, grazie alla suggestiva ascesa con la seggiovia panoramica che conduce fino all’altopiano del vicino territorio di Siddi. Il Consorzio Sa Corona Arrubia è certamente uno dei migliori della Sardegna e organizza continuamente delle mostre molto suggestive e di richiamo.

TERME DI SARDARA

Quando si parla di terme in Sardegna si parla di Sardara. Le sue terme erano sfruttate fin dal periodo fenicio-punico, furono poi avviate a pieno ritmo a partire dal periodo romano. Intorno ad esse romani crearono una città intorno ad esse con edifici pubblici, di soggiorno, foro, teatro e tempio. Tuttavia, nonostante le origini antichissime, testimoniate dai tanti siti archeologici della zona, le acque e i fanghi termali di Sardara non hanno subito uno sfruttamento eccessivo, conservando intatte tutte le proprietà benefiche utilizzate per i trattamenti terapeutici. Le terme di Sardara sono divenute le prime terme moderne della Sardegna, ancora oggi sono molto frequentate e continuano ad offrire un’alta qualità. Se quello che volete è prendervi cura del vostro corpo, in un clima di benessere e relax, allora vi consigliamo vivamente di fare un soggiorno alle terme di Sardara.

MUSEO DEL COLTELLO SARDO

Nel dialetto locale il celebre coltello sardo viene chiamato “arresojas”. Paolo Pusceddu è uno dei coltellai più conosciuti e accanto al suo laboratorio, ad Arbus, ha deciso di creare un suggestivo museo interamente dedicato al coltello sardo, all’interno del quale potrete rivivere la storia della coltelleria in Sardegna, a partire dal neolitico. Nel museo farete un viaggio alla scoperta di questo strumento, prezioso compagno di vita degli uomini delle campagne sarde: da quelli più antichi – tra cui la preziosa riproduzione di un pugnale in ossidiana – ai pezzi del XVI secolo, fino ai più recenti. Vere e proprie opere d’arte, con manici in corno intarsiati e scolpiti di ogni forma e colore. Nel museo sono anche esposti i prodotti dei più rappresentativi coltellinai sardi contemporanei (Francesco Trudu di Villacidro, Sebastiano Spanu di Dorgali e Barore Brundu di Pattada). Non manca la sala dove viene ricostruita l’antica bottega del fabbro “su ferreri”, nella quale sono visibili arnesi originali del secolo scorso; vengono poi proiettati filmati dedicati alle fasi ed alle tecniche della costruzione del coltello. Insomma, se amate e vi affascinano i coltelli sardi questo è un luogo da vedere assolutamente.

MASSICCIO DEL MONTE LINAS

Uno dei luoghi più selvaggi e incontaminati della Sardegnail massiccio del Monte Linas offre paesaggi diversi e bellissimi. E’ raggiungibile da varie zone, bellissima è quella del parco comunale Perda de Pibera, a Gonnosfanadiga, con gli edifici restaurati della vecchia miniera, da cui è possibile salire sulla montagna e in un paio d’ore arrivare al passo Genna Farraceus, da cui si gode di una vista incredibile sulle immense distese del territorio. Raggiungere la sommità del Monte Linas non è facile, è un percorso che consigliamo solo ai più esperti amanti del trekking, ma una volta in cima la vista è veramente unica e spettacolare, il panorama offre una veduta sconfinata verso il Campidano, l’Oristanese, il Sulcis, persino ilGennargentu e nelle giornate più limpide si vede addirittura Cagliari. Il Monte Linas vi consigliamo, quindi, di visitarlo partendo da differenti luoghi, perché ogni sentiero offre nuove meraviglie, potreste ad esempio imbattervi nelle suggestive cascate presenti nella parte di Villacidro, poi torrenti, boschi, grotte, flora e fauna unica. Volete un consiglio? Visitate www.montelinas.it e vi farete un’idea di quale meraviglia vi aspetta.

SA DOMU E S’ORCU

Nel territorio del comune di  Siddi è presente uno dei monumenti nuragici meglio conservati della Sardegna: la tomba dei giganti di Sa Domu e S’Orcu. Un sito imponente e maestoso che rappresenta uno tra i più straordinari esempi di architettura funeraria nuragica della Sardegna. Sa Domu e s’Orcu è una tomba della tipologia con struttura cosiddetta “a filari” (quindi senza stele centinata), risalente al Bronzo Medio (XVI-XIV sec. a. C. circa). Edificata in località Nuraghe Tuvudu, poggia su una lieve sporgenza di roccia basaltica ad una quota di 355 metri. Il nostro consiglio è di visitare anche la Giara di Siddi, sia per i bellissimi panorami da ammirare lungo la passeggiata, sia per questa Tomba dei Giganti (ma anche gli altri siti nuragici che troverete lungo il percorso) che domina sulla piatta vegetazione della Giara e vi mostrerà la maestria degli uomini antichi nel costruire con blocchi enormi costruzioni praticamente eterne. Ne rimarrete affascinati.


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Categorie: , Luoghi da visitare


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