Che idea hanno di noi a Barcellona, a Mosca o negli States? Purtroppo, nulla di cui andare particolarmente orgogliosi. E questo naturalmente non giova alla nostra economia

Milano
18:36 del 12/06/2014
Scritto da Albertone

Quando dite di essere italiani in un Paese estero, state pur certi che la maggior parte dei vostri interlocutori scoppierà in una risata fragorosa o si accontenterà di ridacchiare con le Mani davanti alle labbra come fecero Angela Merkel e il suo collega Sarkozy in una celebre conferenza stampa. Ecco, siamo raccontati e descritti come dei Pinocchi. Come delle persone a cui non dare nessun credito. Facciamo ridere, e la colpa di tutto questo è dei nostri politici. Solo loro e di nessun altro. Ormai siamo i pagliacci dell'Europa e di buona parte del Continente per colpa di una classe dirigente che ci ha rovinato. Non ci salva nemmeno più la nostra cucina o la moda o il campionato di calcio. Siamo derisi, punto e basta.

E tutto questo è dannatamente umiliante. Perchè noi comuni mortali non abbiamo fatto nulla per meritarci tutto questo. Eppure le palate di fango dobbiamo prendercele addosso noi o i nostri figli. Vergogna.

In Germania l’italiano visto dai tedeschi ha occhiali da sole extra large, uno o due telefonini in mano e una mise sempre impeccabile. Sì, perché l’italiano deve sempre fare “bella figura”. Siamo derisi, in particolare, per l’abbigliamento studiato appositamente per passeggiare in centro. E anche per lo stile autunnale, da sfoggiare già a settembre, non importa quanti gradi ci siano. Ma ci va anche peggio: ai loro occhi siamo casinisti, chiassosi e inaffidabili. A livello economico, questa nomea è una strage. Chi commercerebbe con un italiano? Appunto, nessuno. Così sono i tedeschi a fare i prezzi e noi a subirli.

Vanno meglio le cose a Istanbul: le donne turche adorano il maschio italiano perché “sa fare l’amore con gli occhi”: una specie da proteggere. L’uomo turco invece la pensa un pò diversamente: per lui il maschio italiano è troppo curato. Lo definisce “uomo di velluto”, uno che passa davanti allo specchio più tempo di Paris Hilton. E pensa anche che sia appiccicoso: uno che corteggia tutte le donne che respirano ma che alla fine ama solo la mamma. Insomma, dietro gli occhiali da sole (firmati) il nulla.

A San Francisco siamo tutti... "cumpà", dove pensano che gli italiani siano tutti “Sopranos, Gold Chain Wearing and Mama Boys”, ovvero mafiosi, ingioiellati e mammoni. Tre aggettivi di cui non andare eccessivamente orgogliosi. Ci hanno anche costruito una barzelletta: "Sai cosa succede ad un italiano se gli leghi le mani? Diventa muto". A loro fa ridere, a noi dovrebbe far piangere.

Continente che vai, giudizio che trovi. A Melbourne, gli australiani guardano con terrore allo stile di guida nevrotico-convulso degli italiani. Quando un australiano dice di voler visitare l’Italia prendendo un auto a noleggio viene guardato come se stesse andando in vacanza a Baghdad. Gli australiani si stupiscono anche per l’eccessiva magrezza delle donne italiane. Fosse solo quello il difetto...

A Bangkok facciamo la figura dei Casanova e degli allocchi: poca stima di noi. Dici "Italia" e a Mosca pensano solo a Silvio Berlusconi. Quando un russo scopre che vieni dal Belpaese l’associazione con il sorriso del nostro premier è automatica. Poi vengono la buona tavola e il saper vivere.

A Barcellona, invece, il turista nostrano fa sorridere (e ridere), essendo l’unico che si aggira fiero e rumoroso per le Ramblas con enormi sombreros messicani sulla testa, convinti di indossare un autentico copricapo spagnolo. Purtroppo sembra che non si tratti di una svista, ma di una convinzione radicata... E New York? Le americane trovano l’uomo italiano irresistibile: attraente, sexy, arrogante al punto giusto, elegante, amante della vita, generoso. E con un altra grande qualità: non spiccica una parola d’inglese.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Esteri


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