Le piogge di arresti nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale, la condanna in primo grado di Silvio Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita di senatori

Milano
08:30 del 05/08/2015
Scritto da Gerardo

Le piogge di arresti nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale, la condanna in primo grado di Silvio Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita di senatori: sono anche episodi come questi che spingono l’Italia sempre più in basso nel Corruption perception index di Transparency International, Una classifica della corruzione in cui nel 2014 l’Italia occupava una poco onorevole 69sima piazza. “La lotta alla corruzione e alle mafie costituisce una priorità assoluta”ha dichiarato pochi giorni fa Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Tralasciando l’attualità e guardando un po’ di numeri, si comprende l’importanza delle parole del Presidente della Repubblica.

Già, perché non solo l’Italia è dietro a tutti i Paesi europeinell’indice dedicato alla corruzione percepita. Ma è in fondo alla classifica quando si parla di condanne per questa fattispecie di reati. Per capirlo basta incrociare i dati dello European Sourcebook of Crime and Criminal Justice Statistics, pubblicato nel 2014 da Heuni ma riferito al 2011 e nel quale non ci sono numeri riferiti all’Italia, con i numeri forniti dall’ufficio statistiche del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, che però non risalgono più indietro del 2012.

Fatte queste premesse, il risultato è che in Italia ci sono 0,2 detenuti per corruzione con condanne definitive ogni 100mila abitanti. Ora, avere molte persone in carcere non comporta necessariamente risalire la classifica. Per dire, in Svezia ce ne sono 0,1 e il Paese scandinavo sta al 4 posto nel Cpi. Però aiuta: con 11,2 condannati ogni 100mila persone, la Lituania è salita fino al 50simo posto. Invece il Belpaese si trova nella situazione paradossale per cui un basso numero di corrotti in galera non si traduce in una riduzione della corruzione

Ma questo non significa che in Italia non si indaghi: nel 2012 l’Istat ha censito 2.790 indagini per corruzione aperte dalle Procure della Repubblica sparse sul territorio. Il punto è che oltre il 48% finiscono per essere archiviate. 

Anche quando si arriva al rinvio a giudizio, però, non è detto che il risultato sia una condanna: bisogna che l’accusa vinca fino in Cassazione e che lo faccia prima che scatti la prescrizione. Intanto lo scorso 14 giugno è entrata in vigore la legge 69/2015, che inasprisce le pene e le riduce per chi collabora con la giustizia, introducendo una formula già in uso nella lotta alla criminalità organizzata. Sarà il tempo a evidenziare gli effetti delle nuove norme, anche se l’Associazione nazionale magistrati, all’indoMani dell’approvazione della legge, ha già indicato quello che dovrà essere il prossimo passo: l’allungamento dei tempi di prescrizione, che troppo spesso finiscono per vanificare il lavoro di indagine.


Articolo letto: 1237 volte
Categorie: Denunce, Politica


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Ricerche correlate

Corruzione - Prescrizione - Politica - Vergogna -

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook