Corruzione: cosa resta al nord sotto inchiesta? | Mettiamo alla luce gli scandali di questo periodo

Catania
11:15 del 04/02/2015
Scritto da Gerardo

Sembrano lontani gli anni in cui il benestante nord derideva il povero e corrotto sud. Il problema è che lo Stato deve funzionare bene, e che per questo servono leggi diverse da quelle attuali, che si sa benissimo - se si è un minimo addetti ai lavori - sono state costruite apposta per certi fini. Ma il problema vero è che gli amministratori spregiudicati e poco limpidi sono anche quelli che stranamente hanno più consenso, fanno carriera, da Assessori diventano Onorevoli, da Deputati Ministri... facciamo dei nomi?

Con gli arresti in Laguna e nel resto del Veneto si chiude il cerchio a Nord-Est completando la Padania degli affari (sporchi) da Torino a Venezia. Se mettiamo in fila le inchieste e gli scandali degli ultimi anni c'è da restare senza fiato, con tutto il garantismo del caso e la necessaria sanzione verso il protagonismo e l'orologeria spesso equivoci di alcuni magistrati: si va dalle bonifiche in Brianza (affaire Grossi) alla sanità pubblico-privata infestata da corrotti e corruttori (Piemonte,San Raffaele, Maugeri), dal mattone flop (Zunino) a quel che resta del salotto buono (crac Ligresti), dal Belsito al Penati gate, dalle infrastrutture gonfiate in Veneto alla cricca Expo, dal sistema Scajola nel Ponente ligure fino alle banche di territorio che danno i soldi agli amici e agli amici degli amici (Carige). Questa la sfilza di inchieste, solo per citare i casi più eclatanti, lasciando fuori dal mazzo 'ndrangheta e criminalità organizzata, altro film dell'orrore proiettato in questi anni sopra il Po.

Si tratta di una tangentopoli diffusa forse peggio di quella originale tanto che il procuratore veneziano Carlo Nordio, descrivendo il sistema Veneto, lo ha spiegato con dovizia, persino sorpresa: «ci si è trovati di fronte ad una vicenda simile alla tangentopoli negli anni '90. In alcuni casi, abbiamo trovato gli stessi protagonisti degli anni '90. Non hanno imparato niente, ma non hanno dimenticato nulla». A differenza di quei tempi, però, il sistema è decisamente più sofisticato, con triangolazioni in paesi stranieri come la Svizzera e la Repubblica di San Marino.

Cosa ne pensi della corruzione al settentrione? Nord e Sud sono ormai uguali in malaffari?

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Articolo letto: 828 volte
Categorie: Economia, Lavoro, Politica


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Risposte - Commenti

Alfredo

04/02/2015 12:01:33
In pochi hanno la concezione del volume d'affari gestito dalle organizzazioni malavitose al nord, degli interessi gestiti e dell'evoluzione che la camorra stessa ha avuto nel corso degli anni.Pensare al buzzurro semi-analfabeta occupato nella raccolta del pizzo dai commercianti....è un miope e scellerato approccio.Il cammorrista del nuovo millennio è ormai un manager che,gestisce pubblici appalti,gioca in borsa e reinveste.
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Gerardo

04/02/2015 11:59:43
Vivo a Milano e molte persone sono convinte che la malavita c'e solo al Sud.. Ma queste sono persone ignoranti.. La mafia Italiana si dice che e' stata creata da 3 fratelli spagnoli emigrati a Siracusa, poi dopo qualche anno si è diffusa in tutta l'Italia.. Ora la mafia si è al Sud ma è molto diffusa pure al Nord.. Milano, Roma e forse anche Firenze sono le città del Nord italia più popolate da organizzazioni criminali di tipo Mafioso.. Torno a precisare per tutte le persone ignoranti che la mafia c'e al Sud come al Nord, Al Sud è forte quanto al Nord. Non c'e differenza!
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Mario

04/02/2015 11:58:46
La mafia è in tutto il mondo. Ne è piena Milano come New York. Inoltre ci sono altre associazioni che sono una sorta di mafia di colletti bianchi tra cui la massoneria che è dovunque, anzi più nel nord Italia che nel sud. Mente se vi volete informare sulla nascita della mafia e sul suo significato originario dovreste leggere un pò di storia e vedrete che non aveva accezione negativa, ma era una sorta di associazione tra persone nata per difesa viste le numerose e varie dominazioni succedutesi nel sud Italia
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Antonio

04/02/2015 11:57:19
Sono criminali, lo stato dovrebbe rinchiuderli per sempre in una cella di 3 mq.. invece spesso lo stato è complice di questi sciacalli... il problema è che chi manda i rifiuti al sud è considerato imprenditore, non mafioso, e non è una giustificazione dire "gli offrono la possibilità".. la gente pur di far soldi si vende il deretano quindi... in assenza del controllore il + furbo vince sempre, a discapito di un'intera comunità
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