Corruzione, blitz della finanza: 24 arresti, indagati deputato Ncd e ex sottosegretario Giuseppe Pizza

Roma
06:20 del 05/07/2016
Scritto da Samuele

Corruzione, blitz della finanza: 24 arresti, indagati deputato Ncd e ex sottosegretario Giuseppe Pizza

L’operazione delle Fiamme gialle, ribattezzata «Labirinto», ordinata dalla procura di Roma. Il faccendiere al centro dell’inchiesta è il fratello del politico calabrese che ricoprì la carica di sottosegretario all’Istruzione nel governo Berlusconi. Fra gli indagati anche Vittorio Crecco, ex direttore generale dell’Inps.

L’operazione Labirinto è scattata all’alba. Centinaia di finanzieri hanno eseguito un blitz sul territorio nazionale ordinato dal Gip presso il Tribunale della Capitale: 24 persone sono state arrestate (di cui 12 ai domiciliari), nel corso dei controlli sono stati sequestrati beni e quote societarie per 1,2 milioni di euro. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita.

Al centro delle indagini le attività sospette di un consulente tributario. Nelle indagini risulta indagato anche un parlamentare Ncd in carica , di professione avvocato, del quale non è ancora stato reso noto il nome. Indagato anche Giuseppe Pizza, ex sottosegretario all’Istruzione con Berlusconi premier ed esponente della Nuova Democrazia. E con lui anche il fratello Raffaele Pizza, faccendiere considerato figura centrale nell’inchiesta. Fra gli altri nomi coinvolti figura Vittorio Crecco, ex direttore generale dell’Inps.

La rete societaria sospetta e i fondi neri


Gli accertamenti del Nucleo valutario erano stati avviati dopo la segnalazione di alcune operazioni sospette effettuate da un consulente tributario romano intorno a un vero e proprio labirinto di società costituito forse proprio per aggirare il fisco. I finanzieri hanno infatti scoperto un giro di fatture false, con un movimento di oltre dieci milioni di euro, emesse per creare fondi neri e riserve occulte di denaro. Per ammorbidire eventuali controlli fiscali e agevolare le pratiche, il consulente tributario si avvaleva della collaborazione di alcuni dipendenti dell’Agenzia delle entrate.

Il faccendiere e lo studio in centro

Uomo-chiave dell’organizzazione è come accennato Raffaele Pizza, faccendiere romano ma di origini calabresi, attivo nel settore delle relazioni pubbliche con legami importanti nel mondo della pubblica amministrazione, con studio nei pressi del Parlamento. Come hanno spiegato gli inquirenti, il faccendiere svolgeva «un’incessante e prezzolata opera di intermediazione nell’interesse personale e di imprenditori senza scrupoli interessati ad aggiudicarsi appalti pubblici».

Molti dei contatti venivano portati avanti nello studio vicino al Parlamento, dove sarebbe avvenuto anche lo scambio di denaro in varie occasioni. In tutto risultano indagate 50 persone, controlli e arresti sono stati effettuati nel Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Marche, Umbria e Toscana.


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Categorie: Cronaca, Denunce


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