Fino a pochi anni fa era una competizione snobbata dai principali club italiani, oggi ha riacquistato valore. Il merito? La formula, i mesi di gioco e… Roberto Mancini

Roma
23:49 del 06/02/2014
Scritto da Albertone

L’avevano soprannominata Coppa del Nonno, un modo decisamente poco carino per definire una Manifestazione comunque di carattere nazionale. E passava pure per stupido – o rischiava di apparire tale agli occhi di frange di tifosi – quell’allenatore che in campo schierava i titolari e non le seconde linee. Poi è arrivato Roberto Mancini, la sua Inter pluri-finalista e ultra-vittoriosa, e alla fine la Coppa Italia è ritornata un obiettivo importante per le squadre di calcio di A e, magari, pure di B.
Anche in questo 2014, il torneo è stato combattuto, gagliardo, molto seguito in tv e decisamente meno sugli spalti dove gli stadi italiani soffrono di un crescente malcontento che spinge gli appassionati a rimanere davanti al televisore piuttosto che usare mezzi, far file per i biglietti, scontrarsi con burocrazia e tornelli per poi rischiare di prendersi pioggia, freddo e vento. Ma lo spettacolo, quello vero, le squadre non lo hanno fatto mancare.
Il motivo? Innanzitutto, la formula. Fino ai quarti si giocano gare secche: dentro o fuori, qualificati o eliminati, con le big della A che devono vedersela con formazioni senza nulla da perdere. Hanno pagato dazio Inter e Milan (entrambe con l’Udinese), la Roma invece ha cacciato fuori la Juve candidandosi a serissima pretendente per la vittoria con l’ottica di riscattare il derby perso nel 2013 con la Lazio. La formula è vincente, il poker d’assi di squadre arrivate in semifinale è di tutto rispetto, ma una premessa è d’obbligo.

La Coppa Italia è tornata d’interesse anche complice le sconfitte rimediate a livello europeo dai principali team della nostra serie A. La Juve è uscita nel fango di Istanbul, il Napoli si è arreso in un girone ai limiti dell’impossibile, il Milan è dentro per il rotto di collo e con l’Atletico Madrid vede a serio rischio la sua permanenza in Champion’s. Non va meglio in Europa League, dove la Lazio di Edy Reja sogna di approdare almeno ai quarti, Juve e Fiorentina giocheranno contro il caso di passaggio al turno successivo e il Napoli parte col favore del pronostico pur avendo perso la brillantezza di qualche mese fa.
Ecco allora che la Coppa Italia ha ritrovato interesse per una Roma che altro non ha da pensare se non al campionato, per un Napoli che in campionato va maluccio e in Coppa pare trasformarsi, per una Fiorentina abituata a colpire nel segno delle gare secche (vedi quella vinta con la Juve) e per un’Udinese che lotta per non retrocedere ma poco ha da invidiare alle altre sui 90 minuti.
Finissero come oggi le sfide, in finale ci andrebbero Udinese (2-1 alla Fiorentina) e Roma (3-2 al Napoli), ma la gara di ritorno vedrà giocare in casa entrambe le squadre sconfitte. Probabile che la Fiorentina riesca a ribaltare la situazione, possibile che la Roma non si faccia sorprendere. In qualunque caso, in campo ci andrà agonismo e rabbia. Altro che Coppa del Nonno…


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Categorie: Calcio


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