Circa 6000 imprese italiane provano a “mettersi insieme” per sfidare la crisi e incrementare la competitività. Milano, Brescia e Roma le province con il maggior numero di contratti di rete

Milano
20:38 del 14/03/2014
Scritto da Albertone

Per combattere la crisi, la soluzione è stringersi assieme. Unirsi per rispondere alla recessione. Una strategia che sul territorio nazionale sembra aver preso piede. In attesa di riscontri oggettivi, l’Italia si affida alla… rete. Non quella del world wide web, ma quello ben più concreta della mano che aiuta l’altra. Fare rete per tornare ad essere competitivi. Con la crisi in Italia salgono a quota 1.344 i contratti di rete, in cui sono coinvolte complessivamente 6.435 imprese, un numero che è triplicato in poco più di un anno. Un’opportunità che le imprese colgono mettendosi in rete soprattutto con altre attività che lavorano fuori dal proprio territorio. E, per colpa della crisi, gli imprenditori si sono liberati dal vecchio giogo del guardare ciascuno al proprio orticello, del badare al proprio interesse infischiandosene di parole quali innovazione.
Tanto, fino a dieci anni fa, ce n’era e pure in abbondanza per tutti. Adesso che le aziende stanno sulla soglia del galleggiamento, ecco che lo sguardo si è proiettato oltre il capannone o l’ufficio di proprietà. In particolare, a Monza e Brianza il 95,6% dei contratti di rete coinvolge imprese di province diverse, prima in Italia, seguita da Varese (90,4%). Complessivamente, sono Milano, Brescia e Roma le province in Italia con il maggior numero di contratti di rete attivi, rispettivamente 246, 113 e 107.
Le imprese coinvolte appartengono sia all’industria (47,5%) che ai servizi (45,7%). Tra i settori i più rappresentati sono meccanica (12,6%), costruzioni (9,5%), legno mobile (3%) e alimentare (3,5%). È quanto emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio che ha fatto il quadro a livello nazionale di un fenomeno in continua espansione. Uno dei pochi in grado di assicurare crescita collettiva e nuove strade per sperare in una risalita dell’economia. Le reti di impresa rappresentano ormai una strategia per far fronte alla crisi e per far sì che anche le piccole e medie imprese possano introdurre innovazioni nei processi aziendali e nei prodotti, consolidando e rafforzando quindi il Made in Italy.
I finanziamenti stanno arrivando, le soddisfazioni pure. Le Reti d’impresa costituiscono una modalità innovativa nell’affrontare il mercato per aumentare la forza delle imprese, senza doversi necessariamente unire in una fusione o ricadere sotto il controllo di un unico soggetto. È un’obbligazione reciproca tra le imprese aderenti al contratto di rete ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali con lo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato, ma anche di garantire la possibilità di accedere a rapporti altrimenti preclusi all’impresa singola, come finanziamenti, agevolazioni o bandi di gara pubblici.
Tra gli esempi di oggetto di contratti di rete: la valorizzazione dei sistemi di gestione della qualità, lo sviluppo di prodotti e servizi che consentano l’ampliamento del mercato e dei canali distributivi, la creazione di un marchio di rete, il consolidamento dei brand già esistenti, il rafforzamento e consolidamento delle reti distributive e della presenza su mercati internazionali.


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Categorie: Economia, Lavoro


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