Le nostre forze dell'Ordine non sono più in grado di garantire la sicurezza delle nostre città a causa dei tagli, ma il Ministero dell'Interno spende milioni di euro nei braccialetti elettronici.

Roma
10:37 del 17/12/2013
Scritto da Samuele

Siamo in un periodo di profonda Crisi economica ma pensare che il Governo abbia deciso e continui a decidere di tagliare le spese a partire dalla Difesa, fa veramente rabbrividire. La sicurezza dei cittadini andrebbe tutelata senza se e senza ma, perché un cittadino che non si sente sicuro né in casa propria né tanto meno strada è un cittadino prigioniero di un sistema che pensa solo a gonfiare le tasche dei potenti, perché è ormai noto che i soldi, quando si tratta di sprechi e lobby saltano sempre fuori.

Qualche settimana fa il Capo della Polizia aveva sollevato il problema dei tagli. I numeri confermano come la crescita dei reati sia direttamente proporzionale a quella dei tagli al comparto. "Ogni tanto qualcuno mi chiede di aumentare il livello dei controlli in alcune città o in alcune parti del Paese. Voglio essere chiaro con tutti: oggi non siamo in grado di accrescere la sicurezza in nessuna parte del territorio". Pansa è al vertice del Dipartimento sicurezza del ministero dell'Interno. Da lui dipendono Polizia, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza. Insomma, è il capo delle forze dell'ordine ed è proprio lui che lancia l’allarme. Con questo appello, il numero uno della Polizia aveva dato per la prima volta un forte segnale di preoccupazione perché va da sé che uno Stato che non da gli strumenti per combattere la criminalità, è uno stato che si arrenda di fronte ad essa. E ancora Pansa, il 25 novembre dichiarò "Non è più pensabile ragionare come se sul territorio siano schierati 110 mila uomini. Dal 2014 ce ne saranno solo 94 mila". "Bisogna chiarire - ha dichiarato - chi ha la legittimità dell'uso della forza nell'ambito della sicurezza". "Perché - ha polemizzato con la Difesa - se spostiamo l'asse verso il sistema militare, creiamo qualche scompenso anche rispetto ai principi costituzionali".

Conviene forse fornire un po’ di numeri per rendere bene l’idea della situazione in cui versa il nostro Paese.

Nel dettaglio delle grandi città, è Firenze in cima alle classifiche per l'aumento dei delitti nel 2012 (9,2%) rispetto all'anno precedente. Da gennaio ad agosto di quest'anno, ultimi dati disponibili, a Firenze sono cresciuti del 100% gli omicidi volontari, del 16% i furti in abitazione, del 50% le rapine in banca. A Roma crescita dei delitti del 3,2%, con un incremento tra gennaio e agosto del 43% degli omicidi volontari, del 4,3% dei furti in generale e dell'8,7% dei furti negli esercizi commerciali. A Bologna i delitti sono aumentati del 2,2%. Nei primi otto mesi sono aumentati dell'11% i furti in abitazione, del 20% negli esercizi commerciali, e del 47% le rapine in abitazione. A Napoli crescono dell'11,4% le violenze sessuali e del 18,6% le rapine. A Catania i delitti sono aumentati del 4%, con un incremento nei primi otto mesi di quest'anno del 100% degli omicidi volontari, del 225% delle rapine in banca. A Milano, nei primi otto mesi dell'anno si è registrato un aumento del 17% di furti in abitazione, del 73% di rapine in abitazione, del 96% di rapine in banca. In crescita i delitti anche a Palermo (più 5,8%), con un incremento nei primo otto mesi del 250% di omicidi volontari, del 18% di furti in abitazione, del 12% di rapine in banca. L'aumento di criminalità non risparmia il Nord Ovest (salgono del 30% nei primi otto mesi i furti a Torino, del 47% le rapine in abitazione e del 10,4% quelle negli esercizi commerciali). Né il Nord Est: a Trieste i delitti crescono del 4,7%, in particolare si registra un'impennata di reati contro le donne, con un più 33,3% di violenze sessuali, mentre a Venezia i delitti crescono del 3,5% con una crescita ad agosto del 14% dei furti in abitazione e del 24% dei furti negli esercizi commerciali.  Da questa terrificante fotografia dell’Italia, passiamo ad un altro aspetto della faccenda, che durante la puntata di Report andata in onda ieri sera è stata sollevata. Perché se da un lato le nostre forze dell’ordine non hanno i mezzi adeguati né le strutture, coabitano con situazioni di uffici e sedi fatiscenti, veicoli vecchi e poco sicuri, dall’altra parte l’Italia ha investito fior fior di milioni nei cosiddetti Braccialetti Elettronici, che considerato quanto ci costano, sembra si tratti più che altro di orologi di lusso.

Per il fatidico braccialetto elettronico il primo contratto, più che mai fallimentare per l’erario, era iniziato nel 2003 ad un costo di 81 milioni di euro per 400 braccialetti, di cui ne sono stati utilizzati solo 14. Il contratto era scaduto il 31 dicembre 2011 e alla luce di tutto ciò si era quasi certi che il contratto non sarebbe stato rinnovato e invece, l’allora Ministro dell’Interno Cancellieri lo ha rinnovato, per una spesa, per duemila braccialetti, pari a 9 milioni e 500mila euro all’anno. L’unica a guadagnarci, in questa assurda faccenda è guarda caso Telecom e guarda caso, in Telecom, proprio poco dopo la firma del rinnovo del contratto, ha fatto il suo ingresso come Top Manager Piergiorgio Peluso, figlio della Cancellieri. Lasciamo a voi le considerazioni del caso. Per restare sul pezzo ci sembra doveroso raccontare anche che, dopo il rinnovo del contratto, Fastweb ha fatto causa a Telecom perché per tale commessa sarebbe stato d’obbligo pubblicare un bando. Intanto che si attende la decisione della Corte di Giustizia Europea, Ministero dell’Interno e Telecom dovranno sborsare a Fastweb una cauzione di 26 milioni di euro. Ma tutti questi milioni di commesse e cauzioni, non sarebbe stato meglio investirli direttamente su attrezzature, uomini, sedi, veicoli delle forze dell’ordine ormai al collasso??

Chiudiamo con una nota di colore, che in realtà dovrebbe farci piangere. La Corte dei Conti si è espressa così in merito alla folle decisione di rinnovare la commessa dei braccialetti elettronici: “è una convenzione antieconomica e inefficace” che sarebbe dovuta essere discussa con il Ministro della Giustizia. E che problema c’è? Il Ministro della Giustizia oggi è la Cancellieri, secondo voi cosa ne pensa della faccenda?? Dovrà pur tutelare quel povero figliolo che lavora in Telecom a stipendi milionari.

 


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Categorie: Cronaca, Denunce, Economia, Politica


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