Il tecnico della Juventus resterà per un altro anno sulla panchina che lo ha visto conquistare per tre volte lo scudetto. Ma la società saprà consegnargli una rosa all’altezza della situazione?

Torino
09:31 del 21/05/2014
Scritto da Albertone

Antonio Conte rimane bianconero, resta da capire se sarà più bianco o più… nero. Nel senso di “incazzato nero”. Il mercato estivo sta lentamente entrando nel vivo e il tecnico salentino ha stretto il patto con la società ad una condizione: ritrovarsi fra le Mani una squadra vincente.
In Italia, ma anche in Europa. Già, perché dopo aver stravinto tre scudetti di fila lasciando alle altre formazioni le briciole della Coppa Italia, il 2014/2015 sarà il suo vero esame di maturità. O la Juve trionfa in Europa, possibilmente Champions o al più Europea League, oppure Conte difficilmente entrerà nel novero dei tecnici vincenti e rappresentativi di un intero Continente.
Se l’ex capitano bianconero è rimasto alla Juve, d’altronde due soli possono essere i motivi. Punto primo: nessun altro lo ha cercato. Ovvero, sul piatto non c’erano offerte irrinunciabili a tal punto da salutare la compagnia e gettarsi in nuove avventure. Punto secondo: la società e la dirigenza gli hanno garantito che verrà allestita una rosa in grado di giocarsela con tutte le migliori squadre d’Europa. A ciascuno la possibilità di scegliere.
Certo è che Conte a livello europeo parte da un modestissimo terzo posto in un girone che annoverava Copenaghen e Galatasaray (ovvero uno dei più semplici della prima fase…) e in Europa League ci è finito grazie al ripescaggio della terza posizione. E qui il cammino si è arenato contro la sola squadra vera trovata nei sorteggi, quel Benfica che ai rigori ha perso la sua ennesima finale maledetta. Insomma, è evidente che ci sia molto da fare per correggere il valore di quella rosa. Buffon è una sicurezza ma gli anni passano per tutti, dietro di lui la Juve non ha ancora individuato il suo successore.
Bonucci, Barzagli e Chiellini hanno la loro età, brillano in Italia ma soffrono in Europa quando devono vedersela con un calcio frizzante e ballerino. In mediana è Andrea Pirlo a gestire la manovra, ma anche lui è uno di quelli che soffre il cambio di ritmo imposto dagli avversari.
Vidal è il giocatore più importante di questa squadra e dal Mondiale potrebbe uscirne con una quotazione stratosferica che potrebbe ingolosire la dirigenza, Pogba vale già 60 milioni di euro ma è il futuro: venderlo significherebbe far Conte… nero dalla rabbia. Sugli esterni Lichsteiner e Asamoah non valgono quelli dei migliori club europei, mentre in attacco il ragionamento è più complesso.
Tevez e Llorente sono due grandi punte, anche se il primo al Mondiale nemmeno ci andrà e il secondo farà probabilmente la parte dello spettatore non pagante. Per quel poco che può voler dire, qualcosa vorrà pur dire. Alle loro spalle una panchina degna di questo nome non esiste: Osvaldo non verrà riscattato, Vucinic partirà per altri lidi così come Quagliarella e Giovinco. Attaccanti mediocri, buoni per l’Italia e inutile per l’estero. Conte lo ha capito, ma non sarà facile indicare il sostituto giusto. Soprattutto perché costano un mucchio di soldi…


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Categorie: Calcio


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