I dati, aggiornati a settembre, dall'osservatorio EY. Quasi il doppio rispetto a un anno e mezzo fa. Si sbloccano anche gli abbonamenti, anche se restano ridotti. Tassi di copertura sino all''80 per cento al meridione, lacune al Centro-Nord e nelle zone industriali

Milano
18:30 del 07/10/2016
Scritto da Luca

Il Sud Italia è in crescita sul fronte infrastrutture e Tlc ma carico fiscale frena sviluppo. Sono queste le conclusioni dello studio dell’Istituto per la Competitività, I-Com, “L’economia delle Regioni italiane e i rapporti tra amministrazioni territoriali e imprese”, presentato oggi a Roma in occasione dell’ultima tappa della seconda edizione di Orti (Osservatorio sulle relazioni territorio-impresa), che nei mesi scorsi ha toccato Firenze, Bari e Bologna con eventi ad hoc.

Per descrivere il grado di competitività delle Regioni italiane, I-Com ha elaborato un indice sintetico che prende in considerazione alcune variabili relative alla dotazione infrastrutturale. Da questo criterio di misurazione, si rileva la buona performance di Campania, Puglia e Sicilia specialmente nel settore della banda ultra-larga. La Campania è al secondo posto del ranking nazionale, dopo la Lombardia, grazie anche a un’ottima capillarità della rete di distribuzione elettrica.

“Dal nostro indice risulta un dato quantitativo che naturalmente va letto insieme a quello sulla qualità spiega Stefano da Empoli, presidente di I-Com, che ha curato il rapporto insieme a Gianluca Sgueo, direttore Area Istituzioni I-Com. - È innegabile però il miglioramento delle reti di alcune Regioni del Mezzogiorno, che rappresenta un’opportunità di sviluppo da non sprecare. E non deve dare più alibi alle amministrazioni regionali e locali che continuano a offrire a cittadini e imprese un rapporto troppo spesso penalizzante tra qualità e costo dei servizi”.

Ne è una prova tangibile il carico fiscale per le industrie che nel Sud è in media maggiore rispetto a quello del Nord. L’aliquota Irap più alta si registra in Campania (4,97%), Sicilia, Puglia e Calabria (4,82%). Mentre nelle Regioni del Nord si applica l’aliquota ordinaria (3,90%).

I dati, aggiornati a settembre, dall'osservatorio EY. Quasi il doppio rispetto a un anno e mezzo fa. Si sbloccano anche gli abbonamenti, anche se restano ridotti. Tassi di copertura sino all'80 per cento al meridione, lacune al Centro-Nord e nelle zone industriali

QUATTRO italiani su dieci sono coperti da banda ultra larga. Gli abbonati sono il 10 per cento della popolazione, ma sono soddisfatti e in crescita. Peccato che il Centro-Nord e le zone industriali scontano ancora un deficit di copertura, per queste reti, fibra ottica a 100 Megabit o oltre. Sono alcuni dei dati dell'osservatorio EY, appena redatti, e indicano la faticosa rincorsa dell'Italia per aggiornare le proprie infrastrutture alle esigenze di una economia e società evolute. Come nel resto d'Europa, dove la copertura banda ultra larga già nel 2015 superavano il 70 per cento, quando noi eravamo intorno al 40 per cento (e al 29 per cento nel 2014). Ricorsa, quindi. Anche se ancora asimmetrica. Il Sud rafforza la sua leadership (conquistata agli inizi del 2016 grazie agli effetti del piano Eurosud) con tassi attuali di copertura del 60-80 per cento, grazie ai fondi pubblici spesi negli anni scorsi per posare la fibra.

Nel Nord i valori di copertura sono ancora inferiori al 50 per cento, mentre sui comuni solo il 16 per cento di quelli del Nord-Est sono coperti, e il 18 per cento di quelli del Nord-Ovest, contro il 50 per cento del Sud. Il Centro è pure fermo sul 17 per cento. Insoddisfacente anche la copertura dei distretti industriali. Il 57 per cento di loro ha una copertura in fibra ottica inferiore alla media nazionale. Ed è un paradosso, dato che le aziende hanno più bisogno, nell'immediato, di connessioni veloci per reggere la competizione.
Qualche buona notizia arriva dagli utenti. Ossia da quelli che finora hanno snobbato gli investimenti miliardari degli operatori. Si respira aria di svolta, con due milioni di italiani (il 10 per cento delle famiglie), a giugno 2016, contro 1,4 milioni di fine 2015. "Per la prima volta, quest'anno, grazie alla banda ultra larga si è fermato il calo di utenti di rete fissa in Italia", spiega Silvio Demarinis, autore dello studio
Il motivo è che gli italiani stanno cominciando ad apprezzare i vantaggi della fibra ottica rispetto alla banda larga mobile (anche 4G), soprattutto per la qualità dei video streaming, sempre più popolari su internet (il 32 per cento degli abbonati in fibra cita questo vantaggio della sua nuova connessione, nello studio EY). "I ricavi della banda ultra larga sono aumentati del 46 per cento negli ultimi otto anni. Il settore ha investito 36 miliardi di euro negli ultimi cinque anni", ha detto oggi il presidente di Tim Giuseppe Recchi, all'evento di EY di Capri.
Sulla fibra hanno investito la stessa Tim, Fastweb, Vodafone, e Metroweb-Enel(la fusione tra queste società si completerà a novembre). Il ruolo dello Stato si avvertirà a breve con più forza: a dicembre saranno assegnati i bandi pubblici da 3 miliardi di euro per colmare- nei prossimi anni- le lacune di copertura in alcune regioni (soprattutto quelle del Centro-Nord, come si è visto). Pendono tuttavia- possibile granello nell'ingranaggio- i ricorsi di Tim e Fastweb contro i bandi pubblici e che il Tar discuterà in questi mesi (ieri ha fissato al 14 dicembre l'udienza di merito). Gli operatori temono che le regole del bando siano tali da distorcere la competizione. 
Resta aperto il problema delle zone industriali. Il 70 per cento delle aziende, secondo stime del ministero dello Sviluppo economico, è in aree "grigie", quindi non sottoponibili all'intervento diretto dello Stato (che è nelle aree a totale fallimento di mercato, secondo le regole dettate dall'Europa). In queste aree l'Italia metterà fondi pubblici per incentivare gli abbonamenti (con voucher); ma il Governo sta studiando anche defiscalizzazioni a vantaggio degli operatori che investono qui (lo scopriremo nella prossima Legge di Stabilità). Insomma, l'Italia ha preso per mano il problema delle infrastrutture Paese e c'è un piano operativo, con risorse e misure concrete, per rimediare ai ritardi accumulati in questi anni. Ci sono già i primi segnali positivi dal mercato, anche se è ancora presto, ovviamente, per dichiarare vinta questa partita.


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Categorie: Internet, Tecnologia


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